Economia

ROMAGNA: Banche, approvata la fusione di Carim e Carisp in Crédit Agricole | VIDEO

ROMAGNA: Banche, approvata la fusione di Carim e Carisp in Crédit Agricole | VIDEO  

E’ ormai definitivo. Le casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato saranno fuse in Crédit Agricole-Cariparma, il gruppo francese che le ha acquistate nel 2017 salvandole dalla crisi. E’ quanto approvato dai cda dei quattro istituti. Il via libera arriverà dalle rispettive assemblee.
Il Consiglio d’amministrazione di Crédit Agricole Italia darà anche corso a un’offerta pubblica di acquisto delle azioni delle tre banche detenute dagli azionisti retail, destinando a questo fine oltre 20 milioni di euro. L’offerta valorizza le azioni attraverso una componente fissa e una componente variabile in funzione degli utili realizzati dal Gruppo nel 2020. Le azioni delle 3 Banche non consegnate nell’ambito delle offerte saranno convertite in azioni di Crédit Agricole-Cariparma. Il progetto di integrazione, viene ricordato dal gruppo francese, non prevede esuberi. Verrà inoltre mantenuto un rapporto con le Fondazioni territoriali azioniste delle tre banche, per iniziative mirate allo sviluppo delle comunità locali e verrà assicurato il legame con i territori: a San Miniato rimarrà la sede della Direzione regionale toscana; a Cesena la sede della Direzione regionale retail e un nuovo Centro di Banca Telefonica per il Gruppo Crédit Agricole; a Rimini la sede della Direzione regionale imprese e della Direzione regionale private banking. Si chiude quindi ufficialmente, in particolare per gli istituti romagnoli, un lungo periodo di incertezze nella speranza che venga mantenuto alto l’interesse per l’economia locale.

EMILIA-ROMAGNA: La crisi non intacca le imprese rosa, lieve aumento rispetto al 2016 | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: La crisi non intacca le imprese rosa, lieve aumento rispetto al 2016 | VIDEO I dati statistici provenienti da Unioncamere Emilia-Romagna sono chiari: le imprese rosa nel territorio hanno registrato un lieve ampliamento rispetto all’anno precedente, pari a un +0,1%. Sono infatti più di 85mila le imprese femminili ad oggi attive, pari al 21 percento del totale regionale e in crescita rispetto al 2016. Gli effetti della crisi economica non paiono essere rilevanti, mentre sono palesi per quanto riguarda le imprese non femminili, che hanno registrato un calo di 2.833 unità. I settori economici coinvolti in questa crescita femminile sono innanzitutto quello dei servizi, con un significativo aumento delle prestazioni alla persona e delle attività per le funzioni di ufficio e di supporto alle imprese. Indicativa anche la crescita del settore della sanità e dell’assistenza sociale. Questo incremento, anche se lieve, delle imprese femminili è attribuibile – stando ai dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio – alle società di capitale, aumentate grazie alla normativa di riferimento in materia di società a responsabilità limitata semplificata. I dati negativi rilevano un calo nel commercio al dettaglio, nell’agricoltura – un settore con una già appurata tendenza sfavorevole – e anche nel comparto delle costruzioni.  

EMILIA-ROMAGNA: In regione crescono le coltivazioni biologiche | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: In regione crescono le coltivazioni biologiche | VIDEO In Emilia-Romagna cresce il numero delle superfici coltivate con il metodo biologico. Nel 2017, Confagricoltura, ha registrato un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Tra aziende produttrici, trasformatrici e importatrici il comparto biologico, nella nostra regione, conta su 5.194 operatori. Il 67,84% delle imprese si occupa della produzione di materie prime bio, l’11,46% produce e trasforma e il restante 20 è costituito da magazzini, macelli, mulini, e ditte che trattano la commercializzazione. Se analizziamo i dati a livello provinciale, ai primi tre posti troviamo Parma, al primo posto con 850 operatori, seguita da Forlì-Cesena con 735 e Bologna con 727, seguono Modena, Reggio Emilia, Piacenza, Ravenna, Ferrara e Rimini. Lo studio condotto dall’organizzazione evidenzia che chi opera nel settore bio ha un importante spirito imprenditoriale legato al territorio, si tratta perlopiù di uomini oltre i 40 anni che gestiscono una ditta individuale in pianura o in zone montane. 

SAN MARINO: Il Fondo Monetario Internazionale impone le sue riforme | VIDEO

SAN MARINO: Il Fondo Monetario Internazionale impone le sue riforme | VIDEO  

“Il 2018 sarà l’anno decisivo per San Marino”. Così il governo del Titano di fronte agli esperti del Fondo Monetario Internazionale durante la conferenza stampa conclusiva della visita annuale. Per essere decisivo sarà necessario avviare delle riforme strutturali e si dovrà, iniziare da quella bancaria.​

Per leggere le raccomandazioni occorrerà attendere il report che sarà pubblicato in primavera, intanto i dati macroeconomici, secondo il governo sono incoraggianti. Il Pil risulta in crescita anche se con andamento non costante. Nel 2016 è cresciuto del 2%, mentre nel 2017 il dato dovrebbe attestarsi intorno all’1,5%. Il trend viene riconfermato al momento anche per il 2018. Cresce invece il rapporto tra il debito pubblico e Pil, che per il 2017 dovrebbe assestarsi intorno al 52/55%. Per una ripresa più solida, il governo assicura riforme su più settori.

EMILIA-ROMAGNA: Tornano a crescere le esportazioni, +5% | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Tornano a crescere le esportazioni, +5% | VIDEO Dopo il rallentamento nel secondo trimestre 2017, tornano a crescere le esportazioni emiliano-romagnole anche se meno rispetto alla media nazionale (che mostra una tendenza del +6,1%). Nel terzo trimestre le vendite all’estero targate Emilia-Romagna segnano infatti +5%, pari a 14.410 milioni di euro. Lo rilevano i dati Istat sulle esportazioni delle regioni italiane, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna.

Nei primi nove mesi dell’anno l’Emilia-Romagna si conferma la terza regione per quota di export nazionale, dopo Lombardia e Veneto.

La crescita deriva dall’aumento delle vendite di macchinari e apparecchiature meccaniche (+7,2%) ma anche da industria metallurgica e lavorazione dei metalli (+9,9%), industria chimica, farmaceutica, della gomma e delle materie plastiche (+7,5%), delle apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche, medicali e di misura (+8%). In calo invece i prodotti dell’agricoltura e pesca (-1,1%) e il settore dei mezzi di trasporto (-1,6%).

Le esportazioni sono state favorite dai mercati europei (+5,9%), grazie al trend nel mercato francese (+10,1%), di quello turco (+12,7%) e russo (+10,5%).

Asia e Cina in crescita, mentre stabile il mercato statunitense.

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