RIMINI: Bufera Acqua Arena e Tecnopolo, rivelato il nome di un “faccendiere” | VIDEO

Cronaca
RIMINI: Bufera Acqua Arena e Tecnopolo, rivelato il nome di un “faccendiere” | VIDEO Emergono nuovi elementi sull’inchiesta giudiziaria che ha travolto gli appalti dell’Acqua Arena e del Tecnopolo di Rimini. Lunedì sera in commissione ha preso la parola l’ex assessore ai Lavori Pubblici Roberto Biagini, l’autore di un esposto in Procura che ha fatto scoppiare il caso nel 2016. Nell’aula Biagini ha rivelato il nome di un soggetto definitogli da alcuni dirigenti come “vicino al partito di Modena”, un certo Mirko Ragazzi, che lo avrebbe potuto aiutare a risolvere grane burocratiche su grandi progetti del Comune. Biagini ha aggiunto che questo “facilitatore”, secondo quanto gli è stato riferito, avrebbe fatto pressioni su dei dipendenti comunali. Biagini afferma: “Per quello che mi ha riportato il presidente del Car Marco Bellocchi, per il fatto che a suo dire già altri imprenditori e tecnici si erano rivolti all’autorità giudiziaria per il comportamento che teneva questo soggetto, ho fatto una piccola relazione”. Piccola ma che ha avrebbe fatto scoppiare anche un caso politico, “suscitando le ire del sindaco perché non avevo detto niente a lui (sulla presentazione dell’esposto, ndr), ma non era mio compito né mio obbligo dire niente al sindaco, bensì solo all’autorità giudiziaria, il sindaco ha messo il veto alla mia candidatura alla lista del PD, nonostante il partito avesse chiesto la mia disponibilità”. Nella commissione la Lega ha presentato una mozione. “Ogni atto amministrativo deve essere assistito dalla massima trasparenza – ha detto Marzio Pecci, capogruppo della Lega Nord a Rimini -, purtroppo a Rimini questo non è accaduto”. L’amministrazione comunale rimarca la distinzione tra le vicende Acqua Arena e Tecnopolo. Nella prima il Comune si è definito parte lesa nel processo, perché il raggruppamento Axia viene accusato di aver presentato un documento falso. Per il Tecnopolo vi sono invece anche dei funzionari pubblici indagati. Il 28 maggio parte il processo con 18 persone accusate a vario titolo di reati che vanno dal falso alla turbativa d’asta. L’impianto mai realizzato della piscina comunale Acqua Arena a Rimini sarà destinato ad una nuova location. Questo dopo il fallimento del gruppo di imprese che avrebbe dovuto realizzarla in via della Fiera e dopo la successiva inchiesta giudiziaria.

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