Politica

FAENZA: D’Incà, “Qui banco di prova alleanza Pd-M5s e sì al referendum” | VIDEO

FAENZA: D'Incà, "Qui banco di prova alleanza Pd-M5s e sì al referendum" | VIDEO FAENZA BANCO DI PROVA

A Faenza “vi è un’importante possibilità di vedere all’opera anche a livello locale quella che è un’alleanza a livello nazionale. Ma nasce sempre dal territorio con la maturità di un percorso che viene scelto da parte dei nostri attivisti”. Così il ministro per i rapporti col Parlamento Federico D’Incà, a margine di un incontro elettorale nella cittadina del Ravennate, rispondendo a chi chiedeva se l’alleanza locale tra Pd, M5s e altri (tra cui Italia Viva) possa essere una sorta di prova generale di una collaborazione sistemica a livello nazionale tra queste forze politiche. “A Faenza – sottolinea – abbiamo un gruppo storico del Movimento 5 Stelle nato nel 2005, ha fatto già le elezioni del 2010 e 2015 ed è arrivato al 2020. Per noi è un gruppo che ha dato sempre l’esempio a livello nazionale. Ecco perché siamo venuti a testimoniare”.

IL REFERENDUM

“È un referendum molto importante. Passiamo da 945 parlamentari a 600. Io mi auguro chiaramente, come Movimento 5 Stelle, che vi sia la vittoria del ‘sì'”. Lo afferma il ministro per i rapporti col Parlamento Federico D’Incà a margine di un incontro elettorale a Faenza, nel Ravennate. “Vi sono poi delle altre riforme – dice – che vanno aggiunte come correttivi costituzionali e noi parliamo dell’elettorato attivo che ha già fatto due letture ormai e che appunto si appresta a terminare il suo percorso per permettere agli elettori di votare al Senato dai 18 anni in poi”.

“Non soltanto: vi è anche – prosegue –  una modifica sulla base regionale per l’elezione del Senato, e poi chiaramente una diminuzione del numero dei delegati attuali per regione per l’elezione del capo dello Stato che passeranno da 3 a 2”.
“Nell’insieme – conclude il ministro – vi è l’importanza di una legge elettorale che in questo momento ha avuto la votazione sul testo base alla Camera e che vedrà un proporzionale con uno sbarramento al 5%, e anche lì è molto importante per poi aiutare le aree più piccole a poter essere presenti in Parlamento”.

IL GOVERNO

“Dobbiamo avere un Paese che si stabilizzi. Abbiamo bisogno di stabilità per poter attuare tutte le riforme del Recovery plan. Per questo motivo bisogna arrivare fino al 2023”. Così il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, a margine di un incontro elettorale a Faenza, risponde a chi gli chiede delle ipotesi di rimpasto o ‘verifica’ di governo dopo le regionali.
“Giuseppe Conte sta facendo un ottimo lavoro, riconosciuto a livello internazionale. L’Italia ha molta fiducia in Giuseppe Conte e in questo governo, in questi ministri che – riprende D’Incà – si sono trovati ad affrontare una gravissima emergenza, hanno compreso le difficoltà, hanno studiato e lavorato, e adesso vogliono terminare questo percorso di lavoro arrivando fino al 2023. Dando con il governo e con la maggioranza che sta appoggiando il governo, la stabilità necessaria per poter rilanciare il nostro Paese”.

FAENZA: Conclusione campagna elettorale, gli appelli dei candidati | VIDEO

FAENZA: Conclusione campagna elettorale, gli appelli dei candidati | VIDEO Ultimi comizi, ultime battute di una campagna elettorale frenetica ed estiva come non se n’erano mai viste. Tanti i temi e gli argomenti trattati dai quattro candidati sindaco, così come gli incontri e le iniziative in cui lavoro, sviluppo e cultura sono state le parole più utilizzate.

In corsa per Palazzo Manfredi ci sono: Paolo Viglianti appoggiato da Rifondazione e Partito Comunista, Roberto Gentilini appoggiato da Potere al Popolo, Massimo Isola appoggiato dalla coalizione di centro sinistra e Paolo Cavina appoggiato dalla coalizione di centro destra che vede al proprio interno la Lega e Fratelli d’Italia.

Ora la palla, o meglio la matita, passa ai 45mila 872 aventi diritto, chiamati alle urne domenica e lunedì per scegliere il nuovo primo cittadino di Faenza. Politicamente la tornata elettorale sarà inoltre anche il primo vero banco di prova per testare l’alleanza PD-Movimento 5 Stelle, definita “laboratorio” dei partiti oggi al governo del Paese.

RIMINI: Referendum, socialisti “Il fronte del No sta crescendo” | VIDEO

RIMINI: Referendum, socialisti “Il fronte del No sta crescendo” | VIDEO Si schierano per il No al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari i socialisti che a Rimini hanno detto: “Il Sì sarebbe la vittoria dell’antipolitica e uno schiaffo alla democrazia”.

 

“Si vogliono tagliare i rappresentanti del popolo dicendo al popolo che gli si sta facendo un piacere, mentre in realtà sta accadendo esattamente il contrario. Per questo io credo che il No stia crescendo e non di poco nel Paese, perché sta maturando una coscienza democratica che potrebbe schiacciare questa volontà antipopolare”.

Così il senatore socialista Bobo Craxi in merito al prossimo referendum costituzionale, raggiunto al telefono da Rimini alla presentazione della nuova edizione dell’Avanti.

“È chiaro che è una battaglia politica simbolica da parte dei Cinquestelle che danno e che darebbero un colpo definitivo alla politica democratica, ai partiti e in definitiva alla democrazia in Italia”, ha aggiunto Craxi.

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