EMILIA-ROMAGNA: Servono 450mila mascherine, vademecum per produrle | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Servono 450mila mascherine, vademecum per produrle | VIDEO 350mila chirurgiche, più altre 90mila di tipo ‘qualificato’, le ormai celebri FFP3 e FFP2. E’ questo il fabbisogno di mascherine giornaliero per il solo settore sanitario dell’Emilia-Romagna. Per questo la Regione ha deciso di attivarsi per facilitare le aziende che intendono produrre gli strumenti di protezione individuale, compresi disinfettanti, materiale sanitario e tutto ciò che è necessario in risposta all’epidemia. Sul sito della Regione è consultabile un vademecum per le aziende interessate. Cosa fare quindi in caso si voglia produrre mascherine chirurgiche? Le imprese devono inviare all’Istituto Superiore di Sanità un’autocertificazione nella quale dichiarano quali sono le caratteristiche tecniche delle mascherine e che le stesse rispettano i requisiti di sicurezza. Entro tre giorni le aziende devono trasmettere all’ISS ogni elemento utile alla validazione delle mascherine. Ci sono infatti alcune informazioni minime richieste: serve tra l’altro indicare se il dispositivo è monouso e sterile, da quanti strati è formato e quali sono i materiali che lo compongono, qual è il potere di filtrazione, descrivere il confezionamento. Per essere idonee, le mascherine devono rispondere a questi due requisiti: devono essere testate e risultare conformi allo standard EN 14683 e allo standard ISO 10993; e devono essere prodotte da un’azienda che ha un sistema qualità. In Emilia-Romagna i laboratori in grado di dichiarare la conformità sono l’ateneo bolognese e il Tecnopolo di Mirandola. L’Istituto Superiore di Sanità, entro tre giorni dalla ricezione del materiale, si pronuncia sull’idoneità delle mascherine. In caso di valutazione negativa, l’azienda ne cessa immediatamente la produzione.

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, crollano i nuovi positivi ma 95 decessi in 24 ore

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, crollano i nuovi positivi ma 95 decessi in 24 ore Sono 13.531 i casi di positività al Coronavirus, 412 in più di ieri. 50.990 i test refertati, 1.551 in più rispetto a ieri. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in Emilia-Romagna.

Complessivamente, sono 5.896 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (170 in più rispetto a ieri); relativamente contenuto – come si sta verificando negli ultimi giorni – l’aumento di quelle ricoverate in terapia intensiva, che sono 351, 18 in più rispetto a ieri. I decessi sono purtroppo passati da 1.443 a 1.538: 95, quindi, quelli nuovi, di cui 69 uomini e 26 donne.
Al tempo stesso, continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.227 (86 in più rispetto a ieri), 926 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 301 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.
Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 21 residenti nella provincia di Piacenza, 25 in quella di Parma, 12 in quella di Reggio Emilia, 14 in quella di Modena, 16 in quella di Bologna, 2 in quella di Ravenna, 4 in quella di Rimini, 1 decesso si riferisce a un residente fuori regione. Pertanto, nessun nuovo decesso si registra nel territorio imolese, nella provincia di Ferrara né in quella di Forlì-Cesena.
Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.516 (41 in più rispetto a ieri), Parma 1.859 (50 in più), Reggio Emilia 2.208 (62 in più), Modena 2.137 (43 in più), Bologna 1.619 (115 in più), Imola 253 (14 in più), Ferrara 306 (6 in più), Ravenna 568 (15 in più), Forlì-Cesena 683 (di cui 343 a Forlì, 25 in più rispetto a ieri, e 340 a Cesena, 16 in più), Rimini 1.382 (25 in più).

IL COMMENTO DI VENTURI

“Non facciamo troppo conto sui numero di oggi ma abbiamo diversi elementi che ci inducono a essere moderatamente soddisfatti”. Così il commissario all’emergenza Covid in Emilia-Romagna Sergio Venturi nella consueta diretta Facebook di oggi. “Il lunedì è un giorno in cui i viaggi in ambulanza aumentano, forse perché si aspetta il medico di famiglia. I dati sono positivi ma abbiamo bisogno di conferme. I casi in più di positività sono 412, un numero così basso – ha sottolineato – non lo avevamo mai visto. Se fosse confermato sarebbe un deciso decremento ma non voglio che nessuno si illuda, io per primo”.

