BOLOGNA: Sardine, piazza stracolma, Santori, “Siamo oltre 40mila”

BOLOGNA: Sardine, piazza stracolma, Santori, "Siamo oltre 40mila" “La piazza è già stracolma di persone. Ci sono già 35, 40mila persone perché anche il parco sul retro di piazza VIII Agosto” la cosiddetta Montagnola “è pieno di persone: questa è l’ennesima dimostrazione che a volte il buon senso, la parola, il non urlare, il non giocare sporco può ancora pagare”. Lo ha detto il leader delle sardine, Mattia Santori, facendo un primo bilancio della manifestazione in corso a Bologna in piazza VIII agosto.

Obiettivo raggiunto per le sardine che hanno riempito piazza VIII Agosto, nel centro di Bologna, per la manifestazione – per l’evento sono stati raccolti 70mila euro con il crowdfunding – che chiuderà ufficialmente la mobilitazione sul territorio in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna. “Avevamo una grande energia da poter sfruttare. Avevamo la possibilità di spendere molti soldi per fare, ad esempio, sponsorizzate su Fb o sul web invece – ha spiegato il leader delle Sardine, Mattia Santori – abbiamo deciso di rimanere nel reale e di farlo organizzando un grande evento culturale con tanti musicisti. Voleva essere una grande festa abbiamo scelto piazza VIII Agosto perché è una piazza molto più grande e più facile da gestire di piazza Maggiore, ma potevamo andare in una piazza grande il doppio”. Santori ha poi specificato che “noi non vogliamo dare lezioni a nessuno, non siamo qui per indicare chi votare. Siamo qui semplicemente per dire che se noi siamo riusciti a fare questo senza un soldo, partendo da una piccola cucina che abbiamo condiviso per anni, vuol dire che c’è davvero tanta speranza e c’è tanto margine di miglioramento”.

 “Non molleremo di sicuro se il centrosinistra perderà le elezioni in Emilia Romagna. Come movimento delle sardine non temiamo una sconfitta della coalizione di centrosinistra, non temiamo la vittoria della Borgonzoni, in questa regione”: lo ha detto Mattia Santori a margine della manifestazione della sardine a Bologna. Una eventuale vittoria in Emilia Romagna della senatrice leghista in corsa per il centrodestra alla guida della regione “la temiamo a livello personale perché sappiamo gli effetti che avrà nei prossimi 5 anni ma non la temiamo come movimento delle sardine – ha ribadito Santori – perché siamo in una fase di costruzione e torneremo a costruire un fenomeno e una dimensione nazionale”.

“Sì al processo” per Matteo Salvini sul caso Gregoretti, dice il leader delle Sardine Mattia Santori che, interpellato sul tema, precisa comunque di parlare “a titolo personale”. “Noi da ottimi spettatori – aggiunge Santori, a margine della manifestazione delle Sardine a Bologna – amiamo osservare quanto avviene in Parlamento. Se fosse per me, personalmente, voterei tutta la vita di andare a vedere cosa è successo nel caso Gregoretti, per andare a vedere se è normale che delle persone rimangano in mare così tanto tempo su una nave italiana. Però – ribadisce – sono tutte opinioni personali”.

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, “Salvini non sa nulla di questa regione”

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, "Salvini non sa nulla di questa regione" “Il fatto che Salvini parli solo di governo o di altro, perché non conosce e non sa nulla dell’Emilia-Romagna, è la dimostrazione che si stanno usando gli emiliano-romagnoli per altri fini e non è giusto. Gli emiliano-romagnoli voteranno per chi dal 27 di gennaio nei prossimi cinque anni li guiderà in questa regione, non altro”. Così Stefano Bonaccini a margine di un’iniziativa elettorale nel Bolognese.

“Faremo due grandi scelte nei primi cento giorni: estendere l’asilo nido a coloro che non ce l’hanno e un grande investimento di nuovo sul tema della non autosufficienza”. Ha poi annunciato il governatore. “E’ vero che siamo quelli col fondo più alto ma siccome si invecchia per fortuna di più c’è bisogno che l’invecchiamento sia un’opportunità e non solo un dramma. Serve un patto con tutto il terzo settore per aumentare la dotazione dei servizi e tenerli alti con la qualità dell’accreditamento”.

