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EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini presenta il programma di mandato, 4 pilastri per ripartire | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini presenta il programma di mandato, 4 pilastri per ripartire | VIDEO La ripartenza “dovrà misurarsi con il virus e il rischio di una sua ricomparsa in autunno”. Non nasconde le difficoltà Stefano Bonaccini, che questa mattina ha presentato il suo programma per il secondo mandato in Emilia-Romagna, l’avvio formale della legislatura dopo lo stop dovuto al Covid. Sanità pubblica, scuola e lavoro gli assi portanti della legislatura indicati dal governatore.

Rafforzare il sistema sanitario nazionale e regionale come fattore di modernizzazione economica e sociale; la scuola come volano di crescita insostituibile; la sostenibilità, economica, sociale e ambientale e, infine, le opportunità per riattivare il tessuto economico e sociale, partendo da una manifattura tra le più avanzate al mondo, il sostegno all’internazionalizzazione e all’attrattività di nuovi investimenti nel territorio regionale, la rete dell’alta tecnologia, gli investimenti per la Data Valley europea: questi i quattro pilastri della ripartenza in Emilia Romagna presentati dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini che, nell’aula dell’’Assemblea legislativa, ha illustrato il programma di mandato 2020-2025 della propria giunta. In particolare, per quanto riguarda la sanità, è già programmato circa 1 miliardo di euro di investimenti in edilizia sanitaria e nella rete territori. Bonaccini ha sottolineato la necessità di rafforzare il sistema sanitario nazionale e regionale quale fattore di modernizzazione economica e sociale, “oltre che di giustizia e democrazia. Un’infrastruttura pubblica imprescindibile – ha detto – chiamata non solo ad assicurare, in termini universalistici, il diritto alla salute a ciascun cittadino, a prescindere dalle sue condizioni economiche e sociali, ma anche un servizio alla comunità nel suo insieme, per la tutela della salute pubblica. E mi auguro davvero – ha ribadito i governatore – che siano decadute tutte le richieste di privatizzare la sanità regionale dell’Emilia Romagna, grazie alla quale abbiamo prima retto e poi contrattaccato per frenare la pandemia”. Il secondo pilastro è la scuola. Arriva così la conferma , nel programma di mandato, di un obiettivo prioritario: “Nidi gratuiti e servizi per l’infanzia pienamente accessibili a tutti.

Poi la lotta alla dispersione scolastica, portare la quota di Neet al di sotto del 10%, il diritto allo studio 100 per cento, con servizi e borse di studio a tutti gli aventi diritto e ai meritevoli, insieme a all’orientamento per valorizzare inclinazioni e talenti dei singoli studenti”. Altro capitolo riguarda il diritto alla formazione e la centralità del sistema universitario e di ricerca. Infine, “scuole moderne, sicure ed efficienti, con un piano pluriennale di edilizia scolastica basato su risorse certe”.

Terzo pilastro, la sostenibilità. L’Emilia-Romagna farà propri i 17 obiettivi dell’agenda delle Nazioni e dell’Agenda 2030, misurando ogni azione agli effetti reali che produce. Da qui il nuovo “Patto per il Lavoro e per il clima” da sottoscrivere entro l’estate con tutte le rappresentanze istituzionali e sociali del territorio per arrivare all’azzeramento delle emissioni climalteranti entro il 2050, e il passaggio al 100% di energie rinnovabili entro il 2035. In questo contesto si inserisce una mobilità “fortemente centrata sul trasporto pubblico locale”, che la giunta Bonaccini vuole rendere gratuito per i giovani fino a 19 anni, con la possibilità di estendere successivamente la misura anche ai ragazzi che frequentano l’Università. Oltre alla realizzazione di oltre 600 chilometri di nuove piste ciclabili.

