ROMAGNA: Puleto, 5,6 milioni di aiuti dallo Stato, polemiche sulla distribuzione dei fondi | VIDEO

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ROMAGNA: Puleto, 5,6 milioni di aiuti dallo Stato, polemiche sulla distribuzione dei fondi | VIDEO E’ stato approvato il decreto legge che stabilisce i risarcimenti per imprese e lavoratori coinvolti nella chiusura del Ponte Puleto, sull’e45. I fondi sono quindi in arrivo anche se le associazioni di categoria denunciano un problema per quanto riguarda l’assegnazione dei contributi. Ammonta a 10 milioni la cifra stanziata dal Governo come risarcimento a lavoratori e imprese danneggiate dalla chiusura del ponte Puleto, che per sei mesi nel 2019 aveva di fatto sospeso il principale collegamento tra Romagna e Toscana tagliando in due l’Italia. I fondi erano stati inseriti nel decreto legge già lo scorso 30 aprile ma sono stati messi ufficialmente a disposizione solo pochi giorni, praticamente a un anno dalla chiusura del ponte. Di questi 10 1,2milioni andranno alla Toscana, 3,2 all’Umbria e la fetta più grossa 5,6 milioni all’Emilia-Romagna. Partirà quindi a breve un nuovo tavolo di confronto tra Stato e Regioni per stabilire come distribuire le risorse. Il decreto spiega che sarà destinata “Un’indenità di trattamento pari al massimo dell’integrazione salariale a partire dal 16 gennaio 2019 e per un massimo di 6 mesi a favore dei lavoratori del settore privato, compreso quello agricolo, impossibilitati a prestare l’attività lavorativa in tutto o in parte”Questo per quanto riguarda i lavoratori dipendenti che non abbiano già avuto accesso agli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda i titolari di aziende la questione è invece più complicata. Il decreto prevede un contributo una tantum di 15mila euro per le imprese che sono state costrette a sospendere l’attività. Qui però sorge un problema di tipo gustosamente lessicale. Molte aziende infatti sono state costrette ad abbassare la loro mole di lavoro anche dell’80% ma hanno fatto i salti mortali proprio per evitare di sospendere il loro lavoro e, ora, proprio per via di questo cavillo, rischiano di rimanere a bocca asciutta. Per loro ci sono stati i contributi regionali (500mila euro che non possono certo risolvere i problemi di tutti), per quanto riguarda quelli statali, si vedrà.

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