“Ho sentito dire alla mia avversaria che toglierà l’Irap e l’Irpef in cinque anni. Assistiamo davvero al festival delle barzellette. Vorrebbe dire che il bilancio della regione Emilia-Romagna salterebbe oppure che si chiude tutta la sanità pubblica”. Ha proseguito Stefano Bonaccini, presidente ricandidato dell’Emilia-Romagna, parlando a Castel San Pietro Terme, nel Bolognese in riferimento a Lucia Borgonzoni.

“Che una forza politica si preoccupi di diventare sempre più aperta ad altre istanze, a portare dentro nuova linfa di partecipazione credo che sia un fatto molto positivo. Ma, davvero, sinceramente, di questo me ne occuperò eventualmente dopo il 27 gennaio e me ne vorrò occupare da nuovo presidente della regione Emilia-Romagna”. Ha poi risposto a chi chiedeva un commento al rinnovamento del Partito Democratico annunciato dal segretario Zingaretti.

BOLOGNA: Parla Prodi, “il Colle non m’interessa e poi i 101 sono ancora lì”

BOLOGNA: Parla Prodi, "il Colle non m'interessa e poi i 101 sono ancora lì" “Prima di andare in pensione a me piaceva fare il premier. Questo sì che mi piaceva, ma non ho mai puntato alla presidenza della Repubblica. E non ci penso certo ora. Peraltro, quegli oltre 101 che in Parlamento votarono contro di me, ci sono ancora”. Lo afferma l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi in un’intervista al Corriere della Sera in cui parla di politica estera e delle elezioni in Emilia-Romagna. Sullo scacchiere internazionale, “l’Ue è condannata all’irrilevanza finché procediamo separati. Questa impossibilità di trovare una linea comune produce la paralisi”, osserva Prodi. Quanto all’Italia, “ha perso il ritmo. La politica estera richiede continuità”. In merito alla tenuta dell’esecutivo, “nelle votazioni parlamentari continua a vincere in modo netto, però nelle cose umane c’è sempre l’imprevisto. Ci sono obiettivi vitali che dovrebbero essere più forti delle ragioni di frattura. Se prevale l’interesse particolare, può accadere la stessa cosa che successe a me con Bertinotti, il quale abbatté il governo e se stesso”, dichiara Prodi. Sulle liti nei giallorossi, “servono programmi e non dogmatismi. Questa alleanza è stata messa in piedi in grande velocità, mentre richiedeva tempo, come è accaduto in Germania e in Austria. Si può passare dall’odio all’amore solo se si entra in una fase propositiva su nuovi temi. L’economia deve essere il vero campo da gioco”. In Emilia-Romagna “penso che Bonaccini vincerà. In ogni caso, le ricadute del voto sul governo dipenderanno piuttosto dai possibili nuovi equilibri dentro le forze di maggioranza e di opposizione, afferma Prodi. Quanto a Matteo Salvini, che parla di liberare la regione, “ma liberarla da cosa? L’Emilia-Romagna è una terra libera. E per di più qui ci sono redditi più elevati e maggior tasso di occupazione”. L’ex premier spiega che non scenderà in piazza con le sardine – “perché non voglio danneggiarle” – e smentisce di essere dietro al movimento: “Magari fossi stato in grado io di creare un movimento del genere”. Sulla possibilità che le sardine siano determinanti per Bonaccini, “di sicuro hanno condizionato Salvini, e penso che stiano convincendo la gente ad andare a votare”.

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, “con me sei liste, Lega vuole dividere la regione” | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, "con me sei liste, Lega vuole dividere la regione" | VIDEO Il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini attacca la Lega ai nostri microfoni: “vogliono dividere la regione in due”, ci ha detto.

“Stiamo completando la coalizione, penso che saranno, alla fine, tra forze politiche e movimenti civici, sei liste o giù di lì”. Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente uscente ricandidato dell’Emilia-Romagna, a margine di un convegno a Cesena sul nuovo sistema di marketing territoriale dei comuni della Valle del Savio. “Tra pochi giorni – prosegue – potremo dire quale sarà la definitiva collocazione delle varie sigle e delle varie liste”. Sarà “una bella coalizione, plurale, larga, molto civismo insieme ai partiti perché dobbiamo parlare di Emilia-Romagna e non di cosa succede nel Paese, non di cosa succede nei singoli comuni.  Una campagna elettorale – afferma il governatore dem – nella quale io sto cercando di riportare un dibattito che la destra e la mia avversaria cerca di far diventare la spallata al governo Conte. Gli emiliano-romagnoli  – aggiunge – voteranno per la loro regione e dal 27 di gennaio a guidare l’Emilia-Romagna ci sarà Stefano Bonaccini o Lucia Borgonzoni. Non Salvini, non Zingaretti, non Di Maio, non la Meloni”.

