RAVENNA: Blocco trivelle, a rischio migliaia di posti di lavoro

RAVENNA: Blocco trivelle, a rischio migliaia di posti di lavoro Sembra ormai certa la sospensione di diciotto mesi dell’attività di ricerca di idrocarburi. Nel Ravennate sono a rischio migliaia di posti di lavoro. 

 

 

C’è preoccupazione in Romagna per quello che a tutti gli effetti sembra essere l’ennesimo colpo basso all’economia del nostro Paese. Dopo l’ultimo braccio di ferro tra Lega e 5 Stelle, il governo ha deciso una moratoria di 18 mesi per la ricerca di idrocarburi su tutto il territorio nazionale, aumentando inoltre di 25 volte i canoni di concessione. Un duro colpo in particolare per il Ravennate, dove il settore oil&gas garantisce lavoro a migliaia di persone, molte delle quali ora sono a rischio. Nelle scorse ore la Regione Emilia-Romagna, per bocca dell’assessora Palma Costi, ha garantito di voler correre ai ripari, per quanto di sua competenza, per cerca di salvaguardare questo settore strategico. Sono mille le imprese regionali, con circa 10mila lavoratori diretti e altre decine di migliaia per l’indotto. Secondo l’esecutivo regionale, il blocco è anacronistico e crea solo un danno all’economia. “La transizione verso le fonti rinnovabili è già iniziata – viene ricordato – ma è ovvio che nella fase intermedia il gas naturale rappresenti una necessità”. E’ infatti vero che se sul fronte italiano dell’Adriatico le trivelle verranno bloccate, ad esempio dal lato croato le attività proseguiranno normalmente. E non è difficile intuire che il materiale da estrarre sia lo stesso. Con questa iniziativa il nostro Paese sarà quindi sempre più costretto ad acquistare fonti energetiche dall’estero, in un nome di un falso ambientalismo. Le attività di estrazione nel Ravennate vanno avanti da 50 anni e al momento si sono registrati zero incidenti. Tuona anche Confindustria Romagna che definisce questa scelta un “suicidio industriale” invitando tutti a una prossima manifestazione di piazza.

ROMAGNA: Strage a Corinaldo, il cordoglio di Bonaccini, la preoccupazione dei gestori dei locali | VIDEO

ROMAGNA: Strage a Corinaldo, il cordoglio di Bonaccini, la preoccupazione dei gestori dei locali | VIDEO Una tragedia che non si deve ripetere. Così i gestori dei locali romagnoli rispondono a quanto successo a Corinaldo, nell’anconetano dove la notte di festa per il concerto di Sfera Ebbasta si è trasformata in una notte da dimenticare. 6 morti e 7 feriti gravi. Difficile controllare l’entrata di spray urticanti che già in altre occasioni hanno creato scompiglio e vittime.  In provincia di Ravenna era accaduto esattamente un anno fa che ignoti spruzzassero spray al peperoncino durante un concerto di Sfera Ebbasta. In quell’occasione il trapper milanese si stava per esibire all’Onyx Club di Russi davanti a una sala gremita di giovani quando, attorno all’una, l’aria del locale era all’improvviso diventata irrespirabile a causa dell’uso di uno spray al peperoncino. L’intervento della sicurezza aveva però scongiurato il peggio: la direzione della discoteca aveva poi fatto evacuare il locale rinviando il concerto di almeno un’ora. Voglio esprimere la mia profonda vicinanza e solidarietà, anche a nome di tutti i cittadini emiliano-romagnoli, alle famiglie delle giovani vittime e ai feriti con l’augurio di pronta e piena guarigione”.  Così il presidente della Regione e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, si è espresso sulla tragedia della discoteca di Corinaldo. “La mia vicinanza e solidarietà al sindaco e alla comunità di Corinaldo e a Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, per la nuova dura prova cui sono sottoposti i cittadini marchigiani, in attesa che si faccia piena luce sulla vicenda. Questo tributo di giovani morti è assurdo, una tragedia che lascia attoniti e che mai dovrebbe accadere”, conclude.

EMILIA-ROMAGNA: Febbre del Nilo, assessore Venturi “siamo alla coda dell’epidemia”

EMILIA-ROMAGNA: Febbre  del Nilo, assessore Venturi “siamo alla coda dell'epidemia” “Siamo alla coda dell’epidemia di West Nile. Abbiamo ancora persone ricoverate in terapia intensiva da 20-25 giorni e speriamo di riuscire a guarirle, ma non è escluso che possa accadere che qualcuno di loro non ce la faccia”. Lo ha affermato Sergio Venturi, assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna. Le rilevazioni su animali e zanzare, ha aggiunto Venturi, hanno dimostrato una circolazione significativamente inferiore del virus. L’assessore ha annunciato per il prossimo anno lo stanziamento di ulteriori risorse ma i Comuni che non fanno disinfestazioni saranno segnalati. In merito alle vaccinazioni dei bambini ha invece affermato Venturi che nell’ultima settimana c’è stata una corsa alla regolarizzazione che fa ben sperare. La vaccinazione, ha concluso l’assessore, è un gesto fatto per i propri figli e un atto di responsabilità per altri che non possono farlo e non possono stare in nidi e materne dove ci sono bimbi che non sono stati immunizzati.

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