RICCIONE: Congresso Fiom, Camusso critica sulla manovra e ecotassa | VIDEO

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RICCIONE: Congresso Fiom, Camusso critica sulla manovra e ecotassa | VIDEO “Che ci sia un rallentamento della produzione industriale nonché un rallentamento generale di tutta l’economia é oggi certificato”. Lo dice Susanna Camusso, segreteria generale della Cgil, parlando con i giornalisti a margine del ventisettesimo congresso Fiom in svolgimento al palacongressi di Riccione. Camusso commenta i passi indietro dell’esecutivo sulla manovra economica dopo le trattative in sede europea: “Gli ultimi dati degli ammortizzatori sociali sono tutti in crescita, ho qualche dubbio che si potesse continuare a immaginare un livello di crescita come quelli comparsi nel documento economico e finanziario presentato dal governo. I nuovi numeri della manovra sono a noi sconosciuti, non saprei bene cosa dire in merito”. “L’unico incontro che abbiamo avuto con il governo é stato con il presidente del consiglio qualche giorno fa e numeri non ne sono stati fatti”. Prosegue Susanna Camusso al congresso FIOM di Riccione in merito al dibattito sulla manovra economica. “La sensazione é un po’ insopportabile, si continua a non capire di cosa stiamo discutendo, il fatto che ogni giorno cambino le cifre indica da un lato che non c’è nessuna chiarezza su qual é il progetto di paese che hanno e dall’altro di quali intenzioni concrete ci sono. “Quando si annuncia un cambiamento dei regimi fiscali questo ha come effetto una stasi”. Lo ha detto Susanna Camusso al ventisettesimo congresso FIOM commentando l’ipotesi ecotassa sui veicoli più inquinanti. “L’annuncio che é stato fatto dal governo é sembrato del tutto punitivo sopratutto da parte di chi non ha grandi risorse. Temo – prosegue Camusso – che questa continua logica dell’improvvisazione rispetto agli annunci e alle modalità che ci sono, blocca dei processi che andrebbero fatti”. Sulla critica di Fca alla proposta di ecotassa sulle auto Camusso replica indicando come la multinazionale “sia in netto ritardo sulle nuove motorizzazioni e sulla produzione. Forse dovrebbero proporsi come accelerare i processi di innovazione invece di decidere di rimanere all’antica e far ricadere sui lavoratori questa scelta di arretratezza.

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