Teleromagna » 7 novembre 2019

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TG SERA del 07/11/2019

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EMILIA-ROMAGNA: Salvini, “faremo una rivoluzione pacifica in 80 giorni”

EMILIA-ROMAGNA: Salvini, "faremo una rivoluzione pacifica in 80 giorni" "Da qui al 26 gennaio ci sono 80 giorni. E in questi 80 giorni faremo una rivoluzione pacifica, democratica, sorridente. Sarà il giro dell’Emilia Romagna in 80 giorni, scriveremo un nuovo libro”. Lo ha detto Matteo Salvini durante la presentazione del maxi-evento in programma giovedì prossimo al Paladozza di Bologna che darà il via, ufficialmente, alla campagna elettorale in Emilia Romagna. “A me piacerebbe che il 26 gennaio 2020 – ha sottolineato il leader della Lega – fosse un giorno di festa, di libertà, di partecipazione. Uno dei dati più belli dell’Umbria, al di là della vittoria, è stata la grande partecipazione popolare: ha votato quasi il 10% in più della gente rispetto alle ultime regionali”. Gente “che ha ritrovato passione, speranza, energia”. L’ultimo dato relativo all’Emilia Romagna, invece, “vede un terzo delle persone, neanche il 40%” che andò a votare. “Il fatto che il 60% non abbia nemmeno provato a scegliere – ha continuato Salvini – la dice lunga sullo scoramento”. "Mi piacerebbe – ha sottolineato Salvini – che a vincere fossero soprattutto gli emiliano-romagnoli correndo ad andare a votare”. Poi “finalmente, dopo 50 anni, qui c’è possibilità di scelta". Infatti, una volta, spiega Salvini, “ti candidavi in Emilia Romagna con l’obiettivo al massimo di fare bella figura, come accadeva in Umbria, ma il mondo cambia”.

EMILIA-ROMAGNA: Regionali, ecco il sondaggio, è testa a testa Bonaccini-Borgonzoni

EMILIA-ROMAGNA: Regionali, ecco il sondaggio, è testa a testa Bonaccini-Borgonzoni Il governatore uscente al 45,5%, leghista al 44%, M5s al 7% È testa a testa in Emilia-Romagna tra Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni, a meno di tre mesi dal voto del 26 gennaio. Secondo un sondaggio 'Emg-Acqua Group', Bonaccini, candidato del centrosinistra, raggiungerebbe il 45,5%, mentre Borgonzoni, sostenuta dal centrodestra, sarebbe al 44%. Il M5s si fermerebbe al 7%, mentre la somma degli altri candidati non andrebbe oltre il 3,5%. La rilevazione è stata condotta su un campione di mille persone dal 31 ottobre al 4 novembre. Il sondaggio ha anche testato la reputazione dei due candidati. Bonaccini stacca la Borgonzoni 53% a 24% per quanto riguarda 'serietà e onestà' e 'preparazione e conoscenza', mentre per quanto riguarda la popolarità il governatore uscente è conosciuto dal 76% degli intervistati e la sua sfidante dal 57%. Alla domanda su chi vincerà, il 43,7% risponde Bonaccini, il 37% Borgonzoni, il resto non sa o non risponde.   (Nota metodologica – Autore: Emg-Acqua. Committente/acquirente: Osservatorio Emg. Criteri seguiti per la formazione del campione: campione rappresentativo della popolazione regionale maggiorenne per sesso, età, province e istruzione. Metodo di raccolta delle informazioni: 70% Cati, 30% Cami. Numero delle persone interpellate, universo di riferimento, intervallo fiduciario: popolazione emiliana maggiorenne, 1.000 casi, +/-3,1%, contatti 6234 (rifiuti 5234 – tasso di risposta 16%). Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: 31 ottobre – 4 novembre 2019).

