Economia

RIMINI: Inaugurato il Macfrut, focus sull’Africa | VIDEO

RIMINI: Inaugurato il Macfrut, focus sull'Africa | VIDEO “L’innovazione agricola vuol dire combattere il problema della fame e della malnutrizione infantile, vuol dire produrre in maniera sostenibile riducendo gli effetti dei cambiamenti climatici sull’agroindustria”. Lo ha detto a Rimini Emanuela Del Re, vice ministra degli affari esteri, parlando durante l’inaugurazione della fiera Macfrut, la kermesse internazionale dedicata all’ortofrutta. Del Re ha elogiato gli organizzatori e sottolineato l’importanza del focus particolare dell’edizione 2019 dedicato al continente africano, bisognoso di innovazioni. “Il governo italiano – ha proseguito la vice ministra – attribuisce una grandissima importanza all’Africa, l’Italia ha fortemente accresciuto l’attenzione e gli impegni nei confronti del continente per una sempre maggiore stabilità dei paesi africani”

“Ritengo che il modello di produzione agroalimentare italiano integrato – ha poi detto la vice ministra Del Re da palco del Macfrut di Rimini – altamente tecnologico e sostenibile possa essere replicato anche nel continente africano, non solo nel settore ortofrutticolo ma anche in quello dell’allevamento e lattiero-caseario. Vorrei citare al riguardo – ha poi aggiunto – la cooperazione italiana allo sviluppo che sta portando avanti il suo tradizionale impegno in materia di sicurezza alimentare e sviluppo agricolo contribuendo a consolidare la leadership dell’Italia nel promuovere un’agricoltura inclusiva, moderna e sostenibile”.

“Per quanto riguarda i flussi migratori – ha detto la viceministra Emanuela Del Re parlando coi giornalisti al Macfrut di Rimini – noi stiamo cercando di combattere i flussi illegali, lo sfruttamento degli essere umani e i traffici illeciti. Io sono andata, nella mia visita in Niger, a visitare anche i centri dell’Oim per comprendere meglio che cosa si può fare e come riuscire ad evitare che ci siano perdite di vite umane e storie d’orrore come quelle che ho ascoltato in questi centri. La strategia dell’Italia in questo momento – prosegue Del Re – è cercare forme di immigrazione legale sicura: stiamo promuovendo fortemente il modello dei corridoi umanitari, modello che ci stanno copiando anche in Francia e in Germania. Bisogna rafforzare inoltre i paesi di transito dando loro finanziamenti e anche sostegno politico, facendo in modo che anche loro diventino dei poli di consapevolezza per cercare di combattere questo terribile fenomeno dello sfruttamento degli essere umani”.

EMILIA-ROMAGNA: Aziende al femminile in lieve calo (-0,1%)

EMILIA-ROMAGNA: Aziende al femminile in lieve calo (-0,1%) Anche se registrano un leggerissimo calo, continuano a tenere le imprese al femminile in Emilia-Romagna. Secondo i dati del registro delle imprese delle Camere di commercio analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna, al 31 marzo scorso, in regione, le imprese femminili attive erano 84.376, pari al 21,1 per cento del totale delle imprese regionali, con una leggera diminuzione  di 100 unità, ossia  -0,1 per cento rispetto alla stessa data del 2018. Dallo studio emerge che in regione le imprese rosa “tengono” di più rispetto ad altre tipologie di impresa che accusano, invece, una flessione  di 2.359  ossia -0,7 per cento. A livello nazionale, peraltro, le imprese femminili sono aumentate in otto delle regioni italiane. L’incremento è stato più rapido nel Lazio (+1,0 per cento), mentre l’Emilia-Romagna è risultata decima per “variazione”. Nello specifico dei settori di attività economica, in regione cresce quello degli “altri servizi” (+761 unità, +2%) mentre arretrano il commercio (-470 unità, -2,1%) e l’agricoltura (-330 unità, -2,7%). Quanto alla forma giuridica aumentano le società di capitale (+596 unità, pari a un +4,1%) mentre calano le società di persone (-279 unità, -2,2%), le ditte individuali (-376 unità, -0,7%) e le cooperative e i consorzi (-1,4%).

