RAVENNA: Omicidio Desiante, scena muta in aula per Madalin Palade | VIDEO

Cronaca
RAVENNA: Omicidio Desiante, scena muta in aula per Madalin Palade | VIDEO Si è tenuta ieri l’ultima udienza per quanto riguarda l’omicidio del pizzaiolo Rocco Desiante, avvenuto il 4 ottobre 2018 a Castiglione di Cervia. La sentenza è attesa tra poche settimane, nel frattempo la difesa ha cercato di smontare le prove contro l’imputato. Un paio di scarpe modello Nike Air Max 90. Questa una delle tracce principali sulla quale si basa l’accusa di omicidio mossa nei confronti di Madalin Costantin Palade, il 20enne di origine rumena, accusato di aver massacrato di botte il pizzaiolo pugliese Rocco Desiante nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 2018 a Castiglione di Cervia, provincia di Ravenna. E proprio su questa prova si è concentrato il dibattimento di lunedì, l’ultimo prima della sentenza. L’avvocato dell’imputato ha infatti cercato di smontare la tesi dell’accusa secondo la quale l’impronta trovata nell’appartamento dove si è consumato l’omicidio provenga proprio dalle scarpe del giovane rumeno. “Esistono 9 differenti tipi di scarpe con la stessa suola” ha detto la difesa, composta dagli avvocati Carlo Benini e Silvia Spadolini, che hanno presentato un’indagine merceologica a sostegno della loro tesi. Nel corso dell’udienza è stato ripercorso ogni attimo di quella tragica notte. Desiante  viene visto per l’ultima volta in un  bar, dove si era fermato con alcuni amici per guardare un partita di calcio. Poi torna a casa, o meglio, in un appartamento di proprietà di un amico dove si trovava da qualche giorno, in attesa di tornare in Puglia. Li il suo corpo viene ritrovato il 7 ottobre  con decine di lesioni inferte da un arma del delitto, forse un bastone, in realtà mai ritrovata. Sull’imputato, oltre all’impronta delle scarpe, pesano altri indizi. Primo su tutti, le tracce di sangue trovate nel luogo del delitto e a casa sua, sovrapponibili sia a lui che alla vittima. Quella di lunedì era l’ultima occasione per Paladin di raccontare la sua verità. L’imputato, tuttavia, ha deciso di fare scena muta lasciando parlare i suoi avvocati e attendendo la sentenza, fissata per il 5 dicembre

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