Lucia Borgonzoni vuole dividere l’Emilia dalla Romagna? “Beh più che la Borgonzoni un po’ di gente che le sta attorno”. Ha poi affermato Stefano Bonaccini parlando a Cesena. “Lo dico perché ci sono dei fatti concreti. Due anni fa, al consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, la prima volta che si votò al sottoscritto il mandato ad andare a trattare con l’allora governo Gentiloni il tema dell’autonomia, il gruppo della Lega votò contro con i suoi rispettivi componenti che sbandieravano le bandiere emiliane o romagnole dicendo che avrebbero raccolto, lo disse anche Jacopo Morrone persona autorevole della Lega, 80mila firme per chiedere la secessione della Romagna dall’Emilia, cioè separare le due entità e farne due regioni diverse. Un progetto a mio parere surreale che ci indebolirebbe. Oggi la sfumano in una richiesta di autonomia, ma partiamo da lì”. “A me – aggiunge il governatore Pd – quello che interessa dire è che la Romagna è un territorio fortissimo che ha bisogno di una sua vocazione, anche di autonomia dal punto di vista magari di un’unica provincia che deve però stare insieme all’Emilia”.

“Nel prossimo mandato, se toccherà di nuovo a me e a noi, io penso che la Regione dovrà dar vita a una società di gestione di manutenzione delle strade provinciali insieme alle province”. ha poi proseguito Bonaccini. “Abbiamo visto che in questi anni, col calo di risorse assegnate alle province, non è andata come si pensava. Questo è un territorio (la Romagna, ndr) che difficilmente ha visto problemi di manutenzione con le buche nelle strade ma negli ultimi anni questo è successo. Noi spesso affianchiamo le province mettendo risorse, noi che non dovremmo metterle, allora a quel punto forse vale la pena fare una cosa di questo tipo. Va studiata normativamente per come metterla in campo – conclude il governatore dem – ma secondo me darebbe una bella risposta ai problemi di manutenzione di questi anni”.

EMILIA-ROMAGNA: Si va verso il plastic-free, la Regione “un esempio per il governo” | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Si va verso il plastic-free, la Regione "un esempio per il governo" | VIDEO Al via il piano, ‘svolta ecologica, non tasse ma incentivi’

Imprimere una “svolta vera” alla lotta all’inquinamento dalla plastica. Così la Regione Emilia-Romagna lancia il suo piano verso il ‘plastic free’: 15 azioni basate su tre pilastri – riconvertire, ridurre e ripulire – per ridurre drasticamente plastica monouso, passare a materiali alternativi ed ecocompatibili incentivando la riconversione aziendale, ripulire fiumi, mare e spiagge. Un piano ambizioso, approvato dalla Giunta nell’ultima seduta, e per il quale sono pronti da subito quasi due milioni di euro. “Fra un anno entra in vigore la direttiva europea sulla plastica – spiega il presidente Stefano Bonaccini presentando il piano in Regione – Dobbiamo tutti impegnarci per una svolta ecologica e ambientale. Su questi temi è in ritardo il mondo, guardiamo a cosa è accaduto ieri in termini di cambiamenti climatici nei disastri che hanno colpito Venezia, Matera e altre parti d’Italia”. Il piano emiliano-romagnolo “non introduce un solo euro di tasse, ma va a mettere incentivi e risorse per buone pratiche, riconversioni delle filiere produttive”. Un modo, aggiunge Bonaccini, per indicare anche al Governo la strada su questi temi, Governo da cui il governatore si “aspetta” modifiche sulla ‘plastic tax’ ipotizzata in manovra. “C’è bisogno di una svolta ecologica – afferma Bonaccini – ma contemporaneamente non vogliamo perdere un solo posto di lavoro, anzi con la green economy vogliamo crearne qualcuno di nuovo”. Tra le azioni previste, si partirà dagli uffici regionali con la sostituzione progressiva di tutti i prodotti in plastica monouso: nelle mense, nei bar di ospedali, scuole, aziende, spiagge, stabilimenti balneari, sagre, eventi sportivi. Ci sono poi un progetto speciale di raccolta delle plastiche abbandonate e lo studio di incentivi per promuovere la vendita di prodotti ‘alla spina’ negli esercizi commerciali. Una cabina di regia avrà il compito di monitorare l’attuazione del piano e verificarne l’impatto su ambiente ed economia.

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