ROMAGNA: Processo Aemilia, condannato a 37 anni barista di Riccione | VIDEO

Cronaca
ROMAGNA: Processo Aemilia, condannato a 37 anni barista di Riccione | VIDEO Anche la Riviera romagnola è stata lambita dall’inchiesta del maxi processo Aemilia. “La criminalità organizzata è ben radicata da anni in Emilia-Romagna e ora nessuno può più chiudere gli occhi”. È quanto hanno detto in coro associazioni ed esponenti delle istituzioni emiliano-romagnole dopo la lettura della sentenza di primo grado di mercoledì. E se gli affari sporchi hanno avuto l’epicentro nella parte alta della regione, secondo la ricostruzione dei magistrati di Reggio-Emilia c’era chi, legato a una cosca della ‘ndrangheta, andava a pulire i soldi delle attività illecite nella frequentata costa, attraverso l’impiego di esercizi commerciali. Per i giudici, con questo intento il calabrese Michele Bolognino avrebbe gestito a Riccione, insieme al fratello Francesco, un bar-tabacchi e una pasticceria. Sono due i filoni d’inchiesta che hanno riguardato il primo dei fratelli, per i quali è stato condannato in totale, sempre in primo grado, a 37 anni di carcere. Al secondo è stata invece esclusa l’associazione mafiosa: la sua pena si ferma a 6 anni e 10 mesi. Assolti gli imprenditori del circondario riminese che erano entrati in affari con i fratelli calabresi. Per loro è “la fine di un incubo” dato che avevano sempre affermato di essere ignari dell’attività dei Bolognino finita sotto accusa, e che non avevano l’intenzione di favorire il radicamento mafioso sul territorio. Con 120 condanne e 1.223 anni di carcere inflitti con la sentenza di mercoledì, si è squarciato anche in Emilia-Romagna il velo dell’indifferenza sulla presenza delle mafie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi