Economia

CESENA: Bocca d’ossigeno per Trevi, nuovi lavori per 86 milioni

CESENA: Bocca d'ossigeno per Trevi, nuovi lavori per 86 milioni Boccata d’ossigeno per la cesenate Trevi che si vede commissionati nuovi importanti lavori in giro per il mondo. Le ultime commesse, pari a 86 milioni di euro, riguardano operazioni in Norvegia e negli Stati Uniti. Attualmente, assieme ad altri lavori, il portafogli ordini si attesta a 440 milioni di euro. Queste novità sono positive per il gruppo il cui debito ammonta a circa 700 milioni. I dipendenti, escluso il settore oil & gas in vendita, sono circa 5000 di cui 900 circa a Cesena.

EMILIA-ROMAGNA: Mercatone Uno, ci sarebbero offerte da due soggetti “affidabili”

EMILIA-ROMAGNA: Mercatone Uno, ci sarebbero offerte da due soggetti "affidabili" I Commissari Straordinari di Mercatone Uno riferiscono che sono state “positivamente” valutate finora le offerte presentate da due soggetti imprenditoriali ritenuti affidabili. Proseguono intanto le trattative con altre primarie aziende per la cessione degli altri punti vendita disponibili al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e il ceto creditorio. Nei limiti della riservatezza, i Commissari al momento possono riferire che le due offerte riguardano l’acquisizione di 11 punti vendita, di cui 7 la prima e 4 la seconda. Le offerte prevedono nel complesso il trasferimento di tutti i 365 lavoratori ivi occupati, così come risultanti negli ultimi dati riportati nell’istanza di proroga della CIGS.

Le relative proposte di aggiudicazione saranno sottoposte al vaglio preventivo  del Comitato di Sorveglianza per l’autorizzazione da parte del MISE. Non appena ottenuto il relativo decreto, i Commissari avvieranno la procedura di consultazione sindacale. Relativamente alle notizie apparse sulla stampa, in ordine all’esito del giudizio di primo grado del procedimento penale promosso nei confronti dei sei imputati del reato di bancarotta fraudolenta delle società in bonis del Gruppo MercatoneUno, i Commissari, non appena depositate le motivazioni della sentenza, valuteranno tempestivamente, con il supporto degli attuali consulenti legali, gli effetti e le ripercussioni che questa decisione può avere sulla Procedura di Amministrazione Straordinaria.; non escludendo, allo stato, alcuna soluzione utile e idonea a consentire il massimo soddisfacimento della massa creditrice.

EMILIA-ROMAGNA: Nel 2019 19mln di ore di cassa integrazione

EMILIA-ROMAGNA: Nel 2019 19mln di ore di cassa integrazione In crescita del 38%, il doppio dell’Italia.

Dopo anni di calma torna ad aumentare la cassa integrazione: l’anno scorso l’Inps ha autorizzato in Emilia-Romagna più di 19 milioni di ore dell’ammortizzatore sociale, con un aumento del 38% rispetto al 2018 che consegna alla regione il risultato peggiore del Nord industrializzato. Bologna fa poco meglio: più 32%. Era dal 2012 che la cassa integrazione non aumentava tanto, se si eccettua un piccolo rimbalzo nel 2016. Lasciano il segno le difficoltà di grandi aziende come Mercatone Uno, La Perla, Kemet e Marelli. Lo scrive Repubblica Bologna, sottolineando che l’aumento del 38% dell’Emilia-Romagna è peggiore di tutte le altre regioni industrializzate del Nord, come Piemonte (+14%), Lombardia (+17%) e soprattutto Veneto, che ha chiuso l’anno in calo (-9%), mentre la media italiana si ferma al +20%. Il conto delle ore è salito di oltre 5 milioni di ore fino a superare i 19 milioni, con una crescita del 20% della cassa ordinaria, usata per difficoltà momentanee, e ben più pesante, del 62%, della cassa straordinaria, sintomo di crisi strutturali delle imprese. Per entrambe le categorie si tratta di aumenti doppi rispetto alla media italiana. Può aver pesato anche la propensione all’export delle imprese emiliane, più scottate di altre da recessione tedesca, Brexit e guerra dei dazi. La Uil segnala che ad aver aumentato in modo più sensibile il ricorso alla cassa integrazione è l’industria (da 11 a quasi 17 milioni di ore) con una crescita del 52%; l’edilizia cresce del 24% e il commercio, dove è stata cancellata la cassa in deroga, diminuisce del 59%. Boom dell’artigianato (+1.280%), che viaggia su numeri molto più bassi, appena 37mila ore. I lavoratori interessati dalla ‘cassa’ nel 2019, secondo stime del sindacato, avrebbero perso stipendi per 22,8 milioni di euro. 

EMILIA-ROMAGNA: Partenza in salita per i saldi, “Il caldo anomalo influisce” | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Partenza in salita per i saldi, “Il caldo anomalo influisce” | VIDEO Il bilancio delle prime settimane di saldi invernali non è positivo. Secondo l’indagine congiunturale di Confcommercio Emilia-Romagna prevale la prudenza negli acquisti, con vendite stabili o diminuite rispetto all’anno scorso. Anche se gli sconti a cavallo del nuovo anno rimangono parte importante del lavoro: circa la metà delle attività stima infatti che nel 2019 le svendite di fine stagione abbiano avuto un’incidenza fino al 20% del fatturato annuale. Per quanto riguarda i numeri della spesa, lo scontrino medio nell’abbigliamento si attesta intorno ai 95 euro a persona (circa 210 euro a famiglia). “Le prime settimane di saldi – commenta Luca Massaccesi, direttore di Confcommercio Lugo – non inducono ad un particolare ottimismo. Anche l’andamento climatico degli ultimi giorni, con temperature molto miti per il periodo, non agevolano certo gli acquisti dei tipici capi invernali”. Gli operatori attribuiscono le ragioni delle difficoltà nelle vendite principalmente al periodo sbagliato per effettuare i saldi, giudicato dalla maggioranza degli intervistati troppo anticipato, alla difficoltà economica delle famiglie, alla concorrenza sui prezzi della grande distribuzione e alle tante iniziative promozionali pre-saldi proposte con stratagemmi volti ad aggirare la normativa. Molti rilevano anche la significativa concorrenza dell’online. “Da tempo chiediamo una regolamentazione regionale -continua Massaccesi -che disciplini l’attività dei grandi Outlet così come l’introduzione di una seria web tax che ristabilisca, almeno in parte, l’enorme squilibrio di oneri fiscali fra i colossi dell’online ed i negozi di vicinato”.

CESENA: Trevi vola in borsa, +24% in un giorno | VIDEO

CESENA: Trevi vola in borsa, +24% in un giorno | VIDEO La corte di Appello di Bologna ha accolto il ricorso presentato dal gruppo cesenate Trevi in merito al piano di ristrutturazione del debito. Il titolo della società ora vola in Borsa.

+24,23%. Questo l’incredibile salto compiuto dalle azioni di Trevi martedì pomeriggio, appena il mercato è venuto a conoscenza della decisione del tribunale di appello di Bologna, che ha dato il via libera al piano di ristrutturazione della società. Un boccata di aria fresca per il colosso cesenate, che in appena una giornata ha visto le suo azioni passare da 16 euro a 20, con un volume di titoli scambiati 10 volte superiore alla media del periodo. Una pronuncia, quella del tribunale di Bologna, che era attesa dallo scorso 7 novembre, e cioè da quando il piano di ristrutturazione del debito societario era stato bocciato in primo grado dalla corte di Forlì. Nodo della discordia la figura del professor Enrico Laghi, che aveva compilato la relazione presentata in tribunale ma che, anni prima, aveva rivestito un ruolo di collaboratore per la stessa società. Una sorta di conflitto di interessi che aveva quindi bloccato tutto. Ora, però, il via libera del tribunale di Bologna permetterà alla nuova amministrazione di attuare il piano per rimettere in ordine i conti della società. Tra i punti principali, un aumento di capitale di 130 milioni di euro e la vendita della divisione Oil&gas al gruppo indiano Mei. “La pronuncia della corte d’appello rappresenta un passo fondamentale – ha comunicato l’azienda – ci siamo già attivati per perfezionare tutte le operazioni previste dall’accordo di ristrutturazione nel più breve tempo possibile”

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