Politica

RICCIONE: Il sindaco Tosi, “Spiagge aperte a metà giugno”

RICCIONE: Il sindaco Tosi, "Spiagge aperte a metà giugno" ‘Numero chiuso e meno aggregazioni, ma sarà vacanza’

“Per la seconda metà di giugno ritengo che ci possano essere i primi tentativi di riapertura delle spiagge ai turisti”. Lo dice in un’intervista a QN il sindaco di Riccione, Renata Tosi, che guarda con ottimismo all’estate in Riviera. “E’ come se ricominciassimo da zero. Sarà una spiaggia con meno ombrelloni, con meno aperitivi, meno aggregazioni”. C’è l’ipotesi del numero chiuso: “Pensiamo di contingentare gli ingressi in spiaggia, magari con tanto di prenotazione. Sarà una vacanza diversa, più attenta e responsabile, ma sarà sempre una vacanza”, assicura il primo cittadino. E se ci sono diversi albergatori che pensano di non aprire quest’estate, Tosi dice di non condividere “certe visioni pessimistiche. Noi romagnoli – afferma – siamo gente combattiva che accetta le sfide. E devo dire che noto segnali positivi sia da parte dei grandi investitori, sia per quanto riguarda la richiesta di appartamenti estivi”.

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, spetta al Governo ultima parola su ripartenza

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, spetta al Governo ultima parola su ripartenza Il governatore chiede “stop divisioni. Sul Mes ci penserei bene”

“È il governo che ha l’ultima parola sulla ripartenza delle fabbriche. Le regioni possono solo fare proposte sulle filiere strategiche nel loro territorio”. Così il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini su Repubblica. Sulla fase 2, “bisogna continuare a gestire un’emergenza sanitaria che resta difficile – osserva – non ho intenzione di fare polemiche, voglio invece dare una mano per arrivare presto a un Piano per il Paese. Di cui c’è bisogno”. Su una possibile ripartenza in base alle aree geografiche, “penso non sia il momento delle divisioni. Serve unità. Né mi permetto io di indicare quale sia la strada giusta per le altre regioni. Il governo ha giustamente l’ultima parola. Per parte nostra vogliamo dare una mano a definire un Piano Paese: costruire accordi territoriali per una ripartenza sicura. In Emilia Romagna abbiamo deciso con le parti sociali che metteremo a punto un progetto per far ripartire gradualmente le filiere a valenza internazionale e i cantieri delle opere pubbliche”. A proposito del Mes, Bonaccini osserva: “Prima di rinunciare a 36 miliardi di euro per potenziare la sanità, peraltro senza particolari condizioni, ci penserei attentamente. Se qualcuno ha alternative concrete le proponga. Abbiamo capito quanto sia essenziale una forte sanità pubblica”. In un intervento sul QN, Bonaccini invece chiede di smettere di litigare perché non possiamo permetterci divisioni: “Nei giorni scorsi ho detto pubblicamente che chi oggi fa polemica politica quotidianamente mi fa pena. Siamo un Paese in competizione con un nemico esterno, il Coronavirus, non in competizione interna. Mai come oggi vanno superate le divisioni politiche e geografiche. Abbiamo bisogno di parlare poco e di lavorare molto”.

ROMA: Il premier Conte annuncia lockdown fino al 3 maggio, “Non possiamo cedere adesso”

ROMA: Il premier Conte annuncia lockdown fino al 3 maggio, "Non possiamo cedere adesso" “Se cediamo adesso rischiamo di ripartire daccapo”. Così il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa annuncia il prolungamento del lockdown del Paese fino al 3 maggio.  “Servirà tenere alta l’attenzione anche in occasione delle festività di Pasqua, 25 aprile e primo maggio”. Ci saranno alcune riaperture dal 14 aprile, tra cui cartolibrerie, librerie, negozi per neonati e bambini. Poi il Presidente del Consiglio ha parlato del fronte europeo, dicendo che l’Italia sta continuando a combattere per ottenere i coronabond.

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, “bisogna ripartire con regole degli esperti”

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, "bisogna ripartire con regole degli esperti" “Io penso che non possiamo rimanere chiusi in casa per i prossimi due anni o rischiare di avere una carestia dopo questa tragedia sanitaria. Quindi bisogna riuscire a garantire che via via possano ripartire le attività, sapendo che la salute va messa al primo posto”. Lo afferma Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, intervistato nel programma ‘Centocittà’ su Radio1 Rai. “Io penso che bisognerà immaginare di ripartire con tanta cautela, senso di responsabilità, testa sulle spalle”, ha aggiunto, valutando “quali garanzie danno le imprese nel distanziamento sociale e nel sistema di protezione individuale da garantire ai lavoratori”. In merito a un’ipotetica ‘fase 2’, il governatore emiliano-romagnolo ritiene che le regole “ce le devono dire gli esperti della sanità. Quando sento alcuni politici miei colleghi fare gli scienziati mi viene da sorridere o da piangere. Devono essere coloro che hanno gli strumenti a dirci quali sono le migliori buone pratiche per garantire che le persone non si ammalino”, ha aggiunto.

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, Bonaccini, “la curva è piatta ma si resti a casa”

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, Bonaccini, "la curva è piatta ma si resti a casa" Da Europa serve massiccia dose di liquidità e fondi a costo zero

In Emilia Romagna “c’è un ulteriore rallentamento del contagio: tre settimane fa ci muovevano con una crescita sotto la linea del 15%, due settimane fa del 10%, l’ultima sempre sotto il 5%. Non è finita la crescita ma ormai la curva è piatta”. Anche se “stiamo pagando un tributo pesante di vittime. Per questo insisto su quanto sia fondamentale continuare a restare a casa”. Lo dice il governatore della Regione Stefano Bonaccini in un’intervista al Fatto Quotidiano. In un solo mese “abbiamo moltiplicato per sei i posti letto per Covid. Stiamo reggendo grazie alla nostra sanità regionale e grazie al fatto che sia pubblica, universalistica, capillare” spiega, sottolineando di aver lavorato “fin dal primo minuto perché ci fosse massima unità di intenti” con il governo. Quando c’è “un’epidemia nazionale e globale è sacrosanto che la risposta debba avvenire come sistema Paese”. Anche se per Bonaccini riaccentrare la gestione del servizio sanitario, in Emilia-Romagna “sarebbe un drammatico passo indietro. Dobbiamo alzare il livello dove è più basso, non il contrario”. In una regione che vive di manifattura avanzata, di innovazione costante, di export e turismo, “fermarsi significa pagare un prezzo ancora più alto, ma è necessario, va fatto. Al governo non abbiamo posto il problema di quando riaprire – questo ce lo dovrà indicare la comunità scientifica – ma di come farlo”. Servono “liquidità, rivoluzione digitale e big data, investimenti pubblici e sostenibilità: su questi assi portanti si giocherà la ripartenza. L’Emilia-Romagna sarà pronta”. Nel gestire l’emergenza, da parte del governo Conte “credo che sia stato fatto e si faccia il possibile”. Pensare a Mario Draghi a Palazzo Chigi, per Bonaccini è una fantasia politica che lascia “a chi in questo momento non è impegnato nella gestione dell’emergenza”. Infine un commento sull’Europa che quando si divide e “non sa essere solidale non serve a nulla”. Ora “serve una dose massiccia di liquidità per cittadini, famiglie, imprese, fondi a costo zero e da restituire a lunghissima scadenza. Serve un cambio radicale di paradigma. O ne usciamo tutti insieme o davvero non si salverà nessuno”.

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