Cronaca

RIMINI: Maltrattamenti al figlio neonato, genitori a processo

RIMINI: Maltrattamenti al figlio neonato, genitori a processo Sono stati ascoltati ieri, in udienza in Tribunale a Rimini, i primi testimoni dell’accusa nel processo a carico di due giovanissimi genitori riminesi accusati di maltrattamento nei confronti del figlio di appena due mesi. Madre e padre, poco più che ventenni all’epoca dei fatti, nel 2014, erano finiti sotto indagine, riporta stampa locale, dopo che il ragazzo aveva portato il figlioletto in ospedale privo di sensi. I medici avevano diagnosticato una sindrome da scuotimento causa di traumi cerebrali riportati dal neonato. Il bimbo, subito affidato a una nuova famiglia, ora sta bene. Il padre aveva confessato di aver preso in braccio il piccolo che non smetteva di piangere e di averlo strattonato fino a farlo smettere. Ieri in aula, la testimonianza degli investigatori, dei due medici del pronto soccorso e dell’assistente sociale. (Ansa)

BOLOGNA: Aggressione sessuale a studentessa, confermata condanna

BOLOGNA: Aggressione sessuale a studentessa, confermata condanna Confermata in appello la condanna a quattro anni e quattro mesi per Robert Cezarin Tivadar, rumeno di 31 anni accusato di un’aggressione sessuale ad una studentessa e considerato un manico seriale. Già cinque anni fa, il suo identikit, carnagione chiara, ‘occhi di ghiaccio’ e capelli biondi, fece il giro del web e diventò virale. Fu definito il ‘palpeggiatore’ di Bologna e nella zona universitaria del capoluogo emiliano non si parlava d’altro. Tivadar fu arrestato, una prima volta, a fine gennaio 2014 in uno studentato a Copenaghen perché accusato di essere l’autore di due aggressioni a sfondo sessuale avvenute nel centro del capoluogo emiliano. L’uomo fu sospettato anche di altri due episodi che comunque non furono contestati nell’ordinanza di arresto. Poi patteggiò due anni con pena sospesa e tornò in libertà. Fino ad esattamente un anno fa (il 18 aprile 2018) quando fu arrestato una seconda volta , per una nuova aggressione a sfondo sessuale ai danni di una studentessa universitaria. La condanna di primo grado a 4 anni e 4 mesi è stata emessa in abbreviato lo scorso novembre ed è stata confermato in appello. “Attenderemo le motivazioni – ha spiegato il difensore di Tivadar, avvocato Ettore Cavarretta – per capire le ragioni della conferma, in appello, della sentenza di primo grado”. Il 31enne, nell’ultimo anno, è sempre rimasto in carcere dove si trova tuttora.

BOLOGNA: Atti osceni davanti ai bambini, arrestato operaio 44enne | VIDEO

BOLOGNA: Atti osceni davanti ai bambini, arrestato operaio 44enne | VIDEO I carabinieri e la polizia di San Giovanni in Persiceto hanno arrestato un uomo che in più occasioni ha commesso atti osceni davanti ai bambini. L’operazione si è conclusa dopo un anno di indagini fatte di appostamenti nelle scuole e nei parchi pubblici.

 

Un operaio di 44 anni è stato arrestato dai Carabinieri di San Giovanni in Persiceto a seguito di una operazione congiunta con il commissariato di Polizia. L’accusa, grave, è atti contrari alla pubblica decenza commessi davanti a minori. L’uomo è stato fermato davanti ad un plesso scolastico di Calderara di Reno mentre si masturbava. L’indagine, durata un anno circa, è partita a seguito di diverse denunce, una decina in tutto, fatte dai genitori dei bimbi che, inermi e choccati, hanno dovuto assistere alle scene. Le segnalazioni della presenza dell’uomo, che risiede nel territorio di San Giovanni in Persiceto, sono arrivate anche dai comuni di Pieve di Cento e Barricella. Scuole e parchi pubblici i luoghi prescelti dal pedofilo che alla vista dei bimbi si denudava. Gli inquirenti assicurano non ci sono stati contatti diretti, ma solo episodi di masturbazione, dipingendo l’uomo come un soggetto con ogni probabilità malato. Colto in flagrante nell’ambito di un’operazione mirata e organizzata in maniera congiunta, il 44enne è stato arrestato. A seguito della perquisizione nell’abitazione dell’operaio le forze dell’ordine hanno sequestrato del materiale ed il computer che ora è al vaglio della polizia postale. A difenderlo, l’avvocato d’ufficio Laura Atti, mentre il pubblico ministero incaricato è Augusto Borghini. Carabinieri e polizia, infine, ci tengono a rincuorare la popolazione delle aree coinvolte, assicurando come da parte delle forze dell’ordine ci sia la massima attenzione in merito a controlli e attività preventive.

 

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