Tamponi ‘drive through’
La metodologia ‘drive through’ – che prevede l’esecuzione del tampone, in maniera veloce e sicura, sulla persona a bordo della propria automobile – affianca l’attività dei tamponi a domicilio. Due gli obiettivi: valutare in tempi più rapidi persone clinicamente guarite (prive dei sintomi dell’infezione) che necessitano di effettuare il tampone due volte a distanza di almeno 24 ore uno dall’altro, prima di essere dichiarate guarite a tutti gli effetti; e al tempo stesso, eseguire i tamponi anche su persone che presentano sintomi lievi.
La prima apertura è avvenuta il 14 marzo a cura dell’Azienda sanitaria di Bologna presso la sede del Dipartimento a San Lazzaro di Savena. Ma anche questa attività sta progressivamente estendendosi a tutto il territorio regionale.
A Reggio, dopo la prima struttura nella camera calda del vecchio Pronto Soccorso, sono state attivate oggi le strutture ‘Drive in’ per l’esecuzione di tamponi su appuntamento a Castelnovo ne’ Monti e Guastalla, nelle tende fornite dalla Protezione Civile. Domani saranno attivati i punti Drive in a Correggio, Montecchio e Scandiano. I tamponi vengono effettuati alle persone a fine quarantena, in alternativa alle visite a domicilio che richiedono tempi più lunghi, con risparmio di numero di operatori e dispositivi di protezione personale.
A Parma è partita la modalità drive through per l’esecuzione dei tamponi per i sintomatici lievi e gli asintomatici. Le persone vengono chiamate dall’Azienda e, con la propria auto, si recano nella sede del Dipartimento di sanità pubblica a Parma, dove è stata installata la tenda, e alle due postazioni presenti all’Ospedale di Vaio a Fidenza (tenda) e all’Ospedale di Borgotaro, dove viene utilizzata l’ex-camera calda del Punto di primo intervento ora chiuso temporaneamente.
Anche a Modena dal 23 marzo si effettua il test in auto, non solo per accertare la guarigione di chi non ha più sintomatologia, ma anche per i casi di sospetto Coronavirus che, presentando solo sintomi lievi, riescono a spostarsi in auto. Questa modalità, già applicata con successo da alcune settimane per gli operatori sanitari Ausl, rende possibile razionalizzare sia l’utilizzo delle risorse professionali sia quello dei dispositivi di protezione degli operatori sanitari coinvolti. In aggiunta, riduce il carico sugli dell’Assistenza Domiciliare e dell’Igiene Pubblica permettendo così una risposta alla cittadinanza più rapida e modulata sulle diverse condizioni cliniche.
A Cesena la modalità drive through è partita oggi pomeriggio ed è finalizzata all’esecuzione dei tamponi per la verifica di avvenuta guarigione degli asintomatici dichiarati guariti clinicamente. Le persone, convocate dal Dipartimento di Sanità Pubblica, si recano con la propria auto presso il parcheggio dell’ospedale Bufalini, adiacente alla Piastra Servizi, dove è stata allestita la tenda dalla Protezione civile. A Forlì è stata aperta, sempre ad opera della Protezione civile regionale, una struttura – non ancora operativa – dove si effettueranno i tamponi in auto non appena sarà avviata l’attività.

Oltre 5.000 (5.016) i posti letto aggiuntivi già allestiti su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini

