Teleromagna » 25 novembre 2017

Daily Archives: 25 novembre 2017

RIMINI: L’esplosione spazza via bancomat e uffici, tornano in azione i ‘soliti ignoti’

RIMINI: L'esplosione spazza via bancomat e uffici, tornano in azione i 'soliti ignoti' Questa volta è toccato alla zona di Torre Pedrera, a Rimini. Un assordante boato avvenuto nelle prime ore della notte tra venerdì e sabato ha spaventato gli abitanti del quartiere dove si trova la filiale della Banca Malatestiana colpita dalla “banda del bancomat”. Erano circa le 2 quando l’esplosione ha ridotto in spazzato via lo sportello elettronico, frantumando i vetri blindati e raggiungendo le pareti dell'ufficio del direttore della filiale. Al botto ha fatto seguito la sirena dell’allarme che ha richiamato sul posto una pattuglia dei carabinieri, al cui arrivo gli ignoti si erano già dileguati. Oltre alla conta dei danni, che sono ingenti, al momento non è ancora stato stimato l’ammontare complessivo del bottino.

RAVENNA: Processo Cagnoni, nuovi elementi emergono dai cellulari del medico | VIDEO

RAVENNA: Processo Cagnoni, nuovi elementi emergono dai cellulari del medico | VIDEO Non migliora la condizione di Matteo Cagnoni e nel corso della sesta udienza del processo che lo vede alla sbarra come unico accusato della morte della moglie Giulia Ballestri sono stati proprio i suoi due telefonini a finire sotto la lente dell’accusa. Perché Matteo Cagnoni avrebbe chiamato il suo papà e dopo il suo avvocato nei minuti che precedettero il ritrovamento del cadavere della povera Giulia? E ancora: quali le ragioni per cui quella stessa notte aveva mandato un sms alla sua segretaria chiedendole di annullare tutti gli appuntamenti fissati per l’indomani mattina? Interrogativi a cui l’accusa cerca di dare delle risposte, risposte che meriterebbe la stessa Giulia assassinata brutalmente a colpi di bastone e trovata senza vita, seminuda, a tre giorni dalla data del decesso. Nel corso dell’udienza, alla Corte d’Assise sono stati mostrati i filmati del cadavere che illustrano la scena del delitto avvenuto nella notte del 19 settembre 2016 nella casa di via Genocchi. Immagini a cui il medico ravennate non ha retto venendo colto da un mancamento che ha indotto il presidente della Corte a sospendere l’udienza per 15 minuti. “Falla finita!”. Questi i brusii in aula da parte del fratello della vittima, Guido Ballestri, e dell’avvocato della difesa. Dunque toni tesi e tanta tensione. L’accusa, inoltre, si è concentrata su altri elementi che proverebbero la colpevolezza dell’imputato: le due paia di scarpe che indossava il giorno del delitto, quei cuscini verdi tornati sulla poltroncina dove la vittima sarebbe stata colpita la prima volta, e ancora gli sms inviati alla prostituta Marilena e al sacerdote Giovanni Desio, l’ex prete di Casal Borsetti che all’epoca del delitto era finito in carcere con l’accusa di abusi su minori.

RAVENNA: Tenta di violentarla e poi le chiede di sposarlo, guai per un 30enne

RAVENNA: Tenta di violentarla e poi le chiede di sposarlo, guai per un 30enne Sarebbe stata colpita da calci e pugni dal suo ex che avrebbe cercato di avere un rapporto sessuale senza che lei lo desiderasse. E’ drammatica la deposizione di una 29enne di Ravenna che venerdì ha raccontato l’incubo che avrebbe vissuto dal 2015 al giudice. L’accusato è un ultratrentenne sempre ravennate che avrebbe agito con violenza e impulso in diverse reiterate occasioni a causa di un forte senso di possesso che nutre verso la donna. Diversi i racconti della vittima: dal tentato stupro, a svariate intimidazioni avvenute per strada, sotto casa e in macchina. Tutte terminavano con la richiesta di matrimonio. L’ex fidanzato ora dovrà rispondere dell’accusa di violenza sessuale, di lesioni per pugni e calci e di violenza privata.

RIMINI: Stupri Miramare, la transessuale peruviana chiede la cittadinanza italiana

RIMINI: Stupri Miramare, la transessuale peruviana chiede la cittadinanza italiana “Fatemi diventare italiana”. E’ questa la richiesta avanzata dalla transessuale peruviana rimasta vittima nella notte del 25 agosto scorso della raffica di violenze commesse a Miramare, Rimini, dalla banda di capeggiata da Guerlin Butungu. La difesa della “donna”, infatti, ha inviato una richiesta di cittadinanza al Questore descrivendo la buona condotta della assistita. Presente a tutte le udienze del processo che ha portato alla condanna a 16 anni di carcere al capobranco, accusato anche di aver commesso violenza sulla coppia dei due turisti polacchi nel corso della stessa notte, la vittima si è mostrata sempre composta, mai offensiva neppure nei riguardi degli aguzzini. Concorda il Questore Maurizio Improta secondo cui la collaborazione della donna con gli inquirenti è stata decisiva per la risoluzione delle indagini.

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