Economia

CESENA: Comune con meno tasse rispetto alla media regionale e nazionale | VIDEO

CESENA:  Comune con meno tasse rispetto alla media regionale e nazionale | VIDEO Le tasse che paghiamo servono a finanziare servizi locali. Ma le tasse non sono uguali da comune a Comune. Nei giorni scorsi è stata pubblicata un’indagine del Sole 24 ore, sull’impatto del fisco locale per le famiglie. L’analisi prende in esame la cosiddetta “famiglia media”: due adulti lavoratori dipendenti e due figli minori, con una casa di proprietà di 100 metri quadri e la proprietà di un’utilitaria. Il prelievo fiscale considerato è quello relativo alle addizionali IRPEF regionali e comunali, alle addizionali regionali sul gas metano e sulla benzina, alla Tasi, alla TARI e al tributo provinciale sui servizi ambientali, ai tributi regionali e provinciali sull’auto, per l’anno 2016. Insomma, più o meno tutte le tasse locali che gravano su di una famiglia italiana e cesenate. Quanto paga, allora, di tasse una famiglia cesenate? La tassazione locale “media” come quella individuata dal Sole 24 ore, è di 1.542 euro annui: inferiore quindi di quasi 200 euro alla media dell’Emilia Romagna e di 140 euro a quella nazionale. L’assessore al Bilancio Carlo Battistini ed il sindaco Paolo Lucchi, conti alla mano, si dichiarano soddisfatti.  “Ci siamo riusciti perché la totalità dei servizi a domanda individuale della nostra città è regolata per le tariffe dall’Isee e le dichiarazioni presentate sono tutte controllate dalla Guardia di Finanza.”, spiegano gli amministratori. In questo c’è forse un segnale valido per tutt’Italia: lotta durissima all’evasione, tariffe dei servizi personalizzate e collegate al vero reddito famigliare, producono immediatamente maggiore equità fiscale e risultati tangibili.

RAVENNA: Firmato l’accordo per i lavoratori in bilico alla Marcegaglia | VIDEO

RAVENNA: Firmato l'accordo per i lavoratori in bilico alla Marcegaglia | VIDEO E’ arrivata nella serata di ieri (giovedì 31 agosto) nelle stanze di Confindustria la firma sull’accordo che prevede il ricollocamento di buona parte dei dipendenti della Ferrari, l’azienda che fino ad oggi ha curato il servizio di logistica all’interno degli stabilimenti Marcegaglia di Ravenna.

Sono quasi tutti salvi i lavoratori della Ferrari Logistica che rischiavano di perdere il posto dopo il bando lanciato da Marcegaglia per la logistica interna all’azienda ravennate, che ha visto la commessa passare ad un’altra impresa, La Cisa, accendendo il campanello d’allarme tra chi lavorava da tempo negli stabilimenti di via Baiona.

Dopo lo stato di agitazione degli ultimi giorni, che ha visto i lavoratori sulle barricate tra proteste, sit-in e scioperi, è arrivato, un po’ inaspettato, l’accordo tra le aziende interessate e le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Sgb, quest’ultima la più restia a mettere la firma sul documento.

L’accordo prevede che sia La Cisa Trasporti industriali ad assumere gli ex lavoratori della Ferrari  compatibilmente con le proprie esigenze organizzative. I dipendenti saranno assunti a tempo indeterminato e inquadrati nel contratto nazionale della Metalmeccanica Industria, oltre alle regole sancite da quello di secondo livello.  

I lavoratori a tempo indeterminato finiti nell’occhio del ciclone in queste settimane erano 43. Di questi, 11 sono stati assunti da Cofari e 2 da Lb Coop e 2 rimarranno in forza alla Ferrari Logistica. Con l’accordo tra le parti, sancito col beneplacito del prefetto Francesco Russo, si dovrebbe trovare una soluzione anche per gli altri 29 lavoratori ancora nel limbo, la maggior parte dei quali dovrebbe accasarsi a La Cisa, l’azienda che ha scalzato la Ferrari. Senza dimenticare che Cofari si è impegnata ad assorbire, per tre mesi, almeno 9 dei lavoratori a tempo determinato coinvolti dal cambio in corsa.

