Economia

EMILIA-ROMAGNA: Utilizzo dei fondi europei per 2,2 miliardi, Regione ‘promossa’ | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Utilizzo dei fondi europei per 2,2 miliardi, Regione 'promossa' | VIDEO L’Europa promuove l’Emilia-Romagna che ancora volta rispetta e supera gli obiettivi di spesa fissati dalla Ue confermando ottime performance nell’impiego delle risorse strutturali. 2,2 miliardi di euro di Fondi Europei sono già stati impegnati per sociale, formazione e lavoro, imprese, agricoltura e le percentuali di utilizzo delle risorse sfiorano il 99%. A certificarlo è la Commissione europea, i cui emissari in questi ultimi giorni sono stati presenti in Regione per le riunioni dei Comitati di sorveglianza chiamati a verificare lo stato di attuazione dei programmi. Gli inviati di Bruxelles hanno certificato l’impegno per il Fondo europeo di sviluppo regionale di 480 milioni di euro, pari al 99,6% della dotazione disponibile e quello per il Fondo sociale europeo che supera i 662 milioni che corrisponde all’84,3% delle risorse disponibili che hanno permesso l’inserimento in percorsi formativi di quasi 430mila persone. Sul fronte del Piano di sviluppo rurale è stato certificato l’impegno di 1,1 miliardi, con contributi già concessi per 903 milioni. “In Emilia-Romagna così si garantiscono competitività e coesione territoriale – afferma il presidente della Regione Stefano Bonaccini che pone l’accento sulla capacità di fare rete. E’ ciò che stiamo portando nel dibattito europeo sul futuro della politica di coesione, con il no a ipotesi di taglio dei fondi europei, a cui stiamo contribuendo da protagonisti” conclude Bonaccini.

RAVENNA: Marcegaglia investe 250 milioni, 100 posti di lavoro in più | VIDEO

RAVENNA: Marcegaglia investe 250 milioni, 100 posti di lavoro in più | VIDEO Il gruppo Marcegaglia destina a Ravenna 250 milioni sui 600 stanziati per il suo sviluppo. Questa mattina, nel municipio della città bizantina, Antonio e Emma Marcegaglia, rispettivamente presidente e vicepresidente del gruppo, hanno illustrato cosa avverrà nei prossimi cinque anni: più innovazione, una marcata digitalizzazione degli impianti e la costruzione di nuovi e più moderni capannoni. Si prevede che saranno circa 100 i nuovi posti di lavoro, “in particolare di personale qualificato”, hanno dichiarato i vertici dell’azienda. “Noi contribuiremo con corsi formativi a innalzare le competenze”, ha dichiarato Antonio Marcegaglia. Attualmente il personale impiegato a Ravenna è di 870 unità a cui vanno aggiunti i circa mille dell’indotto. “Durante il 60esimo faremo un’Academy, una scuola per i nostri collaboratori – ha detto Emma Marcegaglia – perché, con la logica di prodotti a sempre maggiore tecnologia e qualità, vogliamo accompagnare i nostri dipendenti”.

“Il nostro è un settore con 15mila clienti e non c’è un rapporto diretto con lo Stato come cliente – dice Emma Marcegaglia a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato un piano da 250 milioni – però evidentemente risentiamo anche noi della situazione. E’ evidente che l’Italia ha una crescita zero, devo dire che la stessa Germania, che per noi è un paese molto importante, quest’anno avrà una crescita molto bassa, lo 0,5% anche a causa di quello che sta succedendo nel commercio internazionale. Probabilmente quello che servirebbe per il futuro sarebbe per il governo italiano una politica più centrata all’industria e sulla competitività. Le richieste che fa Confindustria – prosegue Marcegaglia – di riduzione del costo del lavoro tutto a vantaggio del lavoratore, di maggiore attenzione a investimenti e infrastrutture sono cose che penso aiuterebbero il livello di competitività di un’azienda come la nostra”.

“Io auspico che alla fine si trovi un accordo”, ha proseguito Emma Marcegaglia a Ravenna parlando coi giornalisti in merito alle attuali frizioni tra Ue e governo italiano. “Io credo che sia in parte vero che vanno cambiate alcune regole europee, sono d’accordo che serve l’unione bancaria, un budget dell’euroarea. Però ci sono delle regole che vanno rispettate. Auspico veramente che il governo si ponga in modo costruttivo rispetto alle istanze dell’Europa e che l’Europa a sua volta comprenda lo sforzo che il paese deve fare. L’apertura di una procedura e un non accordo sarebbe una cattiva notizia per l’Italia e per l’Europa”.

“Noi abbiamo tutti salari ben al di sopra del minimo garantito, però io penso che il tema vero deve essere la competitività, prima bisogna mettere al centro la capacità delle aziende di competere”. Prosegue così Emma Marcegaglia facendo il punto sulle proposte di paga oraria minima. “Un aumento di un salario minimo senza un incremento della produttività delle imprese rischia, soprattutto per le piccole imprese, di creare un problema. Oggi si parlava di un aumento di costi di oltre 6,7 miliardi di euro in più per le imprese, che già sono in una condizione difficile perché la congiuntura non buona, tutto questo rischia di creare dei problemi. E’ giusto che i salari aumentino ma deve aumentare anche la produttività”.

