Teleromagna » 28 settembre 2017

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TG SERA del 28/09/2017

Il Telegiornale di Teleromagna da oltre quarant’anni si pone come uno dei pilastri dell’informazione locale romagnola. Grazie alle varie redazioni e ai suoi corrispondenti, vi raccontiamo quotidianamente tutte le vicende del territorio. Il Telegiornale va in onda alle 7 – 14 – 16 – 19 – 20.30 e all’una di notte. Ogni edizione viene replicata mezz’ora dopo su Teleromagna News (canale 74).

CESENA: Funerali del pilota Orlandi, Marcianò ‘amava il volo e il suo lavoro’

CESENA: Funerali del pilota Orlandi, Marcianò 'amava il volo e il suo lavoro' “Non si poteva evitare tutto questo?”. Le meditazioni di monsignor Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, che nel pomeriggio ha presieduto i funerali  di Stato del capitano Gabriele Orlandi a Cesena, hanno preso avvio da una domanda che in moltissimi si sono rivolti in questi giorni. “Siamo qui – ha rammentato il presule – per raccogliere in un grido quanto è accaduto qualche giorno fa. Un incidente, un attimo, una vita spezzata. Non una vita in senso generico, ma ‘la’ vita unica e irripetibile di Gabriele. Perché ogni vita umana è così: non è entità anonima, è la vita concreta di colui che è il figlio, il fratello, l’amico, il collega… la persona cara che era accanto a noi fino a un momento prima che tutto accadesse”. Rivolgendosi a un Duomo gremito, alla presenza dei familiari del capitano dell’Aeronautica Militare, del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del capo di Stato Maggiore della Difesa Claudio Graziano, e del Capo di Stato Maggiore generale Enzo Vecciarelli, monsignor Marcianò ha raccolto nelle sue parole il dolore di tutti gli italiani e un accorato profilo di Gabriele che “amava il volo e il suo lavoro”. “Mi ha colpito – ha infatti confessato – cogliere dalle varie testimonianze, quelle familiari e quelle istituzionali, questo unanime riconoscimento: il sorriso. Sì. Pur nel nostro sincero e straziato pianto, Gabriele si può ricordare solo con il sorriso! Non si tratta di una descrizione parziale ma di un suo modo di essere, di relazionarsi, di lavorare, di vivere, di credere, che si traduce in un messaggio, in un’eredità che egli lascia ai suoi cari, ai suoi amici, agli uomini delle istituzioni, a noi uomini di Chiesa”. Gabriele, dunque, sapeva cogliere la bellezza delle cose perché “il sorriso – ha proseguito l’ordinario militare – è prerogativa di chi sa andare in profondità, di chi non teme le domande decisive sulla vita e il suo senso. Può sembrare paradossale ma il sorriso era, in Gabriele, espressione del suo prendere sul serio le cose, pur sapendole semplificare per gli altri”. Come hanno raccontato in tanti in questi giorni di lutto, il lavoro dava molta gioia a Gabriele. “Sapeva che il fine ultimo del suo servizio era difendere la vita, era servire il Paese, il bene comune, l’edificazione della città terrena, la pace. E questo meritava coraggio e dedizione”, ha specificato Marcianò rivolgendosi ai tanti colleghi e amici dell’Aeronautica Militare, uomini e donne delle Forze Armate, che vivono quotidianamente la loro missione con “coraggiosa dedizione”.    

CATTOLICA: Subisce dal compagno 4 anni di aggressioni, “Ti sciolgo nell’acido” | VIDEO

CATTOLICA: Subisce dal compagno 4 anni di aggressioni, “Ti sciolgo nell’acido” | VIDEO Solo una settimana fa, nello stesso territorio, un episodio analogo. Siamo nei dintorni di Cattolica, nel riminese. Il copione che si ripete vede come protagonista una donna che subisce per anni vessazioni dal proprio compagno senza mai denunciarlo. La vittima trova infine il coraggio di andarsene, ma lui non accetta la separazione e le sue azioni lo portano in carcere. In questa storia lei ha 32 anni, lui 36. Entrambi italiani, originari del posto. L’uomo era già conosciuto alle forze dell’ordine per motivi legati al consumo di droga, in particolare eroina. Le aggressioni sarebbero avvenute persino sotto gli occhi della figlia minorenne. Ad agosto – raccontano i carabinieri – la donna riceve messaggi sul telefonino da un numero anonimo. Lui dà in escandescenza. Lei finisce al pronto soccorso con referti medici che parlano di traumi al timpano e alla mandibola. La 32enne decide finalmente di mollarlo, ma la storia non finisce qua. Il 36enne torna alla carica. Il 23 settembre la blocca mentre è alla guida della sua auto, lei scende, riceve delle botte e un morso alla pancia, ma nella confusione riesce anche a filmarlo e a chiamare i militari.  

TG Sport del 28/09/17

Il TG Sport di Teleromagna va in onda dal lunedì al sabato alle 14.15 circa e nella versione breve all’interno dei Telegiornali delle 19, 20.30 e dell’una di notte. L’edizione si apre con le notizie principali della giornata, seguono le prime pagine dei quotidiani sportivi e infine “L’Opinione” di Luciano Poggi.

RIMINI: Butungu confessa di aver partecipato agli stupri, “Chiedo perdono” | VIDEO

RIMINI: Butungu confessa di aver partecipato agli stupri, “Chiedo perdono” | VIDEO “Lo confesso, ho partecipato anch’io agli stupri di Miramare”. È servito quasi un mese di carcere a Guerlin Butungu per vuotare il sacco ed ammettere di aver preso parte alle violenze ai danni della studentessa polacca e della donna peruviana avvenute il 26 agosto scorso sulla spiaggia di Rimini e, poco più in là, sulla Statale Adriatica. “Chiedo perdono”, ha detto al magistrato nell’interrogatorio a Pesaro, e ha aggiunto “Anch’io ho una sorella”, come a volere dimostrare una qualche sensibilità verso l’universo femminile. Presa di conoscenza sincera o strategia processuale? Non si sa. Certo è che le prove raccolte fino ad ora paiono schiaccianti, e ancora si attendono da Roma i risultati dei test sul dna che potrebbero dare un nome, una volta per tutte, a chi ha abusato delle due donne. Butungu non solo è stato riconosciuto dalle vittime attraverso le immagine di videosorveglianza, ma è stato persino trovato in possesso dei loro cellulari. Il congolese respinge al mittente le accuse degli altri arrestati, minorenni, di essere il capo-branco. “Chiedo scusa anche per aver mentito”, ha detto alle forze dell’ordine. La prima versione dei fatti in cui sosteneva di essersi addormentato in spiaggia durante i fattacci pareva fantascienza. Oggi dà la colpa all’alcol. “Abbiamo bevuto troppo, non ci rendevamo conto di quello che stavamo facendo. Non sono solito fare così”, ha precisato. Fatto sta che il 20enne ha anche ammesso la rapina a una coppia di bolognesi e a un’altra di Legnano, entrambe avvenute nei giorni precedenti gli stupri. Un curriculum criminale che non lo aiuterà nel processo.

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