EMILIA-ROMAGNA: Numeri positivi per Legacoop Romagna, produzione a 7 mld

Economia
EMILIA-ROMAGNA: Numeri positivi per Legacoop Romagna, produzione a 7 mld Un totale di 436 imprese, 26.500 occupati e quasi 379mila soci, con un valore della produzione di circa 7 miliardi di euro e un patrimonio di oltre tre miliardi, ed una capacità di tenuta sul fronte della qualità del lavoro con 9 occupati su dieci che vantano un rapporto a tempo indeterminato. E' lo specchio di Legacoop Romagna – prima organizzazione d'impresa romagnola ad aver acquisito, nel 2013, la dimensione d'area vasta – che oggi a Forlì vive l'assemblea dei delegati, preceduta dall'approvazione delle modifiche statutarie e dalla ratifica del bilancio d'esercizio. Fra i temi affrontati – anticipano Resto del Carlino e Corriere Romagna – innovazione, welfare, riordino istituzionale, promozione della cooperazione. "La cooperazione può avere un ruolo chiave e al prossimo governo chiediamo di riconoscerlo con chiarezza", spiegano Guglielmo Russo e Mario Mazzotti, presidente e direttore generale di Legacoop Romagna.    "Siamo stati in grado di raccogliere la sfida dell'innovazione – sottolineano – ma servono strumenti adeguati per un mondo che cambia. Il programma Impresa 4.0 per quanto apprezzabile non ha un approccio specifico all'impresa cooperativa. Si è affermato il principio del più forte che vince sul più debole e il valore del lavoro collaborativo trova un ostacolo in più ad affermarsi. Noi non ci stiamo". Legacoop Regione chiede a Regione e Governo di rilanciare gli investimenti infrastrutturali con un piano organico. Corridoio adriatico, porto di Ravenna, rete logistica, sistema regionale degli aeroporti e qualificazione della rete ferroviaria sono alcuni dei titoli, insieme al perdurante problema dei collegamenti stradali tra le città romagnole. E di fronte al dissesto idrogeologico che avanza, propone di attivare un grande piano di manutenzione del territorio, dalla collina alle coste, "da finanziare con un aumento della quota degli oneri di urbanizzazione e un fondo del 5% del valore dei pedaggi autostradali in Regione".

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