Attualità

FERRARA: Notte di tempesta, alberi caduti e tetti scoperchiati

FERRARA: Notte di tempesta, alberi caduti e tetti scoperchiati Tempesta di vento e pioggia nella notte in provincia di Ferrara, con danni in particolare nella zona di Ostellato, Rovereto, Portomaggiore e verso i lidi. Non si registrano feriti. Diversi alberi sono stati abbattuti dalle raffiche, caduti sulle strade e sui cavi della linea elettrica. Alcuni tetti sono stati scoperchiati. “Mi è venuto giù il camino, l’antenna, la casa che tremava, una cosa allucinante”, racconta in un video sul sito della Nuova Ferrara una donna residente a Dogato, dove anche la stazione ferroviaria ha avuto danni al tetto, così come un passaggio a livello ha avuto le sbarre divelte. Vigili del fuoco al lavoro insieme a diversi cittadini per ore, intervenuti anche i carabinieri.

(foto d’archivio)

Trasporti, Corsini annuncia entro luglio protocollo con RFI per Metromare costiero

Trasporti, Corsini annuncia entro luglio protocollo con RFI per Metromare costiero Parliamo ora di trasporti. Ai nostri microfoni l’assessore regionale Andrea Corsini ha annunciato una novità per la costa romagnola. Ecco cosa.

“Entro luglio firmeremo il protocollo d’intesa con RFI per il Metromare”. Lo annuncia Andrea Corsini, assessore a trasporti, infrastrutture e turismo della regione Emilia-Romagna. “Vorrà dire – spiega  – collegare velocemente ogni 30 minuti tutte le località della costa romagnola con un treno che ha le caratteristiche di una metropolitana di superficie. Per fare questo occorrono investimenti perché ovviamente il primo passo è quello di togliere i passaggi a livello perché solo così si potrà velocizzare la linea. La firma del protocollo con RFI, con degli impegni precisi da parte di Ferrovie, è il primo passo verso la realizzazione del Metromare”, conclude. 

RICCIONE: Stagione 2020, solo 1,7% degli hotel ha sospeso la licenza

RICCIONE: Stagione 2020, solo 1,7% degli hotel ha sospeso la licenza Le forti incertezze sulla stagione estiva tra la pandemia e il calo delle prenotazioni ha fatto sì che molti hotel della Riviera decidessero di non aprire i battenti quest’anno. In questo clima di incertezza vanno in contro tendenza le strutture alberghiere di Riccione. Il sindaco, Renata Tosi, ha presentato i dati positivi sugli hotel attivi quest’estate nonostante la situazione. “L’amministrazione sarà al fianco degli operatori perché  crediamo che agendo insieme possiamo arrivare ad alzare le presenze e lasciare alle spalle quel brutto dato del – 30%, che per la Regione sarebbe addirittura un risultato accettabile, ma noi puntiamo sempre a migliorare il risultato”, commenta Renata Tosi. I dati raccolti dall’Ufficio Suap del Comune confermano il trend positivo. Le strutture ricettive, hotel e residence attivi a Riccione per l’estate 2020 sono 432.  I pubblici esercizi (ristoranti, bar) sono in totale 383, di questi 274 sono annuali e 109 sono stagionali. I pubblici esercizi sul demanio sono 75 di cui 19 chiringuito. Nella categoria dei pubblici esercizi, a parte la mobilità per cessione o cambio di attività, solo 1 non ha aperto a giugno ma lo farà entro il 17 luglio quando avrà terminato la ristrutturazione del locale. Per quanto riguarda le sospensioni della licenza alberghiera dall’inizio dell’anno ad oggi, se ne registrano 7, meno dell’1,7% sul totale degli hotel aperti. Di queste 2 sospensioni sono antecedenti al lockdown e risalgono a gennaio. Anche nella categoria degli hotel quest’anno si è registrata l’attivazione di una nuova licenza. 

 

ROMAGNA: Descalzi (Eni) “Pronti a candidare Ravenna per il più grande hub mondiale di CO2”

ROMAGNA: Descalzi (Eni) “Pronti a candidare Ravenna per il più grande hub mondiale di CO2” “Siamo pronti a candidare al primo bando del Fondo per l’innovazione europeo il progetto per il nuovo hub di Ravenna che darà vita al più grande centro al mondo di cattura e stoccaggio di anidride carbonica (Ccs)”. Lo afferma Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, in un’intervista al Sole 24 Ore. “La cattura e lo stoccaggio di CO2 ha un’opportunità unica nell’area perché sfrutteremo, da un lato, l’immenso volume di stoccaggi che arriva dai giacimenti a gas offshore ormai esauriti del medio Adriatico”, spiega. “Dall’altro, metteremo a fattor comune in un grande progetto di economia circolare le infrastrutture esistenti ancora operative, insieme a nuovi sistemi di cattura della CO2 sui camini delle attività di Eni sulla terraferma unitamente ad altri impianti industriali nelle vicinanze”. Descalzi nega conseguenze negative per le rinnovabili: “Il bisogno energetico è così ampio che non possiamo pensare di trasformare tutta l’energia esistente in prodotti completamente verdi”.

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