EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, “caso Jolanda surreale, io serenissimo”

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, "caso Jolanda surreale, io serenissimo" “Parlano gli atti. Noi abbiamo sostenuto quel Comune nei cinque anni precedenti, con tantissime risorse, anche se è piccolo, abbiamo cercato di stare di fianco a tutti. E quando si arriva a parlare di dipendenti comunali, pensi cosa ci può entrare un presidente di Regione”. Lo ha detto Stefano Bonaccini, rispondendo durante 24 Mattino su Radio24 a una domanda sul caso di Jolanda di Savoia, comune del Ferrarese il cui sindaco ha fatto un esposto, denunciando che dopo la decisione della vicesindaca Elisa Trombin di appoggiare la candidata leghista Lucia Borgonzoni alle elezioni regionali, Bonaccini avrebbe fatto pressioni perché tre Comuni limitrofi rifiutassero di condividere alcuni dipendenti. “Non vedo l’ora che ci confrontiamo in tribunale, sono la persona più tranquilla e serena di questo mondo”, ha detto. E dell’audio di cui parla il sindaco? “Io non ho nulla da aggiungere, visto che c’è un esposto all’autorità giudiziaria, non vedo l’ora che eventualmente mi chiamino. È la cosa più surreale che mi sia capitata. Dell’onestà ho fatto la mia bandiera di vita e del mio impegno politico”.

RICCIONE: La sindaca posta articolo di sei anni fa, Bonaccini, “Si vergogni”

RICCIONE: La sindaca posta articolo di sei anni fa, Bonaccini, "Si vergogni" C’è polemica dopo che la sindaca di Riccione Renata Tosi ha postato su Facebook e poi cancellato un articolo di stampa di sei anni fa spacciandolo per attuale dove si raccontava di indagini in corso ai vari gruppi consiliari in Regione nei quali spiccava il nome di Bonaccini e altri. “Se si arriva a mentire, sapendo di mentire, per colpire l’avversario vuol dire che non si hanno argomenti”, dice il presidente ricandidato dell’Emilia-Romagna. “All’epoca – prosegue – fui indagato, al pari di quasi tutti i consiglieri regionali, per l’utilizzo dei fondi ai gruppi. Chiesi immediatamente di essere ascoltato dai magistrati per chiarire la mia posizione e in pochi giorni la cosa si chiuse perché il fatto non sussisteva. La sindaca si vergogni”, conclude

BOLOGNA: Sardine, piazza stracolma, Santori, “Siamo oltre 40mila”

BOLOGNA: Sardine, piazza stracolma, Santori, "Siamo oltre 40mila" “La piazza è già stracolma di persone. Ci sono già 35, 40mila persone perché anche il parco sul retro di piazza VIII Agosto” la cosiddetta Montagnola “è pieno di persone: questa è l’ennesima dimostrazione che a volte il buon senso, la parola, il non urlare, il non giocare sporco può ancora pagare”. Lo ha detto il leader delle sardine, Mattia Santori, facendo un primo bilancio della manifestazione in corso a Bologna in piazza VIII agosto.

Obiettivo raggiunto per le sardine che hanno riempito piazza VIII Agosto, nel centro di Bologna, per la manifestazione – per l’evento sono stati raccolti 70mila euro con il crowdfunding – che chiuderà ufficialmente la mobilitazione sul territorio in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna. “Avevamo una grande energia da poter sfruttare. Avevamo la possibilità di spendere molti soldi per fare, ad esempio, sponsorizzate su Fb o sul web invece – ha spiegato il leader delle Sardine, Mattia Santori – abbiamo deciso di rimanere nel reale e di farlo organizzando un grande evento culturale con tanti musicisti. Voleva essere una grande festa abbiamo scelto piazza VIII Agosto perché è una piazza molto più grande e più facile da gestire di piazza Maggiore, ma potevamo andare in una piazza grande il doppio”. Santori ha poi specificato che “noi non vogliamo dare lezioni a nessuno, non siamo qui per indicare chi votare. Siamo qui semplicemente per dire che se noi siamo riusciti a fare questo senza un soldo, partendo da una piccola cucina che abbiamo condiviso per anni, vuol dire che c’è davvero tanta speranza e c’è tanto margine di miglioramento”.

 “Non molleremo di sicuro se il centrosinistra perderà le elezioni in Emilia Romagna. Come movimento delle sardine non temiamo una sconfitta della coalizione di centrosinistra, non temiamo la vittoria della Borgonzoni, in questa regione”: lo ha detto Mattia Santori a margine della manifestazione della sardine a Bologna. Una eventuale vittoria in Emilia Romagna della senatrice leghista in corsa per il centrodestra alla guida della regione “la temiamo a livello personale perché sappiamo gli effetti che avrà nei prossimi 5 anni ma non la temiamo come movimento delle sardine – ha ribadito Santori – perché siamo in una fase di costruzione e torneremo a costruire un fenomeno e una dimensione nazionale”.