EMILIA-ROMAGNA: Dopo il salvataggio il Credito di Romagna diventa Solution

EMILIA-ROMAGNA: Dopo il salvataggio il Credito di Romagna diventa Solution Il Credito di Romagna cambia nome. A un anno dall’ingresso nel capitale sociale da parte del gruppo bancario e finanziario internazionale Sc Lowy – che detiene oltre il 90% dell’istituto – la banca romagnola, presente sul territorio con 10 filiali, 25mila clienti e 6mila aziende, diventa Solution. “Questa trasformazione è un ulteriore passo nel percorso di rinnovamento e rafforzamento della banca – spiega in una nota Maurizio Barnabè, Direttore generale di Solution – coerente e puntuale con un piano strategico che da un lato ha consolidato e potenziato l’attività tradizionale di banca commerciale sul territorio al servizio delle imprese e delle famiglie, ma parallelamente si estende a nuove linee di business dedicate alla gestione di prestiti sindacati e asset illiquidi”. Sc Lowy è un gruppo bancario e finanziario internazionale specializzato in strumenti a reddito fisso. Fondato nel 2009, ha sede a Hong Kong, uffici a Londra e Milano.

CESENA: Trevi, il tribunale ammette la richiesta di concordato della finanziaria di famiglia

CESENA: Trevi, il tribunale ammette la richiesta di concordato della finanziaria di famiglia Il Tribunale di Forlì ha ammesso la richiesta di concordato preventivo con prosecuzione dell’attività presentata da Trevi Holding SE (società europea), finanziaria attraverso la quale la famiglia Trevisani controlla il 32% delle azioni di Trevifin, alla quale fanno capo tutte le attività del Gruppo Trevi. Come riporta il Resto del Carlino, la mossa giudiziaria blocca le eventuali azioni dei creditori nei confronti della società della famiglia Trevisani fino al 16 agosto, termine per la presentazione di una proposta definitiva di concordato preventivo o di una domanda di omologa di accordi di ristrutturazione del debito. Il decreto contiene inoltre una serie di prescrizioni, tra cui il deposito ogni mese della situazione finanziaria aggiornata dell’impresa e il divieto di compiere atti di straordinaria amministrazione, se non autorizzati dal tribunale. Le azioni derivano dal forte indebitamento della Trevifin, che ha superato 700 milioni di euro, dalla necessità di procedere a un aumento di capitale da 400 milioni (deliberato nel dicembre scorso) e dal fatto che la famiglia Trevisani non dispone di tutte le risorse necessarie a far fronte alla sua quota parte (controlla il 32% delle azioni), per cui rischia di perdere il ruolo di socio di riferimento a favore dei fondi Fsi Investimenti (Cdp) e Polaris Capital.

CESENA: Fiera, +3,8% di fatturato e 141mila euro di utile

CESENA: Fiera, +3,8% di fatturato e 141mila euro di utile Numeri in crescita per Cesena Fiera che chiude il 2018 con un utile di 141 mila euro, un fatturato di 5,3 milioni di euro (+3,8%), e una crescita del patrimonio netto salito a 3,6 milioni. È quanto emerge dal bilancio appena approvato. A trainare la crescita la gestione di Macfrut che rappresenta il 79% del bilancio, ospitato alla Fiera di Rimini e passato da 4,04 milioni del 2017 ai 4,28 milioni del 2018. Lo sviluppo di Macfrut ha reso possibili ulteriori investimenti nella struttura fieristica di Cesena. Lo scorso anno sono stati eseguiti lavori per 260mila euro nel Centro Congressi che si vanno ad aggiungere agli oltre 4 milioni investiti, senza alcun contributo pubblico, negli ultimi 4 anni, nel quartiere cesenate. Questo ha reso appetibile l’area congressuale che ha ospitato 140 eventi per un fatturato di 222mila euro (nel 2015 era di 15mila). Bene anche le fiere indirette che hanno registrato ricavi per 229mila euro con un +18% rispetto al 2017. “Sono molto soddisfatto di questi risultati che sono il frutto di un grande gioco di squadra – spiega Renzo Piraccini presidente di Cesena Fiera – Per questo ringrazio il Consiglio, i dipendenti e i tanti che ci hanno sostenuto. Credo che sia stata lungimirante la scelta di coniugare Macfrut, evento sempre più internazionale che si tiene nei padiglioni di Rimini, con la parte locale delle manifestazione e gli eventi che si svolgono a Cesena”.

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