Da Piacenza a Rimini, continua senza sosta il lavoro all’interno della rete ospedaliera per attuare il piano di rafforzamento dei posti letto disposto dalla Regione. Da ieri a oggi, sono stati allestiti altri 21 posti letto per i pazienti colpiti da Coronavirus, che complessivamente passano da 4.995 a 5.016, tra ordinari (4.475) e di terapia intensiva (541).
Nel dettaglio: 735 posti letto a Piacenza (di cui 45 per terapia intensiva), 1.136 a Parma (65 terapia intensiva), 730 a Reggio (55 terapia intensiva), 536 a Modena (90 terapia intensiva), 907 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (158 terapia intensiva, di cui 16 a Imola), 272 a Ferrara (32 terapia intensiva), 700 in Romagna (in particolare: 258 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 113 Ravenna, di cui 12 per terapia intensiva a cui si aggiungono ulteriori 8 posti messi a disposizione da Villa Maria Cecilia di Cotignola per la terapia intensiva; 71 Lugo, di cui 10 per terapia intensiva; 89 Forlì, di cui 10 per terapia intensiva; 120 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva).
Per quanto riguarda gli ospedali Covid, si conferma su Parma l’attivazione da parte dell’ospedale Piccole Figlie (ad oggi 25 posti letto Covid attivati sui 30 messi a disposizione) e della casa di cura Val Parma Hospital (ad oggi attivati tutti i 40 messi a disposizione). Sempre in provincia di Parma sono stati attivati ulteriori 20 posti letto da parte della casa di cura Città di Parma.
Per la provincia di Modena è attivo l’Ospedale di Comunità di Fanano, riconvertito a struttura Covid.
Già pronti come Covid hospital quello del Delta di Ferrara (92 posti letto aggiuntivi per acuti, 4 subintensivi e 6 intensivi), che si affianca all’hub del Sant’Anna, e – per la Romagna – l’ospedale di Lugo, con 44 posti letto Covid attivati a cui si aggiungerà quello di Riccione che al momento ha attivato 41 posti letto per acuti; entrambi da affiancare agli hub di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena.
Sul resto del territorio regionale restano confermate a Piacenza la Casa di Cura Sant’Antonino e il San Giacomo per complessivi 120 posti letto, l’Ospedale di Comunità di Bobbio, Castel San Giovanni e Fiorenzuola; a Parma il padiglione Barbieri e il padiglione 26 dell’ospedale Maggiore (hub), Fidenza e Borgo Taro; a Reggio Emilia, a supportare l’hub Arcispedale Santa Maria Nuova in città, oltre a Guastalla si è aggiunto Scandiano e la struttura Villa Verde con 40 nuovi posti letto; a Modena opera come hub il Policlinico (Baggiovara dà supporto sia per l’area intensiva che per i pazienti in fase acuta) e sono pronti Carpi (dove è già attiva per pazienti Covid anche la Terapia Intensiva con 15 posti letto), Mirandola e Sassuolo; a Bologna, nell’hub del Sant’Orsola, è entrato in funzione il padiglione Covid, il 25, oltre al Bellaria, già Covid hospital che funzionerà come tale anche per l’imolese.
Sempre a Bologna, nell’ambito del nuovo accordo con l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) si sono aggiunte le case di cura Villalba e Villa Erbosa, entrambe dotate di posti letto per la Terapia Intensiva e Villa Laura con 32 nuovi posti letto attivati. Infine, in provincia di Bologna sono attivi posti letto per pazienti Covid anche presso l’ospedale di S. Giovanni in Persiceto (52 letti) e Bentivoglio (14 per acuti e 11 letti di terapia intensiva)

Le attività dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile
Proprio in queste ore, dal Dipartimento nazionale della protezione civile sta arrivando un significativo quantitativo di dispositivi di protezione individuale di vario tipo; sono attualmente in corso l’inventariazione e la distribuzione, che sarà rendicontata domani nel consueto aggiornamento pomeridiano.
Dall’inizio dell’emergenza a ieri, tra Dipartimento nazionale e donazioni sono pervenute in Emilia-Romagna 555.000 mascherine ffp2, 95.430 ffp3, 12.800 occhiali protettivi, 31.168 tute, 1.888.300 mascherine chirurgiche, 718.00 guanti, 2.600 camici, 3.000 copri scarpe, 2.000 copricapo; 3.597.000 mascherine del tipo Montrasio.

