EMILIA-ROMAGNA: Blocco trivelle, per la Cisl è un “harakiri scellerato”

Economia
EMILIA-ROMAGNA: Blocco trivelle, per la Cisl è un "harakiri scellerato" "Regione Emilia-Romagna, istituzioni  territoriali e politica locale battano un colpo, con gli emendamenti approvati nel decreto Milleproroghe si mettono a rischio, solo in questa regione, oltre tremila posti di lavoro dell’Oil&Gas. Emendamenti che prorogando la moratoria contro le trivelle fino a 30 mesi, 6 mesi in più di quelli previsti nella norma originaria, mettono in ginocchio un intero settore e non danno alcuna prospettiva per il futuro". Lo afferma in una nota il sindacato Cisl dell'Emilia-Romagna. "A un anno dal precedente blocco – prosegue il comunicato – anziché definire il piano per la transizione energetica sostenibile, si rinviano ancora una volta le decisioni, lasciando la politica energetica del nostro Paese alla mercé delle importazioni dai competitor al di là dell’Adriatico, Croazia e Grecia in primis. Paesi che continuano a far funzionare le loro trivelle a due passi dalle nostre coste". Complimentandosi col sindaco di Ravenna che ha chiesto l'apertura di un tavolo di crisi, secondo la Cisl tutto questo è "Un harakiri scellerato che determinerà la chiusura dei pozzi, la certezza di perdere know how importanti e un rischio concreto sul fronte occupazionale, con migliaia di lavoratori a rischio licenziamento. Il tutto mentre si continua anche ad evitare il confronto con le parti sociali, che da tempo chiedono responsabilmente di aprire un vero dibattito". Secondo il sindacato è quindi necessario puntare sul gas come transizione verso un futuro low carbon.

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