Economia

FORLÌ: Unieuro, ricavi a +16,2% ma non ci sono dividendi

FORLÌ: Unieuro, ricavi a +16,2% ma non ci sono dividendi Unieuro ha chiuso l’esercizio 2019-20 con ricavi in crescita a 2,44 miliardi (+16,2%), facendo crescere anche i margini e l’utile che arriva a 45,7 milioni. Il gruppo ha riaperto ad oggi il 98% dei negozi diretti e in queste settimane ha visto picchi di vendite online vicini al +200% anno su anno. Il cda proporrà ai soci il rafforzamento della solidità patrimoniale mediante la destinazione dell’utile d’esercizio a riserva straordinaria, “mantenendo la possibilità di accedere alle misure previste dal “Decreto Liquidità”, come spiega una nota. “L’esercizio 2019/20 di Unieuro si è concluso all’insegna di una robusta crescita e di risultati ancora record, merito di una strategia confermatasi vincente e dellostraordinario impegno profuso da tutte le nostre persone. Ai nostri Azionisti chiediamo di destinare a riserva l’intero utile dell’esercizio, nell’attesa che lo scenario migliori e si riavvii verso una nuova normalità”, ha detto l’ad Giancarlo Nicosanti Monterastelli.

EMILIA-ROMAGNA: 1 maggio, Coldiretti “Far riaprire gli agriturismi”

EMILIA-ROMAGNA: 1 maggio, Coldiretti "Far riaprire gli agriturismi" Occorre far riaprire subito i 24mila agriturismi italiani spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza. E’ quanto chiede la Coldiretti in occasione della festa del Lavoro tradizionalmente dedicata alle gite fuori porta in campagna, in riferimento all’inizio della Fase 2 il 4 maggio con gli alberghi già aperti. Nel rispetto delle misure di precauzione, ci sono – secondo Coldiretti – le condizioni per riaprire le strutture agrituristiche che per effetto della chiusura hanno già subito danni secondo Terranostra per mezzo miliardo di euro senza i classici ponti di primavera per il lockdown iniziato da due mesi per fermare la pandemia da coronavirus. Con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa evitare il pericoloso rischio di affollamenti al mare e anche per questo le strutture agrituristiche devono poter ripartire subito, aprendo i cancelli della cascine, i percorsi naturalistici, le visite agli animali con la pet therapy e gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy. Il conto resta salato per le mancate scampagnate di primavera – fa sapere Coldiretti – che colpiscono il sistema agrituristico in grande difficoltà dopo settimane di chiusura con 253mila posti letto vuoti e quasi 442 mila posti a tavola deserti.

EMILIA-ROMAGNA: Il “bazooka” di Bonaccini. 14 miliardi di investimenti in tre anni | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Il “bazooka” di Bonaccini. 14 miliardi di investimenti in tre anni | VIDEO La Regione ha presentato un nuovo piano di investimenti per far fronte alla crisi economica scatenata dal coronavirus. Sono 14 miliardi di euro in 3 anni.

Investimenti per quasi 14 miliardi di euro da qui al 2022, in larga parte fondi pubblici ai quali si aggiungono cofinanziamenti privati. Con opere e interventi cantierabili subito o entro quest’anno per quasi 6 miliardi. L’Emilia-Romagna è pronta e guarda alla ripartenza sapendo di poter contare su una massiccia iniezione di risorse attraverso la leva pubblica, fondamentale per ingranare la marcia della ripresa che sarà necessaria dopo il lockdown causato dalla pandemia.

Quest’anno pronti oltre 748 milioni per sistema sanitario pubblico regionale, 1 miliardo e 400 milioni per garantire la mobilità delle persone e delle merci, più di 1 miliardo e 170 milioni per la sicurezza e la cura dell’ambiente e del territorio anche agricolo, più di un 1 miliardo e 500 milioni per sostenere le imprese, 49 3 milioni per nuove scuole e l’edilizia universitaria. E ancora, 122 milioni per ricerca e Data Valley, e fondi per turismo, cultura, sport, casa, digitale, aree interne. Per il biennio 2021-22 già stanziati altri 5,3 miliardi e 2,2 miliardi per completare definitivamente la ricostruzione post sisma. Gran parte di questi soldi vengono da fondi statali ma non solo.

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