Teleromagna » 22 dicembre 2018

Daily Archives: 22 dicembre 2018

CESENA: Caso Teverini, la difesa chiede l’assoluzione per il marito | VIDEO

CESENA: Caso Teverini, la difesa chiede l'assoluzione per il marito | VIDEO “Non si può condannare un uomo per l’uccisione della moglie quando non ci sono prove certe”. Questa la linea difensiva degli avvocati Carlo Benini e Silvia Brandolini sul caso del loro assistito, Costante Alessandri, accusato di aver ucciso la moglie, Manuela Teverini, 18 anni fa e di averne fatto sparire il corpo. E proprio il cadavere della donna, che non si è mai trovato nonostante le ripetute ricerche, sta alla base di tutto l’impianto difensivo degli avvocati di Alessandri che hanno chiesto l’assoluzione con formula piena. I fatti risalgono alla notte tra il 4 e il 5 aprile del 2000 quando la 35enne cesenate sparì nel nulla. I sospetti ricaddero presto sul marito che, un anno dopo, finì in galere dopo essere stato intercettato mentre confessava ad una prostituta di essere lui l’assassino. Tutto inutile però, il tribunale del riesame dichiarò quella prova inammissibile e Alessandri venne quindi liberato. 18 anni dopo, la nuova inchiesta che, tuttavia, deve sempre fare i conti con il suo peccato originale, quello di un processo per omicidio senza cadavere. Questo il motivo per cui il giudice si trova ora tra due fuochi, quello dell’accusa che chiede l’ergastolo per l’imputato e quello della difesa che vuole l’assoluzione completa. L’ultimo capitolo verrà scritto tra poche settimane, resta da ascoltare la replica del pubblico ministero, degli avvocati di parte civile e poi di nuovo dei difensori. A quel punto sarà il giudice a parlare, con la sentenza che dovrebbe scrivere, una volta per tutte, la parola fine sulla vicenda.

CESENA: Caso Teverini, la difesa chiede l’assoluzione per il marito | VIDEO

CESENA: Caso Teverini, la difesa chiede l'assoluzione per il marito | VIDEO “Non si può condannare un uomo per l’uccisione della moglie quando non ci sono prove certe”. Questa la linea difensiva degli avvocati Carlo Benini e Silvia Brandolini sul caso del loro assistito, Costante Alessandri, accusato di aver ucciso la moglie, Manuela Teverini, 18 anni fa e di averne fatto sparire il corpo. E proprio il cadavere della donna, che non si è mai trovato nonostante le ripetute ricerche, sta alla base di tutto l’impianto difensivo degli avvocati di Alessandri che hanno chiesto l’assoluzione con formula piena. I fatti risalgono alla notte tra il 4 e il 5 aprile del 2000 quando la 35enne cesenate sparì nel nulla. I sospetti ricaddero presto sul marito che, un anno dopo, finì in galere dopo essere stato intercettato mentre confessava ad una prostituta di essere lui l’assassino. Tutto inutile però, il tribunale del riesame dichiarò quella prova inammissibile e Alessandri venne quindi liberato. 18 anni dopo, la nuova inchiesta che, tuttavia, deve sempre fare i conti con il suo peccato originale, quello di un processo per omicidio senza cadavere. Questo il motivo per cui il giudice si trova ora tra due fuochi, quello dell’accusa che chiede l’ergastolo per l’imputato e quello della difesa che vuole l’assoluzione completa. L’ultimo capitolo verrà scritto tra poche settimane, resta da ascoltare la replica del pubblico ministero, degli avvocati di parte civile e poi di nuovo dei difensori. A quel punto sarà il giudice a parlare, con la sentenza che dovrebbe scrivere, una volta per tutte, la parola fine sulla vicenda.

RIMINI: Nuova questura, Inail ritira l’offerta e i tempi si allungano, Gnassi “Vergogna” | VIDEO