Infine, l’iniezione di nuova ‘energia’ nel tessuto economico e sociale del territorio. “Spingeremo sulla leva della promozione, degli eventi e della cultura – afferma Bonaccini – per rimettere a valore l’attrattività dell’Emilia Romagna”. Quindi strategie e misure per la ripresa di un turismo qualificato e sostenibile post Covid. L’Emilia-Romagna “grande polo della creatività in Italia – è quanto prevede il programma di mandato – che possa puntare ancora di più sull’economia arancione, cultura e creatività, e capace di aprire la strada sullo sport, dai grandi appuntamenti nazionali e internazionali a quello di base, fondato su una rete territoriale di impiantistica rinnovata, con l’ambizione di far diventare la nostra regione la Sport Valley del Paese”. 

EMILIA-ROMAGNA: Scuola, Bonaccini “In Italia servono 3 miliardi e assunzioni”

EMILIA-ROMAGNA: Scuola, Bonaccini “In Italia servono 3 miliardi e assunzioni” “Per la scuola 1,5 miliardi non bastano. Ne servono più del doppio”, da spendere soprattutto per “assumere i docenti: tutti quelli che occorrono vanno presi”. Lo dice il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, intervistato da Repubblica. A nome di tutti i presidenti delle regioni avverte: “Sia chiaro che l’Italia non riparte davvero se non riparte la scuola”. Bonaccini pensa che “a settembre le scuole devono riaprire regolarmente, con le lezioni in presenza. Lo dobbiamo ai genitori e soprattutto agli studenti. Stiamo facendo ripartire tutto e non possiamo lasciare che la scuola venga per ultima. Quel che deve essere chiaro è che istruzione e sanità sono i pilastri del Paese e devono essere alla base del patto per la ricostruzione. In Emilia-Romagna, dopo il sisma del 2012, nessuno perse un’ora di lezione nonostante le tante scuole inagibili. Si può fare”. “Occorre agire su due piani: nell’immediato, per il prossimo anno, bisogna assumere tutti i docenti che serviranno. E ne serviranno molti più degli anni scorsi. Servono risposte su questo, nonostante il governo abbia già fatto un passo importante stabilizzando 200mila precari. Nel medio periodo, va avviato un piano pluriennale di edilizia scolastica”.

Sulle linee guida spiega che “Ora il governo può definirle, sono certo la ministra Azzolina vorrà condividerle con Regioni e Comuni. Noi siamo pronti a collaborare al più presto, perché a settembre bisogna arrivare preparati. E sottolineo a settembre, perché io e Giovanni Toti abbiamo già detto, a nome della conferenza delle Regioni, che si dovrebbe votare alle regionali, previste in 6 Regioni, entro la metà di settembre. Non alla fine del mese, come chiedono alcune forze politiche. Altrimenti le scuole, tra seggi e sanificazione, aprirebbero addirittura a ottobre. E per me sarebbe surreale”.

EMILIA-ROMAGNA: Autonomia, Boccia “Spetta al Parlamento, poi si può completare” | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Autonomia, Boccia “Spetta al Parlamento, poi si può completare” | VIDEO “La discussione la deve fare il Parlamento, definiti i livelli essenziali di prestazione si potrà completare il percorso”. Così il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che nella sua recente visita a Rimini è intervenuto sul tema dell’autonomia regionale richiesta nei mesi scorsi da Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. “Nessuno ha messo in discussione il tema di tenere le risorse sul territorio”, ha aggiunto il ministro, per il quale “l’attuazione del principio di sussidiarietà è emersa con tutta la sua forza in questo periodo.

“Io non rinuncio alla richiesta di autonomia – ha detto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini -. È una autonomia differente da quella hanno chiesto altri, è nel solco di quello che il Paese prevede e non vogliamo scassare nulla”. Per Bonaccini maggiore autonomia significa meno burocrazia e più libertà su questioni che attengono più al singolo territorio che al Paese. “Noi non abbiamo chiesto tutte le materie che la Costituzione assegna possano essere chieste perché alcune materie devono stare in capo allo Stato e poco alle regioni”, ha concluso il presidente.

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