SAN MARINO: Presentata legge di iniziativa popolare sull’aborto | VIDEO

Attualità
SAN MARINO: Presentata legge di iniziativa popolare sull'aborto | VIDEO San Marino fa parte di quel sei percento di paesi, quasi tutti del Sud del mondo, in cui l’aborto è ancora illegale. Ora, per la prima volta nella sua storia, arriva una proposta di legge di iniziativa popolare per depenalizzare l’interruzione di gravidanza. Anche la Commissione Pari Opportunità ha deciso di sostenerla per uscire – come afferma la sua presidente – “dal Medioevo in cui viviamo oggi”. “Dopo aver votato a maggioranza – spiega Mabel Nancy Martinazzo, presidente della Commissione Pari Opportunità -, la Commissione ha deciso di sostenere il comitato pro Ivg per appoggiare la libertà di scelta della donna. Solo se le donne si sentono libere di scegliere, diminuirà la percentuale di aborti”. Ad oggi a San Marino il feto è tutelato sin dal concepimento. La donna ha meno tutele. Per lei e per chi l’aiuta nell’aborto sono previsti da tre a sei anni di carcere anche se la gravidanza è il frutto di una violenza sessuale o di un incesto. Nel tempo sono state introdotte alcune eccezioni. Fino a poco fa la donna non poteva abortire nemmeno se rischiava la vita con la gravidanza. Non esistono statistiche su quante sammarinesi scendano ogni anno dal Titano all’ospedale di Rimini per praticare l’aborto. Alcune ricerche internazionali rivelano che il tasso di aborti è più basso laddove l’interruzione di gravidanza è regolamentata e dove vi è una più diffusa cultura della prevenzione delle gravidanze indesiderate. Nei prossimi giorni la legge verrà portata di fronte al Consiglio grande e generale di San Marino e bisognerà vedere se i progressisti riusciranno a strappare un risultato storico ai conservatori. "Il ricorso all’aborto – spiega la Commissione – aumenta nei paesi dove l’interruzione volontaria della gravidanza è vietata o fortemente limitata, l’accesso alla contraccezione è difficile e dove lo Stato non attua politiche in tema di prevenzione e Pianificazione Familiare. Inoltre è noto che il divieto all’interruzione volontaria della gravidanza non ha mai impedito alle donne di abortire, ha solo spinto molte di loro (quelle più fragili economicamente) ad abortire in modo autonomo, non sicuro e controllato, con gravi rischi per la loro salute e la propria vita (si stima che circa 26.000 donne muoiono all’anno per aborti insicuri)". La Commissione Pari Opportunità è "favorevole all’idea che la genitorialità debba essere una scelta cosciente e responsabile da parte di donne o coppie che abbiano la volontà ed il desiderio di inserire il nascituro in un progetto di vita o familiare consapevole, tuttavia comprende che non tutte le gravidanze sono volute e desiderate e che uno Stato Laico, dopo aver intrapreso tutte le azioni possibili a sostegno della genitorialità o volte alla prevenzione delle gravidanze indesiderate, debba comunque garantire alle proprie cittadine la possibilità di accedere all’interruzione volontaria della gravidanza in modo sicuro, gratuito e nel pieno esercizio della propria libertà di scelta".

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