RIMINI: Nuova questura, Inail ritira l’offerta e i tempi si allungano, Gnassi “Vergogna” | VIDEO “Caro onorevole, tutti la ringrazieremo quando la ‘vergogna’ nuova Questura troverà soluzione secondo contratto, senza scorciatoie provvisorie. Se ciò non accadrà stia pur certo che faremo valere le nostre ragioni”. Si chiude così la pungente lettera indirizzata dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi al Sottosegretario forlivese alla Giustizia Jacopo Morrone. La rabbia del primo cittadino riminese, che non esclude le vie legali per l’annosa questione, deriva da due fatti. Primo, l’Inail ha ritirato l’offerta da 7 milioni per prendere possesso e ridare vita all’enorme relitto urbano. Secondo, il deputato leghista avrebbe annunciato che il Ministero dell’Interno sta contrattando un affitto da 18 anni per l’attuale sede della polizia di piazzale Bornaccini: un periodo infinito per Gnassi, che sperava nel giro di pochi anni di potere dare a polizia e Finanza una ‘Cittadella della sicurezza’ negli immensi locali da 30mila metri quadri di via Bassi. Il primo cittadino ha ben chiaro nella mente il patto sulla Sicurezza siglato in città nel 2017 dal ministro Minniti, che prevede l’apertura della nuova questura per il 2020, e non ha intenzione di mollare la presa. “Il Comune di Rimini si opporrà in ogni modo e in ogni sede a che la vergogna della  nuova questura finisca a tarallucci e vino – tuona ancora Gnassi – Quel casino è stato provocato dallo Stato italiano e da un privato, non saranno i riminesi a pagarne il conto salato”.

RIMINI: Nuova questura, Inail ritira l’offerta e i tempi si allungano, Gnassi “Vergogna” | VIDEO

RIMINI: Nuova questura, Inail ritira l’offerta e i tempi si allungano, Gnassi “Vergogna” | VIDEO “Caro onorevole, tutti la ringrazieremo quando la ‘vergogna’ nuova Questura troverà soluzione secondo contratto, senza scorciatoie provvisorie. Se ciò non accadrà stia pur certo che faremo valere le nostre ragioni”. Si chiude così la pungente lettera indirizzata dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi al Sottosegretario forlivese alla Giustizia Jacopo Morrone. La rabbia del primo cittadino riminese, che non esclude le vie legali per l’annosa questione, deriva da due fatti. Primo, l’Inail ha ritirato l’offerta da 7 milioni per prendere possesso e ridare vita all’enorme relitto urbano. Secondo, il deputato leghista avrebbe annunciato che il Ministero dell’Interno sta contrattando un affitto da 18 anni per l’attuale sede della polizia di piazzale Bornaccini: un periodo infinito per Gnassi, che sperava nel giro di pochi anni di potere dare a polizia e Finanza una ‘Cittadella della sicurezza’ negli immensi locali da 30mila metri quadri di via Bassi. Il primo cittadino ha ben chiaro nella mente il patto sulla Sicurezza siglato in città nel 2017 dal ministro Minniti, che prevede l’apertura della nuova questura per il 2020, e non ha intenzione di mollare la presa. “Il Comune di Rimini si opporrà in ogni modo e in ogni sede a che la vergogna della  nuova questura finisca a tarallucci e vino – tuona ancora Gnassi – Quel casino è stato provocato dallo Stato italiano e da un privato, non saranno i riminesi a pagarne il conto salato”.

FORLÌ: Anziana scomparsa, ricerche anche nelle acque del fiume Bidente

FORLÌ: Anziana scomparsa, ricerche anche nelle acque del fiume Bidente Continuano senza sosta le ricerche di Paola Pasini, l’ex insegnante 75enne di Forlimpopoli che risulta scomparsa dalle dieci di mercoledì mattina, quando avrebbe dovuto incontrare la nipote. L’auto dell’anziana è stata rinvenuta il giorno seguente dai carabinieri nel parcheggio dell'Irst di Meldola, con le chiavi inserite nel cruscotto e la borsa lasciata nell'abitacolo. All’opera lungo la zona fluviale del Bidente in queste ore ci sono anche i sommozzatori dei vigili del fuoco, personale della Protezione civile e del Soccorso alpino, oltre a un cane molecolare per individuare eventuali tracce della donna. Al momento le operazioni non hanno dato esito positivo, si continuerà a cercare per tutta la giornata odierna.

RIMINI: Pesce pescato in eccesso e andato a male, sequestrati 9 quintali | FOTO

RIMINI: Pesce pescato in eccesso e andato a male, sequestrati 9 quintali | FOTO Quintali di pesce in cattivo stato di conservazione e che non presentava la corretta etichettatura per la tracciabilità. È quanto ha riscontrato il personale della Capitaneria di Porto di Rimini, sul territorio di propria competenza, all’interno dell’operazione nazionale ‘Confine illegale’. I controlli, svolti soprattutto su esercizi commerciali, pescherie e ristoranti, hanno fatto emergere anche 15 esemplari di tonno Rosso catturati in spregio al limite annuale consentito. 19 in totale i soggetti verbalizzati a cui sono state elevate sanzioni per 40mila euro. I controlli, fa sapere la Guardia Costiera, proseguiranno per tutte le festività dato che aumenta il consumo di pesce sulle tavole degli italiani e anche dei romagnoli.

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