Volontariato
Sonostati 355 i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati ieri, domenica 29 marzo; dall’inizio dell’emergenza, si contano 8.329 giornate. Le principali attività hanno riguardato: supporto alle Ausl nel trasporto degenti con ambulanze (Cri e Anpas), per un totale di 135 volontari;  supporto ai Comuni per le varie attività di assistenza alla popolazione (196 volontari, con una crescente presenza degli scout Agesci); 24 volontari sono stati impegnati nelladisinfezione e sanificazione dei mezzi di soccorso. Su richiesta pervenuta dall’Ausl Romagna, è stata montata una tensostruttura per la sanificazione delle ambulanze presso la sede riminese della Croce Verde di Novafeltria, con la collaborazione del Coordinamento provinciale del volontariato di Rimini.

32 i punti triage attivi in regione
Sono 32 i punti-triage attivi in Emilia-Romagna (10 davanti alle carceri, 22 davanti agli ospedali): 3 in provincia di PC (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni); 3 in provincia di PR (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro); 3 in provincia di RE (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla); 5 in provincia di MO (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo e Modena città); 3 nella città metropolitana di BO (davanti al Sant’Orsola e al Maggiore, e a Imola); 2 in provincia di FE (Argenta e Cento); 1 in provincia di FC (Meldola); 1 in provincia di RA (Ravenna città); 1 nella Repubblica di San Marino. /EC 

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, 97 morti a 762 positivi in 24 ore, trend calante

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, 97 morti a 762 positivi in 24 ore, trend calante Sono 10.816 i casi di positività al Coronavirus in Emilia Romagna, 762 in più di ieri.42.395 i test refertati, 4.350 in più sempre rispetto a ieri. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione. Crescono i decessi, passati da 1.077 a 1.174: 97, quindi, quelli nuovi, di cui 64 uomini e 33 donne.  Riguardano 29 residenti nella provincia di Piacenza, 16 in quella di Parma, 10 in quella di Reggio Emilia, 10 in quella di Modena, 13 in quella di Bologna (nessuno nel territorio imolese), 4 in quella di Ferrara, 1 in quella di Ravenna, 4 in quella di Forlì-Cesena (2 nel territorio di Forlì), 9 in quella di Rimini e 1 residente fuori regione. In crescita in Emilia Romagna anche  le guarigioni, che raggiungono quota 792 (71 in più rispetto a ieri), 668 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 124 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.  Complessivamente, sono 4.680 le persone in isolamento a casa, con sintomi lievi, sette in più rispetto ieri le persone ricoverate in terapia intensiva (301 in totale) .

“E’ un trend positivo rispetto a tutte le giornate precedenti, questo ci fan ben sperare”. Lo ha affermato Sergio Venturi, commissario per l’emergenza coronavirus in Emilia-Romagna, a commento dei dati odierni sui contagiati in regione. “Sappiamo bene che siamo in un’area molto aleatoria, abbiamo bisogno di consolidare i dati”, ha aggiunto, sottolineando come si inizino ad avere “indicatori significativamente migliori rispetto agli ultimi giorni”.  Sulle 71 guarigioni certificate, Venturi si è detto convinto che “sono meno di quelle che sappiamo esserci”, questo perché ci sono “ritardi nell’esecuzione del secondo tampone di controllo che, se negativo, certifica la guarigione”. I pazienti ricoverati nelle terapie intensive degli ospedali emiliano-romagnoli sono 7 in più di ieri. “Tutti i trasporti in ambulanza eseguiti per coronavirus – ha rimarcato Venturi – sono in calo. Reggio Emilia e Piacenza si stanno attestando su valori uguali, Parma è più in alto ma in calo. Questo indicatore ci dice l’andamento della malattia in tempo reale, non di diversi giorni fa”, ha spiegato. “Ferrara è sotto controllo, a Bologna e Modena si registrano ogni tanto dei picchi” e parlando poi della Romagna, il commissario ha elogiato i cittadini riminesi: “i loro sforzi stanno dando risultati prima del previsto, mentre stabile è lo scenario a Forlì-Cesena e Ravenna sebbene con un aumento di contagi sopra la media regionale”. Resta il tema delle case protette: “Sono focolai che quando partono vanno spesso a toccare molti anziani”, ha raccontato Venturi. “In questi luoghi – ha aggiunto – abbiamo bisogno di mantenere alta la disponibilità di dispositivi di protezione per tutti gli operatori sanitari”.

