Politica

CESENA: E’ ufficiale, Enzo Lattuca vuole fare il sindaco | FOTO

CESENA: E' ufficiale, Enzo Lattuca vuole fare il sindaco | FOTO Mentre a Roma sta per nascere il primo governo “gialloverde” della storia repubblicana che vedrà il PD all’opposizione, anche sul territorio cesenate inizia un processo di ri-organizzazione del partito guidato a lungo da Matteo Renzi. Il nocciolo per la città malatestiana è rappresentato dalle elezioni amministrative previste tra circa un anno che dovranno eleggere il successore di Paolo Lucchi che terminerà il suo secondo mandato.

Nel PD il dibattito è aperto. Indiscrezioni ci raccontano di violenti litigi andati in scena durante l’ultima assemblea comunale del partito dovuti sostanzialmente a una questione: chi e come candidare per la corsa a primo cittadino della città. Da una parte c’è il segretario attuale dell’unione comunale di Cesena Matteo Marchi (nonché capo di gabinetto della giunta Lucchi) che punterebbe a scegliere il candidato con le primarie. Dall’altra c’è Enzo Lattuca, giovane rampollo trentenne, già parlamentare, che punta senza mezzi termini al palazzo comunale sostenuto dal sindaco uscente. Lattuca ha già organizzato per il prossimo 31 maggio una serata all’ex macello.

“Immagina Cesena è prima di tutto un appello accorato a non rassegnarsi e a partecipare alla definizione di un nuovo orizzonte per la città – scrive l’ex onorevole nell’invito all’evento – credo che sia giunto il momento di partire con un percorso aperto di confronto che metta al centro le idee dei cesenati per la città”.

Un’iniziativa autonoma, senza loghi di partito, che avrebbe fatto irritare molti dirigenti del PD locale. In effetti tutto farebbe pensare a una candidatura più da lista civica che da esponente importante di partito.

Lattuca, pur sostenuto da Lucchi, spinge per un rinnovamento dell’azione politica a Cesena. “Una nuova visione della città partendo da un’analisi della situazione economica locale”, così si è letto in un documento a sua firma. Attualmente il centrosinistra sembra favorito anche grazie alla sostanziale nullità delle opposizioni ma, come ci hanno insegnato gli ultimi appuntamenti elettorali, tutto può cambiare e in fretta. Il Partito Democratico, che a nostro giudizio ha ben governato la città, dovrà (ce lo consentirete) “rimanere giù dal piedistallo” e non rappresentare una “casta” bensì un’azione politica concreta e di sviluppo. Vogliamo dirlo chiaramente: dieci anni di Paolo Lucchi come sindaco hanno significato avere come primo cittadino una persona garbata, disponibile, pronta a rispondere anche solo a un messaggio su Whatsapp. Questo approccio “sobrio e umile” deve necessariamente continuare anche con il prossimo candidato, chiunque egli o ella sia. Intanto ai duellanti Marchi e Lattuca un “in bocca al lupo” per questo braccio di ferro che vedrà necessariamente uno dei due perdere.

(nelle foto alcuni momenti istituzionali e non di Enzo Lattuca e Matteo Marchi)

ROMAGNA: Ipotesi abolizione tassa di soggiorno, sindaci preoccupati | VIDEO

ROMAGNA: Ipotesi abolizione tassa di soggiorno, sindaci preoccupati | VIDEO Nel contratto di governo approntato da Movimento 5 Stelle e Lega si ipotizza l’abolizione della tassa di soggiorno. Preoccupati i sindaci della Romagna. Ecco cosa succede.

 

Sono ore febbrili a Roma dove si cerca di chiudere il cerchio per formare un governo a ben oltre 70 giorni dalle elezioni. Mentre si attende di conoscere chi sarà indicato come premier al Capo dello Stato, fa discutere in Romagna l’ipotesi, che trova spazio nel contratto stilato da 5 Stelle e Lega, di abolire la tassa di soggiorno. Un tema caldo per un territorio turistico come il nostro che ha garantito a tanti comuni anche ingenti introiti a parziale compensazione dei tagli agli enti locali. Si pensi che nella sola Rimini il gettito dell’imposta sui turisti vale circa sette milioni e mezzo di euro, a Riccione circa tre. La preoccupazione è sostanzialmente unanime da parte dei primi cittadini, la sola Renata Tosi promette di non alzare gli scudi in caso questo avvenga. A prendere posizione anche il presidente della Regione Bonaccini.

RIMINI: Gnassi, “No al voto l’8 luglio, c’è la Notte Rosa”

RIMINI: Gnassi, "No al voto l'8 luglio, c'è la Notte Rosa" Lo scorso anno 2,5 milioni in riviera per ‘Capodanno dell’estate’. D’accordo anche altri sindaci romagnoli come il ravennate De Pascale

Di fronte all’ipotesi di un voto anticipato l’8 luglio, avanzata dal leader della Lega, Matteo Salvini, “prima di ogni ragionamento turistico, dico che solo pensare di andare due volte alle urne nell’arco di pochi mesi è folle”. E “da sindaco di Rimini aggiungo che questa follia sarebbe moltiplicata per 10 se l’ipotesi di data fosse davvero l’8 luglio. Nel bel mezzo dell’estate…”. Così, il primo cittadino della città romagnola, Andrea Gnassi, commenta il possibile voto estivo che cadrebbe proprio nei giorni in cui la Riviera romagnola festeggia la ‘Notte Rosa’, il ‘Capodanno dell’estate’ che per tre giorni propone tantissimi eventi lungo tutta la costa dell’Emilia-Romagna e cui l’anno scorso hanno preso parte circa 2,5 milioni di persone. 

“L’8 luglio non è il momento – ha aggiunto – tra vacanze e settimana della Notte Rosa. Ma se a prevalere sono i giochini politici staccati da qualsiasi realtà, mi aspetto che questi come data alternativa propongano il Ferragosto”. 

A giudizio del sindaco della città romagnola tornare alla consultazione elettorale sarebbe “folle perché questa situazione è dovuta principalmente all’egoismo e all’incapacità di fare politica da parte di tutti i partiti e i movimenti, a partire da quelli che hanno vinto lo scorso marzo”. In caso di voto l’8 luglio, ha sottolineato, “più che il turismo credo che il vero danneggiato sarebbe l’affluenza alle urne. Svilire così una conquista come il diritto di voto fa rabbia. Rimini sono sicuro non subirebbe un danno ma l’Italia intera si”. Secondo Gnassi, ancora, “democrazia è trovare il luogo e il momento migliore affinché la gente possa andare a votare. E l’8 luglio non è questo momento, tra vacanze e settimana della notte rosa che già oggi per noi significa il tutto esaurito con le prenotazioni. Ma – ha concluso e ribadito – se a prevalere sono i giochini politici staccati da qualsiasi realtà, mi aspetto che questi come data alternativa propongano il Ferragosto”.

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