Politica

FERRARA: Per il tribunale il Comune discrimina sui buoni spesa

FERRARA: Per il tribunale il Comune discrimina sui buoni spesa Il tribunale di Ferrara ha definito di carattere “discriminatorio” la condotta tenuta dal Comune di Ferrara sui criteri adottati per l’erogazione dei buoni spesa per le persone in disagio economico a causa dell’emergenza Coronavirus ed ha accolto dunque il ricorso presentato dall’Associazione degli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi). In particolare, nella sentenza emessa dal giudice Mauro Martinelli si definisce “discriminatoria” la condotta del Comune nella parte in cui tali criteri “contengono, per gli stranieri extra Ue, il requisito del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo ai sensi dell’art. 9 del Testo unico sull’immigrazione – anziché dei soli requisiti relativi alla condizione di disagio economico e alla domiciliazione nel territorio comunale – nonché nella parte in cui è previsto un ordine di priorità a favore dei cittadini italiani, quindi degli appartenenti all’Unione europea e, infine, ai cittadini non appartenenti alla Ue”. Il tribunale ha quindi ordinato al Comune di Ferrara di riformulare i criteri e le modalità di assegnazione dei buoni spesa.

RIMINI: Gnassi al Governo, “servono certezze, darsi una svegliata”

RIMINI: Gnassi al Governo, "servono certezze, darsi una svegliata" “Rimini chiede al Governo di comporre immediatamente una cabina di regia organizzativa, in cui virologi, esperti di industria culturale, balneare, hotellerie siano in grado di definire subito e rendere pubblici i protocolli del come si possa riaprire in sicurezza. Ad esempio individuando tutele giuridiche per chi ospita”. Lo sostiene, in una nota, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi. “Condivido la scelta del Governo di continuare a mettere al centro la salute – spiega – ma questo non significa non esprimere una critica sul metodo. Gli ultimi provvedimenti annunciati dal Presidente Giuseppe Conte – dice il primo cittadino romagnolo – non rischiarano per nulla il futuro di troppi settori strategici per vita e lavoro”. Per Gnassi “prima di tutto occorre darsi una svegliata, seria e non folkloristica: l’industria dell’ospitalità soffre più di ogni altra- le imprese, i lavoratori, gli stagionali- ma adesso quello che non possiamo più attendere sono le certezze operative, insieme all’immissione di liquidità. Non possiamo né più aspettare né più tollerare di portare avanti una discussione su quello che da una parte definiamo un dramma e dall’altra magari pensiamo di banalizzare con il plexiglas o con la distanza tra un ombrellone e l’altro”.

ROMA: Fase 2, Conte avverte “Non è un liberi tutti” | VIDEO

ROMA: Fase 2, Conte avverte "Non è un liberi tutti" | VIDEO “La fase 2 non sarà un liberi tutti”Queste le parole di Giuseppe Conte che domenica sera ha tenuto un discorso alla nazione per illustrare il nuovo decreto governativo che prevede un primo allentamento delle misure restrittive fino a qui imposte per far fronte all’emergenza coronavirus e che entrarà in vigore a partire dal 4 maggio. Allentamento che riguarderà soprattutto le attività lavorative mentre, per quanto riguarda le libertà individuali, rimangono ancora molte limitazioni. Innanzitutto sugli spostamenti, che possono avvenire solo per esigenze lavorative, di salute o di necessità. All’interno della propria regione, e questa è la novità, sarà però possibile andare a trovare i propri familiari. Ma attenzione, dice Conte, niente feste in famiglia. Inoltre, per muoversi, sarà sempre necessaria l’autocertificazione.

Le novità più grandi riguardano l’attività motoria. Che sarà consentita anche lontano dalla propria abitazione. Inoltre, sempre dal 4 maggio, riapriranno i parchi. Spetterà poi ai sindaci valutare se contingentare gli ingressi per evitare assembramenti. Infine saranno consentiti gli allenamenti, ma solo per sport individuali.

Tutto questo dovrà ovviamente essere fatto rispettando quella che è diventata la regola d’oro. Ossia, mantenere le distanze.

ROMA: L’annuncio di Conte, al via ‘Fase 2’, ma serviranno le autocertificazioni

ROMA: L'annuncio di Conte, al via 'Fase 2', ma serviranno le autocertificazioni Dal 4 maggio servirà ancora l’autocertificazione per muoversi. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciando l’avvio della ‘Fase 2’. Servirà ancora un motivo valido per spostarsi e cioè per andare al lavoro, fare la spesa, per necessità, motivi sanitari. A questi si aggiunge anche la possibilità di andare a trovare dei parenti ma sempre e solo nell’ambito della stessa regione di residenza. La ‘fase 2′ “non e’ un liberi tutti. Ci sarà comunque sempre bisogno di un motivo di spostarsi” e quindi “dell’autocertificazione”. Così Giuseppe Conte, presentando il nuovo dpcm. Confermata la possibilità per i ristoratori e esercizi simili di consentire l’asporto mentre il 18 maggio è prevista la riapertura dei musei e saranno consentiti gli allenamenti delle squadre. “Le regioni faranno da sentinelle e ci forniranno ogni giorni i dati dei contagi così da predisporre eventuali immediate misure”, ha spiegato Conte che ha anche toccato il tema del turismo garantendo che gli operatori non saranno lasciati soli. Infine bar, parrucchieri e centri estetici dovrebbero alzare la serranda il primo di giugno.