EMILIA-ROMAGNA: Borgonzoni, “papà non mi vota? Non gli parlo da anni”

EMILIA-ROMAGNA: Borgonzoni, "papà non mi vota? Non gli parlo da anni" Suo padre voterà per Bonaccini ma Lucia Borgonzoni, candidata della Lega per la guida della Regione Emilia-Romagna, replica a tono e dai microfoni di 'L'Italia s’è desta' su Radio Cusano Campus dice: “A mio padre auguro ogni bene, se vuole entrare in politica. Io – rimarca – non gli parlo da quando avevo 5 anni”. Quanto al merito del confronto elettorale, Borgonzoni osserva che “c’è una narrazione dell’Emilia Romagna che non corrisponde alla realtà. Hanno chiuso tantissime imprese e la Regione non ha messo in campo le strategie per fermare questa emorragia. Quello che funziona, funziona nonostante il Pd. Permane la suggestione che tutto funzioni alla perfezione come in passato, quando in realtà oggi funziona tutto meno bene". "C’è una grande voglia di cambiamento che prescinde da tutto, anche da come si è amministrato, perché dopo 50 anni questa voglia di cambiamento ci sta tutta. Bonaccini vuole raccontare che se arriva la Lega chissà cosa succede. Noi – ribatte  – portiamo le esperienze di Veneto, Lombardia, abbiamo dimostrato di saper governare e bisogna prendere esempio dai primi”.

ROMAGNA: Mesotelioma, l’Irst di Meldola studia un nuovo vaccino di cura

ROMAGNA: Mesotelioma, l'Irst di Meldola studia un nuovo vaccino di cura L'Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola, nel Forlivese, ha avviato uno studio clinico per offrire una chance terapeutica per combattere il mesotelioma, il tumore causato dall'esposizione all'amianto. Si chiama Mesovax, nome nato dall'unione dei termini mesotelioma e vaccinazione. Questo tipo di cancro si caratterizza come patologia candidabile a essere contrastata anche attraverso l'uso di farmaci in grado di modulare la risposta immunitaria del paziente. Indirizzato a pazienti refrattari a una precedente terapia e PD-L1 negativi, la cura prevede l'uso combinato di un vaccino personalizzato con cellule dendritiche ottenute dal paziente stesso e di pembrolizumab, un anticorpo la cui azione di inibizione sulla proteina PD-1 'rinvigorisce' le cellule immunitarie rese meno attive dall’interazione con il tumore. Uno studio recente pubblicato dal gruppo IRST nel melanoma ha infatti dimostrato che il trattamento con il vaccino è in grado di indurre una forte risposta immunologica che, però, induce l’espressione di PD-L1 sulle cellule tumorali e le rende in grado di 'frenare' l’attività delle cellule immunitarie indotte dalla vaccinazione. “L’intenzione di questo studio – spiega il dott. Massimo Guidoboni, responsabile della struttura semplice di immunoterapia – terapia cellulare e biobanca IRST IRCCS e principal investigator dello studio – è quello di trattare i pazienti che ancora non presentino espressione di PDL1, attraverso la combinazione di vaccino e pembrolizumab, stimolando così i linfociti specifici contro il tumore e, contemporaneamente, impedendo l’azione frenante esercitata dal tumore sulle cellule immunitarie. Circa il 30-40% dei pazienti affetti da mesotelioma è negativo al PDL1 e rappresenta perciò la popolazione candidabile ad entrare a far parte del trial clinico Mesovax”. Da tempo ricercatori e clinici si adoperano per trovare una chance terapeutica per questo tipo di tumore molto aggressivo e dal decorso nefasto che principalmente colpisce individui esposti all’amianto. Una patologia che può manifestarsi anche a distanza di decenni, 30-40 anni, dall’esposizione a questo insieme di minerali reso estremamente nocivo dalle dimensioni infinitesimali delle fibre di cui è composto. Per questo, nonostante l’utilizzo di questo materiale noto anche con il nome commerciale di Eternit sia stato messo totalmente al bando dal 1992, è atteso che l’incidenza di questa patologia cresca almeno fino al 2020 coinvolgendo chi, per ragioni soprattutto lavorative in quanto l’amianto è stato ampiamente utilizzato in edilizia e nel settore dei trasporti, ne abbia inalato le fibre. A oggi in Italia si contano circa 2.000 nuovi casi annui. 

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