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, superata quota 10mila contagi

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, superata quota 10mila contagi Coronavirus, l’aggiornamento: 10.054 i casi positivi in Emilia-Romagna, 800 in più rispetto a ieri. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 4.265. 721 le guarigioni (+ 163)

I pazienti in terapia intensiva sono 294, 3 in più di ieri. Aumentano purtroppo i decessi, che arrivano a 1.077: 92 in più. Quasi 4.323i posti letto aggiuntivi già allestiti in tutta la regione. Dalla protezione civile nazionale arrivati 148 ventilatori polmonari: a breve altri 55 acquistati direttamente dalla Regione

Bologna –10.054 i casi di positività al Coronavirus, 800 in più di ieri. 38.045 i test refertati, 4.518 in più sempre rispetto a ieri. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in Emilia-Romagna.

Complessivamente, sono 4.265 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (273 in più rispetto a ieri); aumentano di poche unità quelle ricoverate in terapia intensiva, chesono 294, 3 in più rispetto a ieri. Ma crescono purtroppo i decessi, passati da 985 a 1.077: 92, quindi, quelli nuovi, di cui 60 uomini e 32 donne.

Al tempo stesso, continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 721 (163 in più rispetto a ieri), 608 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 113 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 23 residenti nella provincia di Piacenza, 16 in quella di Parma, 9 in quella di Reggio Emilia, 14 in quella di Modena, 17 in quella di Bologna (2 nel territorio imolese), 3 in quella di Ferrara, 3in quella di Ravenna, 3in quella di Forlì-Cesena (3 nel territorio di Forlì), 2in quella di Rimini e 2 residenti fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.122 (141 in più rispetto a ieri), Parma 1.525 (90 in più), Reggio Emilia 1.586 (149 in più),  Modena 1.533 (179 in più), Bologna 1.107 (di cui Bologna 899, 123 in più rispetto a ieri, e 208  Imola, 16 in più),  Ferrara 204 (14 in più rispetto a ieri), Ravenna 387 (19 in più), Forlì-Cesena 454 (di cui 215 a Forlì, 4 in più rispetto a ieri, e 239 a Cesena, 13 in più),  Rimini 1.136 (52 in più). 

EMILIA-ROMAGNA: Non basta il virus, agricoltura in crisi per le gelate

EMILIA-ROMAGNA: Non basta il virus, agricoltura in crisi per le gelate Ad aggravare la situazione difficile per l’emergenza sanitaria in corso, le imprese agricole riportano danni ingenti causati dalle gelate. Facciamo il punto.

 

“E’ un disastro”. Così Marcello Bonvicini, presidente regionale di Confagricoltura, descrive lo stato del comparto agricolo regionale a causa delle inaspettate gelate delle scorse ore. A essere colpite duramente, come se non bastassero già i problemi causati dal diffondersi del coronavirus, sono state “le principali colture frutticole: 5000 ettari di terreni coltivati ad albicocco, 3500 di susine, ben 10mila ettari di pesche e nettarine a cui si aggiungono circa 1800 di ciliegie. “Ringraziamo  per il tempestivo supporto l’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, con il quale lavoreremo nei prossimi giorni al fine di effettuare una attenta stima dei danni”, sottolinea il presidente dell’organizzazione agricola, che in un momento così difficile racconta come  il 50-60% delle aziende colpite dalle gelate notturne non avrebbe una copertura assicurativa perché, nel pieno dell’emergenza Covid-19, l’attivazione avrebbe subito un drastico rallentamento. Danni si sono avuti in tutta la pianura ma anche in collina. Il gelo, che ha portato i termometri fino a -5,-6 gradi, non ha risparmiato nemmeno i kiwi e i kaki che erano già in fiore. La Regione Emilia-Romagna non ha mancato di sottolineare la pronta riposta al comparto negli ultimi giorni: 55 milioni di euro liquidati dall’inizio dell’emergenza e vari provvedimenti di aiuto alle aziende. Forte il pressing sull’Unione Europea per ulteriori misure.

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