ROMAGNA: Stagione turistica, +10,5% di arrivi | VIDEO

ROMAGNA: Stagione turistica, +10,5% di arrivi | VIDEO Splende il sole sulla stagione turistica nella Riviera dell’Emilia-Romagna con un incremento, tra maggio e luglio del 7,8% degli arrivi e del 5,5% delle presenze, crescita migliorata nel semestre gennaio-luglio, che ha registrato il +10,5% degli arrivi e del +7,1% delle presenze. Inoltre, aumentano i vacanzieri italiani sulle coste romagnole.

A rilevarlo sono i dati sul movimento turistico nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere forniti dall’Osservatorio Regione-Unioncamere definiti dall’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini come “risultati frutto di una politica fondata su strategie mirate a sostenere un’offerta in grado di rispondere all’attuale domanda”. I dati forniti si basano su riscontri diretti con gli operatori e indiretti come le uscite ai caselli autostradali, gli arrivi aeroportuali, i movimenti ferroviari, le vendite di prodotti alimentari e bevande per l’industria dell’ospitalità, i consumi di energia elettrica ed acqua, la raccolta di rifiuti solidi urbani e un periodico sondaggio su un campione di turisti nazionali.

L’ottimo andamento della stagione balneare lo si deve anche alla progressiva crescita primaverile e a un inizio di stagione estiva caratterizzato da una situazione meteo molto favorevole con temperature sensibilmente superiori alla media stagionale e una forte riduzione di nuvolosità e pioggia.

CESENA: Orogel rafforza la propria presenza in Basilicata

CESENA: Orogel rafforza la propria presenza in Basilicata La Basilicata è un territorio particolarmente vocato per la produzione di numerose varietà di ortaggi. È qui che il gruppo cooperativo Orogel di Cesena, primo produttore italiano di vegetali surgelati (213 milioni il fatturato 2016, +11% nel primo semestre 2017) nel 2009 ha acquisito, attraverso la cooperativa Arpor,  uno stabilimento per la surgelazione e lo sta facendo crescere con l’obiettivo di farne il secondo centro italiano per la produzione di surgelati dopo la ‘casa madre’ di Cesena. Per questo ha destinato allo stabilimento di Policoro, in provincia di Matera, 18 milioni dei 100 previsti dal piano degli investimenti 2018-2020, facendo seguito ai 15 milioni investiti nel 2016 e 2017. 

Dal 2009 nello stabilimento di Policoro lo sviluppo è stato costante, con la produzione aumentata da 87mila a 185mila quintali (+112%) e il fatturato incrementato del 158% (da 13 a 34 milioni di euro). 

Tra gli ortaggi coltivati e surgelati in Basilicata sono di fondamentale importanza i carciofi con 75mila quintali (coprono oltre il 50% del mercato italiano del carciofo surgelato), seguiti da verdure in foglia, melanzane, pomodori, broccoli, peperoni, finocchi, zucchine, cavolfiori e asparagi.

Gli investimenti più importanti pianificati nel prossimo triennio riguardano l’apertura di un reparto di confezionamento e la realizzazione di una grande cella di stoccaggio per evitare costosi trasporti su gomma tra Policoro e Cesena, e il potenziamento del depuratore aziendale per recuperare la maggior parte dell’acqua utilizzata.  Nei giorni scorsi sono stati presentati dal presidente della cooperativa Arpor, il cesenate Maurizio Tortolone, e dal direttore dello stabilimento Gianmario Massocchi, al sindaco di Policoro Enrico Mascia, al presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella e all’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali Luca Braia.  Agli incontri hanno partecipato i vertici del Gruppo Orogel: l’amministratore delegato Bruno Piraccini, il direttore generale Giancarlo Foschi, i responsabili del settore commerciale Maurizio Zappatore, di quello tecnico Valter Zino, e del controllo qualità Silver Giorgini. Negli incontri si è parlato anche delle opportunità legate alla proclamazione di Matera come città europea della cultura 2019 per la valorizzazione del territorio. Già oggi nelle confezioni di alcuni prodotti Orogel coltivati in Basilicata e surgelati a Policoro c’è l’indicazione della provenienza.

EMILIA-ROMAGNA: Dati dell’export superiori alla media nazionale | VIDEO

export.jpgDati positivi per l’export regionale. Sono cresciute nel 2016, per il settimo anno consecutivo, le esportazioni dell’Emilia-Romagna. E’ quanto emerge dai dati del 31/o rapporto Ice ‘L’Italia nell’economia internazionale’, secondo cui l’andamento viene confermato anche nei primi 3 mesi del 2017. Lo scorso anno le esportazioni regionali hanno superato quota 56 miliardi di euro, con […]

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