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EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, 46 nuovi casi di cui 27 in azienda di logistica bolognese

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, 46 nuovi casi di cui 27 in azienda di logistica bolognese Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 28.393 casi di positività, 46 in più rispetto a ieri, di cui 39 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale. Dei 46 nuovi casi, 37 riguardano la provincia di Bologna e di questi 27 sono riferiti al focolaio già ampiamente noto a Bologna in una azienda della logistica. Le nuove guarigioni sono 63 per un totale di 23.097, l’81% dei contagiati da inizio crisi. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 1.044 (-24 rispetto a ieri).

Si registrano 3 nuovi decessi, 1 uomo e 2 donne. Si tratta di 1 persone residente in provincia di Bologna, 1 in provincia di Ferrara e 1 in provincia di Modena. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a quota 4.252.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.542 a Piacenza (+2), 3.643 a Parma (+1),  5.001 a Reggio Emilia (+1), 3.945 a Modena (nessun nuovo caso), 4.869 a Bologna  (+37); 403 casi positivi a Imola (nessun nuovo caso); 1.016 a Ferrara (+1). I casi di positività in Romagna sono 4.974 (+4), di cui 1.042 a Ravenna (+2), 958 a Forlì (+1), 789 a Cesena (nessun nuovo caso) e 2.185 a Rimini (+1).

SAN MARINO: Coronavirus, la Repubblica è Covid-free

SAN MARINO: Coronavirus, la Repubblica è Covid-free Il territorio della Repubblica di San Marino è ‘Covid-free’. Con gli ultimi dati divulgati dall’Authority Sanitaria che vedono tre nuovi guariti, i casi di persone attualmente positive al coronavirus sul Titano è pari a zero. Sono però ancora attive 40 quarantene. I casi totali di persone contagiate durante l’epidemia sono stati 698 con 42 decessi.

EMILIA-ROMAGNA: Fiere, sempre più vicino matrimonio Bologna-Rimini

EMILIA-ROMAGNA: Fiere, sempre più vicino matrimonio Bologna-Rimini “Il processo di aggregazione tra Bologna e Rimini, nascendo dal basso, ha questa volta buone chance di arrivare al traguardo”. Ne è convinto il sindaco del capoluogo regionale, Virginio Merola, che ha preso in mano, insieme al collega di Rimini Andrea Gnassi, l’iter di fusione tra i due poli fieristici. La nuova fiera che si verrebbe a creare, potrà per Merola “essere la prima a livello nazionale”.

L’iniziativa è stata applaudita da Confartigianato Emilia-Romagna e dall’associazione del suo sistema Assimpresa, per la quale “i campanili si abbassano” per “costruire il quarto polo più forte d’Europa”. A fare il tifo c’è anche Confindustria Romagna che propone di coinvolgere persino la fiera di Parma, “così da creare un polo in regione che possa competere con Milano e in Europa”.

“Non faremo semplici spettatori”, è invece il monito di Filcams e Cgil Bologna che si dicono preoccupate dalle “troppe incognite”. L’emergenza legata al coronavirus “ha avuto una ricaduta soprattutto sui lavoratori”, affermano i sindacalisti, i quali restano in attesa di capire nei tavoli istituzionali come avverrà l’ingresso di Cassa depositi e prestiti nel capitale sociale. Un intervento da concretizzarsi, per il primo cittadino bolognese, con atti del Governo. E dev’essere lo stesso Esecutivo, per Merola, ad “assicuri le risorse necessarie a far fronte ai problemi di cassa provocati dall’emergenza Covid”.

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