Teleromagna » 26 settembre 2019

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TG SERA del 26/09/2019

Il Telegiornale di Teleromagna da oltre quarant’anni è uno dei pilastri dell’informazione locale romagnola. Grazie alle varie redazioni e ai suoi corrispondenti, vi racconta quotidianamente tutte le vicende del territorio. Il Telegiornale va in onda alle 7 – 14 – 19 – 20.30 e all’una di notte.

BOLOGNA: Confermato l’ergastolo per Matteo Cagnoni

BOLOGNA: Confermato l'ergastolo per Matteo Cagnoni La Corte d'assise d'appello di Bologna ha confermato l'ergastolo per il dermatologo Matteo Cagnoni, imputato per l'omicidio della moglie, Giulia Ballestri, 39 anni, uccisa a bastonate nel settembre 2016 in una villetta di famiglia a Ravenna da tempo disabitata. La decisione della Corte, presieduta da Orazio Pescatore, è arrivata questo pomeriggio dopo tre ore di camera di consiglio. Il medico 54enne era stato condannato al massimo della pena anche nel processo di primo grado nel giugno del 2018. IL COMMENTO DEL LEGALE DELLA FAMIGLIA BALLESTRI "Le cose sono andate come dovevano andare. Ogni sentenza è uno strazio perché si riapre una ferita. E' soltanto il secondo grado, aspettiamo la sentenza definitiva". Così l'avvocato Giovanni Scudellari, che assiste come parte civile la famiglia di Giulia Ballestri, ha commentato la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Bologna che ha confermato l'ergastolo per il marito della donna, Matteo Cagnoni, giudicato colpevole del suo omicidio, avvenuto nel settembre 2016. 

RIMINI: Morte Pantani, per la pm la vicenda è chiusa

RIMINI: Morte Pantani, per la pm la vicenda è chiusa Il caso arriva in Antimafia, ma la famiglia insiste: 'fu ucciso' Il caso della morte di Marco Pantani è chiuso. Non c'è nessuna verità non detta, o inesplorata, dietro al dramma del campione di ciclismo trovato senza vita in una camera del residence "Le rose" di Rimini il 14 febbraio 2004, stroncato da una overdose di cocaina. A dirlo è il procuratore della Repubblica di Rimini, Elisabetta Melotti, sentita oggi dalla Commissione Antimafia. "Sulla causa di morte di Marco Pantani, rispetto a ciò che ha già valutato il giudice, non ci sono elementi nuovi di nessun genere: ogni aspetto è stato esaminato dal giudice", ha tagliato corto il magistrato. Secca la replica della famiglia: "Non è così. Marco fu ucciso". L'audizione segue di alcuni mesi ed è una risposta a quelladell'ex generale della Gdf Umberto Rapetto, consulente della famiglia Pantani, che ha invece ha evidenziato una serie di "incongruenze e contraddizioni" nelle indagini e chiesto la riapertura dell'inchiesta, già archiviata in via definitiva come morte solitaria dovuta a un'overdose. Rapetto, in un dossier di 56 pagine, ha sostenuto che Pantani "non era solo nella camera quando morì: qualcuno ha spostato il corpo", come si evincerebbe dalla posizione di un braccio. Inoltre, nella stanza c'era un bastone con cui e' stato sfondato il controsoffitto, "come se qualcuno cercasse qualcosa. Anche le bocchette di areazione sono state rimosse: qualcuno è entrato, forse dal garage che era incustodito, cercava qualcosa. Chi era? Cosa cercava? Perché?". Rapetto è anche tornato a sollevare dubbi sull'accusa di doping che costò al campione la partecipazione al Giro del 1999 ("Pantani non era così stupido da esporsi a un rischio tanto grande") e ipotizzato che la camorra possa aver voluto la morte del Pirata per motivi legati alla sua squalifica e alle scommesse clandestine. Tutti aspetti che sono stati vagliati nell'inchiesta, ma che non hanno portato a niente, ha assicurato oggi il procuratore capo Melotti. Si è parlato di una "alterazione della scena del crimine: non è una accusa da poco, ma non si sa bene chi l'avrebbe fatto, né quando, né come. Sotto questo aspetto c'è una prospettazione illogica". Riguardo alla criminalità organizzata, poi, "erano passati 5 anni (dalla squalifica per doping – ndr) e non si capisce quale interesse potesse esserci": "secondo il generale Rapetto c'è un collegamento tra il 1999 e il 2004, ma non è evidente, io non ne ho visto alcuno. Pantani era fuori da 5 anni. Non c'è un movente, non c'è nulla". Insomma, ha aggiunto il procuratore, "sono stati valutati tutti gli elementi riproposti e non sono emerse novità, neppure rispetto all'ipotesi che ci fossero altre persone in camera. Si può essere d'accordo o no, ma è così. Si chiede una rivisitazione degli stessi elementi. A distanza di 15 anni è oggettivamente difficile avere elementi originali". Sul "caso Pantani" la procura di Rimini ha condotto due inchieste: "la prima ha stabilito che la morte è avvenuta per intossicazione acuta di cocaina e che la causa è stata accidentale. Le indagini hanno portato a escludere l'azione di terzi ed individuato le persone che hanno ceduto la droga". La seconda indagine nel 2014, in seguito all'esposto della famiglia: "All'esito di varie indagini – ha ricordato il procuratore – il pm ha chiesto l'archiviazione e il gip, in un articolato decreto, ha concluso per l'archiviazione evidenziando che l'ipotesi omicidiaria era sostanzialmente 'fantasiosa'". Secondo il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra (M5s) "l'audizione di oggi è stata dettagliata e apprezzata. Personalmente sono soddisfatto". Non altrettanto il legale della famiglia Pantani, Antonio De Rensis: "restiamo convinti che le carte e le dichiarazioni rese da esponenti di spicco della camorra dell'epoca indicano che a Campiglio furono alterate le provette per le analisi del sangue. E riteniamo che Marco Pantani fu ucciso. La Commissione dovrebbe convocarci perché ci sono spunti importanti che sono stati trascurati nella seconda indagine e testimoni non considerati".

Tg Sport del 26/09/19

Il TG Sport di Teleromagna va in onda dal lunedì al sabato alle 14.15 circa e nella versione breve all’interno dei Telegiornali delle 19, 20.30 e dell’una di notte. L’edizione si apre con le notizie principali della giornata, seguono le prime pagine dei quotidiani sportivi e infine “L’Opinione” di Luciano Poggi.

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