Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Lavoro da record, prima regione per tasso di occupazione

EMILIA-ROMAGNA: Lavoro da record, prima regione per tasso di occupazione Emilia-Romagna da record non solo sul fronte delle esportazioni ma anche del lavoro. Continuano a crescere gli occupati, arrivati a 2 milioni 57 mila (+1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), il che significa un tasso del 71,3% (70,5% nel secondo trimestre 2018), il valore più alto tra le regioni che porta l’Emilia-Romagna sul podio Istat delle stime sul mercato del lavoro per il secondo trimestre di quest’anno.

E continuano a calare le persone in cerca di lavoro: 22.500 in meno rispetto al secondo trimestre 2018 (-17,8%), una contrazione dei disoccupati che riguarda sia gli uomini (-14.800) sia le donne (-7.700). Anche il tasso di disoccupazione è sceso e oggi si attesta al 4,8%, il più basso in 5 anni e peggiore soltanto del Trentino-Alto Adige, prima in Italia con il 4,4%. Il tasso medio annuo è pari al 5,5 per cento.

Il merito secondo il presidente della regione Stefano Bonaccini è anche delle parti sociali, che nel 2014 hanno sottoscritto il Patto regionale per il lavoro. «Mentre il paese rallentava la regione continuava a crescere. Sono dati unici in Italia e quanto fatto insieme si conferma un’efficace politica industriale fatta di condivisione, investimenti pubblici e scelte in grado di guardare anche al futuro. Non possiamo sottovalutare la congiuntura, le crisi aziendali aperte, i problemi di precarietà e sottoccupazione. È quindi indispensabile che il nuovo governo su lavoro, investimenti e formazione. I risultati raggiunti in Emilia-Romagna ci confortano ma ci spronano a concentrare gli sforzi sull’occupazione giovanile e sulle aree più svantaggiate. È necessario estendere i diritti contrastando il precariato, così come è indispensabile sostenere il potere d’acquisto dei salari e assicurare maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro».

ROMA: Ginnastica in lutto, è morto Bruno Grandi

ROMA: Ginnastica in lutto, è morto Bruno Grandi Aveva 85 anni, ha segnato l’evoluzione delle discipline ginniche

E’ morto a 85 anni Bruno Grandi, presidente onorario della Federazione Internazionale di ginnastica e dirigente storico della Federazione italiana. Lo ha reso noto la stessa federazione, sottolineando che Grandi è stato “un dirigente sportivo che ha segnato profondamente non solo l’evoluzione delle discipline ginniche, in Italia e nel resto del Mondo, ma che è stato un autorevole protagonista sul palcoscenico sportivo nazionale e olimpico”. Forlivese, innamorato della sua città e delle sue origini, tanto da portare di recente nella cittadina romagnola una tappa di Coppa del Mondo di Acrobatica e il Museo della Ginnastica, da lui fortemente voluto, è stato per molti anni atleta e tecnico prima di diventare un dirigente sportivo.

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