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CESENA: Rette per i nidi, sconti fino a mille euro a bambino | VIDEO

CESENA: Rette per i nidi, sconti fino a mille euro a bambino | VIDEO Uno sconto sulle rette dei nidi che arriverà fino a mille euro. E’ quanto introdotto dal comune di Cesena grazie al supporto della Regione

Il Comune di Cesena, per abbattere ulteriormente le rette dei nidi comunali e privati convenzionati, ha aderito alla nuova misura sperimentale di sostegno economico alle famiglie introdotta dalla regione Emilia Romagna e denominata “Al nido con la Regione” per l’anno educativo 2019/2020. La misura è finalizzata esclusivamente all’abbattimento delle rette/tariffe di frequenza ai servizi educativi per la prima infanzia a titolarità pubblica (gestione diretta o indiretta) o servizi a titolarità e gestione privata, esclusivamente se convenzionati con i Comuni/Unioni di Comuni. Sulla base del numero dei bambini iscritti nell’anno 2017-2018, il budget finanziario concesso dalla Regione al Comune di Cesena ammonta a 361 mila euro. La riduzione delle rette interesserà i nuclei familiari con un Isee massimo di 26 mila euro, che potranno risparmiare in media 1.000 euro l’anno per ogni bambino iscritto, anche di più nel caso di un bambino disabile o residente in un Comune montano. Si precisa che per ricevere il beneficio non è necessario presentare alcuna richiesta e che la percentuale di sconto sarà comunicata prima dell’emissione della prima retta. Le famiglie hanno tempo fino a martedì 15 ottobre per presentare l’Isee ai fini della determinazione della retta (il “Contributo asilo nido” fino a un massimo di 1.500 euro che le famiglie richiedono direttamente all’Inps non contrasta con la nuova misura regionale). Per informare le famiglie e per un’adeguata e completa comunicazione, nei prossimi giorni il Comune darà avvio a una campagna di promozione nei nidi, nei locali dell’Asl e nei supermercati.

 

BOLOGNA: Strage alla stazione del 1980, le vittime potrebbero essere 86 | VIDEO

BOLOGNA: Strage alla stazione del 1980, le vittime potrebbero essere 86 | VIDEO Torniamo a parlare della Strage alla Stazione di Bologna: apparterrebbero a due persone diverse, entrambe di sesso femminile, i reperti organici ritrovati all’interno della piccola bara di Maria Fresu, una delle 85 vittime dell’attentato i cui resti sono stati riesumati. 

 

Ci sarebbero altre tracce di Dna femminile nei reperti organici ritrovati all’interno della bara di Maria Fresu, una delle 85 vittime della strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980, i cui resti sono stati riesumati lo scorso 25 marzo nel cimitero di Montespertoli dai periti incaricati dalla Corte d’Assise di Bologna che sta processando l’ex terrorista Gilberto Cavallini. E’ quanto riferisce l’agenzia di stampa Adnkronos, una notizia che potrebbe portare a 86 il numero delle vittime della Strage. Quel corpo in più potrebbe essere la terrorista che trasportava l’ordigno, una valigia esplosiva. La scoperta è stata comunicata ai periti delle parti, convocati al Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell’Università di Firenze dal perito della Corte, la biologa genetico forense Elena Pilli, capitano del Ris dei carabinieri di Roma, che è riuscita a estrarre 24 marcatori – ne occorrono almeno 9 – dei profili del Dna nucleare e mitocondriale dal materiale consegnatole e ufficialmente attribuito alla Fresu. Il Dna mitocondriale va a identificare un numero di persone che discendono dalla stessa linea femminile, al contrario il Dna nucleare definisce un solo unico soggetto. Il materiale organico esaminato dalla biologa – un lembo facciale, un piccolo scalpo con una chioma nera, un frammento parziale delle dita della mano destra e un frammento di mandibola in prossimità del mento con alcuni denti – sarà comparato, nei prossimi giorni, con il Dna di due parenti di Maria Fresu che hanno dichiarato la propria disponibilità: il fratello Bellino e la sorella Isabella, convocati dalla dottoressa Pilli per procedere al prelievo salivare del Dna. Il deposito della perizia è previsto per il prossimo 20 settembre, mentre per il 23 è fissata la prossima udienza del processo a carico di Gilberto Cavallini. I legali dei terroristi ipotizzano l’esistenza di un’altra vittima mai accertata prima che, nella loro ricostruzione di parte, potrebbe essere tra gli esecutori materiali dell’attentato (per il quale sono già stati condannati Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini). Un’ipotesi che, secondo loro, potrebbe riaprire la pista del terrorismo internazionale, scartata in ogni sede processuale e grado di giudizio

SAN MARINO: Il Titano si tiene i 19 milioni del presidente del Congo

SAN MARINO: Il Titano si tiene i 19 milioni del presidente del Congo Sono stati confiscati in un’indagine a carico di un broker francese

Resteranno nelle Casse dello Stato sammarinese i 19 milioni di euro confiscati in un’indagine a carico del broker francese, residente in Svizzera, Philippe Maurice Chironi, condannato per riciclaggio di denaro proveniente dal Congo e depositato a San Marino su conti della Banca Commerciale. La sentenza d’Appello del Tribunale Unico ha infatti confermato la confisca, ha assolto perché il fatto non consta a sufficienza la prova del dolo il sammarinese Stefano Bertozzi, ex funzionario della Banca Commerciale, (condannato in primo grado a quattro anni e due mesi) e ha condannato Chironi a sei anni e tre mesi. I 19 milioni, parte di quei 69 che transitarono a San Marino tra il 2006 ed il 2011, verranno incamerati dal Titano. La magistratura sammarinese, durante l’indagine, li sequestrò e poi confiscò su 36 conti gestiti da Chironi alla Banca Commerciale. Secondo gli inquirenti i 36 titolari dei conti, su cui veniva versato il denaro, erano dell’entourage del presidente del Congo, Denis Sassou Nguesso. Nessuno di questi 36 ha presentato alcuna opposizione ai sequestri. “Una notizia importante – ha commentato il Segretario di Stato agli Esteri e alla Giustizia, Nicola Renzi – che corona il lavoro di rilevanti indagini svolte nel tempo dal Tribunale della Repubblica di San Marino e dimostra la capacità del sistema paese e dei suoi presidi di saper lottare contro il riciclaggio internazionale. Inoltre la somma confiscata entrerà, nei tempi e nelle modalità stabiliti dalla Legge, nelle disponibilità dello Stato”. “Tra le più ingenti mai registrate a San Marino, questa confisca rappresenta un traguardo importante nel percorso intrapreso da San Marino verso la trasparenza in ambito finanziario e bancario degli ultimi anni”, dicono dagli Esteri. Dal 2008, San Marino ha sottoscritto accordi in tal senso con numerosi Paesi e giurisdizioni, entrando nella white list dell’Ocse nel 2009 e uscendo ufficialmente dalla black list italiana nel 2014.

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