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CERVIA: Omicidio Musiani, i 4 restano in carcere, "Indizi solidi" | VIDEO
CRONACA - Restano in carcere i quattro giovani fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Nell’ordinanza il Gip parla di indizi “oltremodo solidi” e ricostruisce gli elementi raccolti dagli investigatori. Sono “oltremodo solidi” gli indizi a carico dei quattro giovani tra i 19 e i 23 anni fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Così scrive il Gip Andrea Galanti nell’ordinanza con cui ha confermato la custodia in carcere per i quattro residenti nel Forlivese. Al centro dell’inchiesta ci sono gli accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna, coordinati dalla Procura. Un lavoro fatto di pedinamenti, audizioni di testimoni, analisi delle celle telefoniche e controlli dei varchi stradali, che ha permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti successivi alla morte del 53enne. Tra gli elementi citati nell’ordinanza c’è anche una telefonata anonima arrivata il 27 luglio alla caserma dei Carabinieri di Ravenna. A chiamare un uomo che si trovava in Marocco, ma che ha riferito di vivere a Meldola. Il confidente ha raccontato che nella comunità marocchina meldolese circolava la voce secondo cui uno dei responsabili dell’omicidio fosse un giovane della cittadina forlivese. Secondo la stessa segnalazione, dopo la morte di Musiani il ragazzo si sarebbe allontanato dalla Romagna. Ma un peso particolare nell’inchiesta sembra averlo avuto un’intercettazione telefonica del 30 luglio. A parlare sono un 18enne di Forlì e un amico. Nel corso della conversazione vengono fatti alcuni nomi di giovani marocchini di Meldola indicati come coinvolti. Il 18enne, pur cercando di prendere le distanze dai fatti, conferma la presenza di alcune persone sul piazzale e, parlando di un possibile trasferimento in Marocco, fa riferimento a “un tentato omicidio” Ora, con la conferma della custodia cautelare, l’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio la dinamica e il ruolo di ciascuno dei quattro giovani. A fare chiarezza saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e le carte processuali.
FAENZA: Scompare a 35 anni, il suo sogno continua, raccolta fondi per gatti randagi | VIDEO
È scomparso a soli 35 anni, il 21 marzo scorso, dopo oltre tre anni di malattia. Alessandro Donati, di Faenza, aveva immaginato un progetto dedicato agli animali in difficoltà, la realizzazione di un rifugio per gatti. A distanza di mesi dalla sua scomparsa, il fratello Michael e la famiglia hanno deciso di portare avanti quel sogno. Prosegue così la raccolta fondi a sostegno di Bertinogatti ODV, l’associazione che da anni si occupa del recupero, della cura e della tutela dei gatti randagi sul territorio di Bertinoro. L’obiettivo è quello di trasformare progressivamente l’idea di Alessandro in una realtà concreta, creando un rifugio che possa diventare un punto di riferimento stabile. La struttura dovrebbe sostenere nel tempo il lavoro delle volontarie di Bertinogatti e offrire una risposta più organizzata e strutturata al problema del randagismo in territorio. La famiglia di Alessandro ha scelto così di continuare un progetto che per lui era importante, trasformando il suo ricordo e la sua sensibilità verso gli animali in un impegno tangibile. La raccolta fondi proseguirà per creare, passo dopo passo, tutte le condizioni necessarie alla realizzazione del rifugio tanto sognato da Alessandro.
BOLOGNA: Ferragosto, sotto le Torri è boom di turisti | VIDEO
Bologna arriva a Ferragosto con tanti visitatori in centro. Gli hotel sfiorano l’80% di occupazione e oltre metà delle prenotazioni arriva dall’estero.