Economia

RAVENNA: Crisi Cmc, al via la cassa integrazione

RAVENNA: Crisi Cmc, al via la cassa integrazione Via libera dal ministero dello sviluppo economico alla cassa integrazione straordinaria per oltre 900 dipendenti della ravennate Cmc. Facciamo il punto.

 

A tutti gli effetti può sembrare un paradosso. Da una parte lo Stato, tramite Anas, non gli corrisponde importi per oltre 1,2 miliardi di euro e dall’altro, sempre lo Stato, dà il via alla cassa integrazione per oltre 900 dipendenti. Parliamo della ravennate Cmc, la grande cooperativa di costruzioni, che da diverso tempo sta affrontando una seria crisi finanziaria. Nelle scorse ore, al ministero dello sviluppo economico, si è riunito il tavolo che ha deciso di proteggere quantomeno una parte delle maestranze della società per i prossimi 12 mesi. A fare il punto della situazione i vertici della coop, gli esponenti politici delle regioni in cui l’azienda opera. Assente era invece il ministro Di Maio che ha scelto di inviare un suo funzionario. Il provvedimento partirà il prossimo 18 febbraio e vedrà coinvolti 746 dipendenti diretti di Cmc (dei quali 381 attivi a Ravenna) a cui si aggiungono i 119 della società Bolognetta e i 65 dell’Empedocle. Come noto però in tutto il mondo Cmc impiega migliaia di persone per le quali al momento non ci sono notizie. Un paradosso tutto italiano. Lo Stato preferisce pagare la cassa integrazione straordinaria invece che corrispondere a CMC quanto dovuto per i lavori appaltati permettendo la prosecuzione aziendale. Tantissimi sono infatti i cantieri fermi, bloccati per questa nuova moda “gialloverde” di bloccare le infrastrutture del nostro paese.

EMILIA-ROMAGNA: Confcommercio, stabile lo shopping durante il primo mese di saldi

EMILIA-ROMAGNA: Confcommercio, stabile lo shopping durante il primo mese di saldi “Un primo mese di saldi all’insegna della stabilità”. Questo il commento di Marco Cremonini, Presidente di Federazione Moda Italia Emilia Romagna, che accoglie positivamente gli ultimi dati sullo shopping in tempo di saldi. Come si evince dai dati di Confcommercio Emilia Romagna e Iscom Group, circa il 73% degli operatori hanno visto le loro vendite stabili o in crescita. Sul fronte dei consumatori, la spesa sale lievemente dell’8%, mentre per il 70%  dei soggetti non ci sono state variazioni. Nonostante i buoni risultati le imprese chiedono l’intervento della politica attraverso l’istituzione di una web tax per competere alla pari con i colossi dell’e-commerce.

CESENA: Orogel, svelati i progetti per il nuovo centro amministrativo | VIDEO

CESENA: Orogel, svelati i progetti per il nuovo centro amministrativo | VIDEO Premiato da Orogel il vincitore del concorso di idee dedicato all’architettura industriale, con riconoscimenti a tutti gli studi di giovani architetti che hanno partecipato. Un bando che la cooperativa agricola leader nazionale nel comparto dei vegetali surgelati ha messo in campo in collaborazione con l’Università di architettura di Bologna per promuovere l’attività progettuale, stimolare scambio di informazioni e incentivare lo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio. Uno studio di Forlì si è aggiudicato il premio di idea migliore per il nuovo centro direzionale che sorgerà a Pievesestina di Cesena.

RAVENNA: Blocco trivelle, a rischio migliaia di posti di lavoro

RAVENNA: Blocco trivelle, a rischio migliaia di posti di lavoro Sembra ormai certa la sospensione di diciotto mesi dell’attività di ricerca di idrocarburi. Nel Ravennate sono a rischio migliaia di posti di lavoro. 

 

 

C’è preoccupazione in Romagna per quello che a tutti gli effetti sembra essere l’ennesimo colpo basso all’economia del nostro Paese. Dopo l’ultimo braccio di ferro tra Lega e 5 Stelle, il governo ha deciso una moratoria di 18 mesi per la ricerca di idrocarburi su tutto il territorio nazionale, aumentando inoltre di 25 volte i canoni di concessione. Un duro colpo in particolare per il Ravennate, dove il settore oil&gas garantisce lavoro a migliaia di persone, molte delle quali ora sono a rischio. Nelle scorse ore la Regione Emilia-Romagna, per bocca dell’assessora Palma Costi, ha garantito di voler correre ai ripari, per quanto di sua competenza, per cerca di salvaguardare questo settore strategico. Sono mille le imprese regionali, con circa 10mila lavoratori diretti e altre decine di migliaia per l’indotto. Secondo l’esecutivo regionale, il blocco è anacronistico e crea solo un danno all’economia. “La transizione verso le fonti rinnovabili è già iniziata – viene ricordato – ma è ovvio che nella fase intermedia il gas naturale rappresenti una necessità”. E’ infatti vero che se sul fronte italiano dell’Adriatico le trivelle verranno bloccate, ad esempio dal lato croato le attività proseguiranno normalmente. E non è difficile intuire che il materiale da estrarre sia lo stesso. Con questa iniziativa il nostro Paese sarà quindi sempre più costretto ad acquistare fonti energetiche dall’estero, in un nome di un falso ambientalismo. Le attività di estrazione nel Ravennate vanno avanti da 50 anni e al momento si sono registrati zero incidenti. Tuona anche Confindustria Romagna che definisce questa scelta un “suicidio industriale” invitando tutti a una prossima manifestazione di piazza.

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