ECCO LE PARTI SALIENTI DELLA BOZZA DEL DPCM

“I soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante”. Cosi’ nella bozza del dpcm sulla ‘fase due’. ”E’ fatto divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus”, si legge nel documento. “E’ vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati; il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto dalla presente lettera”, si legge ancora. “L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto” delle misure di sicurezza, “nonché della distanza di sicurezza interpersonale di un metro; il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto dalla presente lettera; le aree attrezzate per il gioco dei bambini sono chiuse ove non sia possibile consentirne l’accesso contingentato”.

“Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure: ‘sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine; in ogni caso, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Cosi’ nella bozza del nuovo Dpcm sulla ‘fase due’.

LA SCHEDA PUNTO PER PUNTO

Gli italiani dovranno convivere a lungo con mascherine, guanti e gel. E anche dopo il 4 maggio, quando si allargheranno le maglie delle restrizioni, dovranno fare a meno di abbracci e strette di mano. Da quel giorno, saranno però permesse le visite ai familiari, purché non si trasformino in rimpatriate, mentre saranno ancora vietati gli spostamenti da regione a regione, anche se sarà “consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Piano piano sarà comunque possibile uscire di casa per lavoro e fare acquisti. In base alle indicazioni contenute nella bozza di Dpcm, in tutta Italia domani riaprono i cantieri pubblici e il 4 maggio quelli privati. Poi, via via, parchi, negozi, ristoranti. Ferme restando le norme base di sicurezza, le varie categorie stanno stilando protocolli ad hoc per garantire la sicurezza di personale e clienti.

EDILIZIA: ripartono domani le attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export e i cantieri per carceri, scuole, presidi sanitari, case popolari e per la difesa dal dissesto idrogeologico. Al ministero delle Infrastrutture è stato firmato un protocollo che prevede un serie di precauzioni: misurazione della temperatura prima dell’accesso al cantiere, accesso contingentato a mense e spogliatoi, pulizia giornaliera e sanificazione periodica delle aree comuni. Sempre domani riparte il commercio all’ingrosso funzionale ai settori dell’export e all’edilizia.

CANTIERI PRIVATI: Dal 4 maggio partono tutte le attività di manifattura, il commercio all’ingrosso e i cantieri privati. In attesa sarà possibile preparare gli ambienti di lavoro.

TAKE AWAY: Dal 4 maggio sarà consentito andare a comprare cibo da asporto, da consumare a casa o in ufficio.

SPORT: può ripartire l’attività motoria individuale anche distante da casa. Dal 4 maggio via libera anche ad allenamenti dei professionisti per le discipline individuali. Per gli sport di squadra l’orientamento è quello di attendere il 18.
 

I PARCHI E GIARDINI PUBBLICI: riapriranno il 4 maggio. L’orientamento è di permettere che all’aperto possa stare vicino un numero molto limitato di persone se componenti di una stessa famiglia. Resteranno chiuse le aree per i bambini.

NEGOZI E PARRUCCHIERI: Il commercio al dettaglio ripartirà il 18. L’obiettivo è evitare che ci siano orari di punta, prevedendo aperture e chiusure diverse fra le varie attività. Parrucchieri ed estetisti dovranno aspettare il primo giugno.

RISTORANTI E MUSEI: I musei riaprono il 18 maggio. La data giusta per i ristoranti dovrebbe essere il primo giugno. La Federazione italiana pubblici esercizi ha approvato un protocollo che prevede: un metro di distanza tra i tavoli, porte di ingresso e uscita differenziate, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo, pulizia e sanificazione.

MEZZI PUBBLICI: Gli orari diversificati di apertura e chiusura delle attività imporrà una rimodulazione del servizio pubblico, che comunque dovrà essere potenziato nelle ore di punta. Le linee guida allo studio prevedono inoltre: termoscanner in tutte le stazioni e gli aeroporti, obbligo su tutti i mezzi di trasporto (dai treni alle navi, dagli aerei a bus e metro) distanziamento dei passeggeri, mascherine, biglietti sempre più elettronici, contingentamento degli accessi nelle stazioni e negli scali.
 

SPOSTAMENTI: dal 4 maggio sarà possibile far visita ai parenti, ma non saranno permesse le riunioni di famiglia. Ancora in ballo la decisone sull’autocertificazione per gli spostamenti nel comune. Resta il divieto di spostamento al di fuori della regione, “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”.

FUNERALI: nessun via libera alle messe. Dal 4 maggio saranno permessi i funerali, ma con la sola presenza dei familiari del defunto, per un massimo di 15 persone.

SCUOLA: Gli studenti non torneranno sui banchi fino a settembre. Il governo sta lavorando per definire le modalità per far svolgere “in presenza, ma in piena sicurezza” gli esami di Stato.

REGIONI: qualche Regione, intanto, fa da sé. In Lombardia da mercoledì possono riaprire i mercati alimentari scoperti, il Veneto e le Marche permettono il take away per il cibo, mentre in Toscana da domani possono riaprire le aziende dei distretti tessili, in particolare quello di Prato, per la manutenzione dei macchinari. In Friuli Venezia Giulia, da domani, oltre al via ai take away, ci si potrà allontanare da casa per attività sportive e saranno possibili interventi di manutenzione sulle imbarcazioni. In Liguria via libera da domani a cibo da asporto, negozi di abbigliamento per bambini, toelettatura animali.

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