“Sì al processo” per Matteo Salvini sul caso Gregoretti, dice il leader delle Sardine Mattia Santori che, interpellato sul tema, precisa comunque di parlare “a titolo personale”. “Noi da ottimi spettatori – aggiunge Santori, a margine della manifestazione delle Sardine a Bologna – amiamo osservare quanto avviene in Parlamento. Se fosse per me, personalmente, voterei tutta la vita di andare a vedere cosa è successo nel caso Gregoretti, per andare a vedere se è normale che delle persone rimangano in mare così tanto tempo su una nave italiana. Però – ribadisce – sono tutte opinioni personali”.

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, “Salvini non sa nulla di questa regione”

EMILIA-ROMAGNA: Bonaccini, "Salvini non sa nulla di questa regione" “Il fatto che Salvini parli solo di governo o di altro, perché non conosce e non sa nulla dell’Emilia-Romagna, è la dimostrazione che si stanno usando gli emiliano-romagnoli per altri fini e non è giusto. Gli emiliano-romagnoli voteranno per chi dal 27 di gennaio nei prossimi cinque anni li guiderà in questa regione, non altro”. Così Stefano Bonaccini a margine di un’iniziativa elettorale nel Bolognese.

“Faremo due grandi scelte nei primi cento giorni: estendere l’asilo nido a coloro che non ce l’hanno e un grande investimento di nuovo sul tema della non autosufficienza”. Ha poi annunciato il governatore. “E’ vero che siamo quelli col fondo più alto ma siccome si invecchia per fortuna di più c’è bisogno che l’invecchiamento sia un’opportunità e non solo un dramma. Serve un patto con tutto il terzo settore per aumentare la dotazione dei servizi e tenerli alti con la qualità dell’accreditamento”.

“Ho sentito dire alla mia avversaria che toglierà l’Irap e l’Irpef in cinque anni. Assistiamo davvero al festival delle barzellette. Vorrebbe dire che il bilancio della regione Emilia-Romagna salterebbe oppure che si chiude tutta la sanità pubblica”. Ha proseguito Stefano Bonaccini, presidente ricandidato dell’Emilia-Romagna, parlando a Castel San Pietro Terme, nel Bolognese in riferimento a Lucia Borgonzoni.

“Che una forza politica si preoccupi di diventare sempre più aperta ad altre istanze, a portare dentro nuova linfa di partecipazione credo che sia un fatto molto positivo. Ma, davvero, sinceramente, di questo me ne occuperò eventualmente dopo il 27 gennaio e me ne vorrò occupare da nuovo presidente della regione Emilia-Romagna”. Ha poi risposto a chi chiedeva un commento al rinnovamento del Partito Democratico annunciato dal segretario Zingaretti.

BOLOGNA: Parla Prodi, “il Colle non m’interessa e poi i 101 sono ancora lì”

BOLOGNA: Parla Prodi, "il Colle non m'interessa e poi i 101 sono ancora lì" “Prima di andare in pensione a me piaceva fare il premier. Questo sì che mi piaceva, ma non ho mai puntato alla presidenza della Repubblica. E non ci penso certo ora. Peraltro, quegli oltre 101 che in Parlamento votarono contro di me, ci sono ancora”. Lo afferma l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi in un’intervista al Corriere della Sera in cui parla di politica estera e delle elezioni in Emilia-Romagna. Sullo scacchiere internazionale, “l’Ue è condannata all’irrilevanza finché procediamo separati. Questa impossibilità di trovare una linea comune produce la paralisi”, osserva Prodi. Quanto all’Italia, “ha perso il ritmo. La politica estera richiede continuità”. In merito alla tenuta dell’esecutivo, “nelle votazioni parlamentari continua a vincere in modo netto, però nelle cose umane c’è sempre l’imprevisto. Ci sono obiettivi vitali che dovrebbero essere più forti delle ragioni di frattura. Se prevale l’interesse particolare, può accadere la stessa cosa che successe a me con Bertinotti, il quale abbatté il governo e se stesso”, dichiara Prodi. Sulle liti nei giallorossi, “servono programmi e non dogmatismi. Questa alleanza è stata messa in piedi in grande velocità, mentre richiedeva tempo, come è accaduto in Germania e in Austria. Si può passare dall’odio all’amore solo se si entra in una fase propositiva su nuovi temi. L’economia deve essere il vero campo da gioco”. In Emilia-Romagna “penso che Bonaccini vincerà. In ogni caso, le ricadute del voto sul governo dipenderanno piuttosto dai possibili nuovi equilibri dentro le forze di maggioranza e di opposizione, afferma Prodi. Quanto a Matteo Salvini, che parla di liberare la regione, “ma liberarla da cosa? L’Emilia-Romagna è una terra libera. E per di più qui ci sono redditi più elevati e maggior tasso di occupazione”. L’ex premier spiega che non scenderà in piazza con le sardine – “perché non voglio danneggiarle” – e smentisce di essere dietro al movimento: “Magari fossi stato in grado io di creare un movimento del genere”. Sulla possibilità che le sardine siano determinanti per Bonaccini, “di sicuro hanno condizionato Salvini, e penso che stiano convincendo la gente ad andare a votare”.

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