BOLOGNA: Inchiesta ‘Mondo Sepolto’, avviso fine indagine per 74 persone

Cronaca
BOLOGNA: Inchiesta 'Mondo Sepolto', avviso fine indagine per 74 persone Contestati reati di corruzione, riciclaggio e fiscali La Procura di Bologna ha chiuso le indagini dell'inchiesta 'Mondo Sepolto', che tre mesi fa portò alla luce due cartelli di imprese che 'controllavano' le camere mortuarie dell'ospedale Maggiore e del Sant'Orsola di Bologna. Il pm Augusto Borghini ha inviato infatti 74 avvisi di fine indagine, atto che di solito precede la richiesta di rinvio a giudizio, ad altrettante persone fisiche e aziende. Tra i reati contestati, a vario titolo, oltre alla corruzione e all'associazione a delinquere, c'è anche il riciclaggio e alcune violazioni fiscali. L'inchiesta emerse il 17 gennaio, quando i carabinieri eseguirono 30 misure cautelari: nove in carcere, 18 ai domiciliari e 3 divieti di esercizio d'impresa. Secondo gli inquirenti a spartirsi il mercato dei funerali erano due associazioni: il consorzio 'R.I.P. Service', guidato da Giancarlo Armaroli, amministratore della 'Armaroli Tarozzi', che aveva il monopolio del Maggiore e il 'Cif', con il suo presidente Massimo Benetti, che aveva in pugno il Sant'Orsola. Per la Procura, le agenzie di pompe funebri che facevano parte dei due consorzi erano d'accordo con alcuni operatori degli ospedali che lavoravano nelle sale mortuarie, e quest'ultimi erano in grado di indirizzare i parenti dei defunti alle ditte con cui erano d'accordo. In cambio ricevevano un compenso che andava dai 150 ai 300 euro. A Benetti, e ad altri indagati, è contestato anche il riciclaggio del denaro che entrava in nero nelle società del consorzio e poi veniva registrato in una contabilità parallela tenuta dalle due segretarie dell'azienda. Tra gli indagati c'è anche un impiegato dell'ufficio anagrafe del Comune di Bologna, accusato insieme al titolare e a un dipendente dell'impresa di onoranze funebri 'Lelli srl' di rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio. Per l'accusa l'impiegato comunale avrebbe rivelato agli altri due indagati notizie che dovevano rimanere segrete, in merito alla richiesta inoltrata al suo ufficio dai carabinieri per acquisire informazioni sui nominativi dei titolari e dipendenti delle imprese di pompe funebri bolognesi.

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