RIMINI: Debutto positivo di IEG in borsa, “Puntiamo su innovazione ed estero” | VIDEO

RIMINI: Debutto positivo di IEG in borsa, “Puntiamo su innovazione ed estero” | VIDEO Oltre 159 milioni di euro di fatturato, 19,9 milioni di euro raccolti nel collocamento, primo giorno di quotazione chiuso con il segno più. IEG, la società nata dalla fusione delle fiere di Rimini e Vicenza, festeggia lo sbarco a Piazza Affari, che consolida un imponente percorso di crescita. Non finisce qui: nel 2023 si prevede la fine dei lavori negli spazi espositivi riminesi, con investimenti per quasi 50 milioni di euro per l’allargamento dei padiglioni e la costruzione della cupola più grande d’Europa. Ai nostri microfoni il presidente e l’amministratore delegato della società hanno commentato l’esordio nel mercato 

ROMAGNA: Dati economia, il 2019 viaggia a rilento | VIDEO

ROMAGNA: Dati economia, il 2019 viaggia a rilento | VIDEO La Camera di Commercio della Romagna ha presentato i dati dell’Osservatorio Economico relativi ai primi mesi del 2019. Vediamo allora come sta andando.

Bene la produzione industriale e l’export, male il comparto agricolo e il commercio al dettaglio. Questa la forbice registrata dalla Camera di Commercio Romagna che, come ogni anno, ha tracciato la radiografia delle imprese nei primi 3 mesi del 2019. 3 province, quelle di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini, che si piazzano agli ultimi posti per ricchezza prodotta nella classifica emiliano-romagnola, ma che si trovano comunque in una regione che, ormai da anni, si piazza sul podio di quelle più virtuose in tutto il paese. Ne emerge quindi un’economia che cresce meno rispetto al 2018 (appena uno 0,2% ) ma che, tutto sommato, tiene un buon ritmo.

“Siamo sempre in terreno positivo – spiega il presidente della Camera di Commercio Romagna Alberto Zambianchi – quindi il nostro impegno è fare in modo che, di qui in avanti, ci sia un ulteriore rafforzamento della ripresa. Questo pèrò dipende anche dall’andamento del sistema Europa”

A preoccupare di più è l’agricoltura: -1,8% in tutta la regione rispetto al 2018 e che risente principalmente del clima sciagurato, con i primi 3 mesi dell’anno di forte siccità e le alluvioni di maggio. Mentre il cavallo da corsa vincente sembra essere quello delle esportazioni che segnano un +5% .

“E’ uno dei punti di forza del nostro settore produttivo – continua Zambianchi – rappresenta quella che è l’eccellenza del manifatturiero”

EMILIA-ROMAGNA: Caldo, consumo di frutta in aumento del 20%

EMILIA-ROMAGNA: Caldo, consumo di frutta in aumento del 20% Per difendersi dalla straordinaria e improvvisa ondata di caldo gli italiani hanno aumentato del 20% gli acquisti di frutta nella prima metà di giugno rispetto allo stesso periodo del mese precedente. E’ quanto stima Coldiretti Emilia Romagna sulla base delle indicazioni dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica in riferimento all’impatto sugli acquisti provocato dal forte innalzamento delle temperature. “Una decisa svolta con l’aumento delle temperature che – sottolinea Coldiretti regionale in una nota – ha cambiato il menu e spinto a portare in tavola o in spiaggia cibi freschi genuini e dietetici che dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore e riforniscono di vitamine”. Coldiretti sottolinea l’importanza di assumere frutta e verdura durante i periodi di forte caldo perché in questo modo si viene meglio protetti dalle scottature: la pelle sviluppa più facilmente l’abbronzatura derivante dalla produzione di melanina grazie alla dalla vitamina A. Sul podio del ‘cibo che abbronza’, secondo la speciale classifica stilata dalla Coldiretti, salgono albicocche, carote e radicchi, ma sono d’aiuto anche insalate, lattughe, meloni, pomodori, fragole o ciliegie. “L’andamento positivo dei consumi oltre che dai cambiamenti climatici è spinto anche – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – dalle preferenze alimentari di giovani e meno giovani che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con la preferenza accordata a cibi”. Con gli stili di vita più salutistici si affermano anche nuove modalità di consumo favorite anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli. “Un vero boom – precisa Coldiretti regionale – per smoothies, frullati e centrifugati a casa, al bar e sulle spiagge della Riviera Adriatica”. Quest’anno a causa di una primavera ‘maledetta’ si rischia di perdere un frutto su quattro nelle campagne della regione Emilia-Romagna, dalle fragole alle ciliegie, dalle nespole alle albicocche, dalle pere ai meloni fino ai cocomeri per l’ondata di pioggia, grandine e allagamenti che hanno devastato le coltivazioni e ridotto le disponibilità dei primi raccolti nel carrello della spesa. “In queste condizioni – prosegue Coldiretti Emilia Romagna – è importante aumentare le attività di controllo per evitare che vengano spacciati per Made in Italy prodotti importati”. Ma per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio di Coldiretti regionale è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché “piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali”.

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