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CERVIA: Omicidio Musiani, il minorenne arrestato esce dal carcere

CRONACA - Esce dal carcere minorile il 17enne accusato di aver preso parte all'omicidio di Nicola Musiani, il 53enne ucciso ad agosto a Pinarella di Cervia, picchiato a morte da un gruppo di persone in concorso con il minore. Erano stati arrestati in precedenza anche altri quattro giovani, maggiorenni, nell'ambito delle indagini della Procura di Ravenna. La decisione di scarcerare il minore e di concedergli la misura cautelare della permanenza in casa è stata la gip Anna Filocamo, all'esito dell'interrogatorio di garanzia che si era tenuto nei giorni scorsi, accogliendo le richieste della difesa. La giudice avrebbe valutato il quadro accusatorio, attenuato e ridimensionato, ha riferito il legale, e l'atteggiamento di collaborazione del ragazzo. Al vaglio della difesa un'istanza perché il ragazzo venga autorizzato a uscire di casa per motivi di studio, per frequentare la scuola.

RIMINI: Stalking con 1.600 chiamate, indagati ex marito e complice

È un'accusa di stalking per procura quello che ha portato al divieto di avvicinamento per due uomini di origine albanese. Sarebbero il mandante - come lo definisce il gip Alessandro Capodimonte nella sua ordinanza di misura cautelare - e l'esecutore materiale. Entrambi sono indagati per atti persecutori nei confronti della moglie del mandante. L'indagine dei carabinieri di Rimini, coordinata dal sostituto Procuratore, Luca Bertuzzi ha documentato 1.600 chiamate tra marzo e luglio, accompagnate da appostamenti e pesanti intimidazioni via social ai danni di una giovane donna di origine albanese. Destinatari della misura del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico l'ex marito, un 51enne albanese, definito il mandante degli atti persecutori, e un suo presunto complice di 26 anni. Secondo le indagini dei carabinieri, dopo la fine del matrimonio la donna si era trasferita per lavoro in un hotel di Misano Adriatico nel tentativo di rimanere nascosta. I due uomini però l'avrebbero rintracciata, mettendo in atto incursioni sul posto di lavoro, aggressioni ai familiari e messaggi intimidatori con minacce di violenze fisiche.

BOLOGNA: Malori al 118, ex coordinatore fa appello, 'fu suggestione collettiva'

Una "suggestione collettiva" che ha visto Claudio Tacconi, ex coordinatore della centrale del 118 dell'ospedale Maggiore, finire al centro dei sospetti di chi lavorava con lui. E' l'immagine che utilizza il suo difensore, l'avvocato Gabriele Bordoni, nell'atto di appello depositato contro la condanna a due anni per lesioni e stalking ai danni dei suoi colleghi, per avergli somministrato farmaci mescolati ad alimenti e bevande, oltre che per simulazione di reato. Secondo la difesa, che ha impugnato la sentenza emessa dal Gup del tribunale bolognese il 6 maggio, chiedendo l'assoluzione perché i fatti non sussistono o quantomeno non costituiscono reato, per difetto di dolo, contro l'imputato c'è una "convergenza di elementi descrittivi accusatori tuttaltro che univoca". E "le congetture, anche se plausibili, devono pur sempre fare i conti con la razionalità e la logica più comune, ed è allora che spesso soccombono".

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