EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, la regione conferma profilassi per bimbi dalla Cina | VIDEO

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EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, la regione conferma profilassi per bimbi dalla Cina | VIDEO Un uomo di Codogno in provincia di Lodi è in gravi condizioni per avere contratto il Coronavirus e questo dopo avere cenato con un manager di Fiorenzuola, in provincia di Piacenza. Settanta le persone in isolamento. E la regione Emilia-Romagna conferma: profilassi anche per i bambini di ritorno dalla Cina.   Il Coronavirus torna a toccare l’Emilia – Romagna. Dopo la vicenda dei due turisti cinesi che dopo essere stati in visita a Parma manifestarono i primi segnali dell’infezione e vennero successivamente ricoverati all’ospedale “Spallanzani” di Roma, dove tuttora si trovano in isolamento, ora è Fiorenzuola D’Arda in provincia di Piacenza a rientrare nel contesto delle cronache del virus mortale proveniente dalla Cina e che si sta diffondendo anche in Europa. Un 38enne italiano residente in provincia di Lodi è risultato positivo al test del coronavirus: sono in corso le controanalisi a cura dell'Istituto superiore di sanità. L'uomo, dipendente dell’Unilever di Casalpusterlengo, è ricoverato in un primo tempo in terapia intensiva all'ospedale di Codogno», in provincia di Lodi, ma le sue condizioni sono ritenute molto gravi ed è stato deciso il trasferimento all’ospedale Sacco di Milano, punto di riferimento nazionale per le bioemergenze insieme all'istituto Spallanzani. Anche la moglie, incinta e che è risultata positiva al test, è stata ricoverata nella struttura milanese. L’uomo era andato a cena con un amico italiano rientrato dalla Cina, che adesso è a sua volta in isolamento al Sacco, dopo essersi spontaneamente recato all’ospedale. Si tratta di un manager che lavora a Fiorenzuola d’Arda e che trascorre la maggior parte dell’anno in Cina. È rientrato in Italia tra il 20 e il 21 gennaio, ma è sempre stato bene, tranne il 10 febbraio, quando ha avuto dei leggeri sintomi influenzali. Adesso sta bene, perciò non si è certi che sia lui il «paziente zero». Il tutto l’indomani della decisione resa nota dalla Regione Emilia-Romagna che ha informato i Comuni e gli asili del territorio sulla Quarantena volontaria di due settimane anche per i bambini, iscritti all’asilo nido, di ritorno dalle aree a rischio della Cina per contrastare i pericoli legati al coronavirus. La nota della Regione stabilisce che siano gli stessi gestori dei nidi, su segnalazione delle singole famiglie rientrate dalla Cina, ad attivare le aziende sanitarie per la “sorveglianza attiva e quotidiana”, proponendo la permanenza volontaria a casa del bambino per 14 giorni. Ma il caso di Fiorenzuola alza il livello dell’attenzione.

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