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RIMINI: Omicidio Pierina, Dassilva non risponde alle domande del Gip

CRONACA - L’uomo arrestato a Rimini per l’omicidio di Pierina Paganelli, Louis Dassilva, si è avvalso questa mattina della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia che si è svolto in carcere. Il 34enne di origine senegalese è difeso dall’avvocato Riario Fabbri e non ha risposto alle domande del gip Vinicio Cantarini e del sostituto procuratore Daniele Paci. Louis Dassilva “si è sempre dichiarato innocente”. Così l’avvocato Riario Fabbri che difende l'uomo in carcere con l’accusa di aver ucciso a Rimini la 78enne Pierina Paganelli. “Sta bene, l’ho trovato bene ed è sereno”, aggiunge il legale conversando  coi cronisti fuori dal carcere di Rimini. Col mio assistito “abbiamo avuto un breve colloquio prima dell’interrogatorio di garanzia che si è poi concluso velocemente. Abbiamo parlato di quali sono le prossime mosse e che cosa andremo a fare”. Sull’impianto accusatorio “ora faremo delle valutazioni, abbiamo l’ordinanza e copia degli atti, valuteremo tutto e ci muoveremo”, spiega il legale ai cronisti. Adesso “andiamo a vedere al Riesame cosa succede”, aggiunge.    (in foto l'avvocato Riario Fabbri che difende Dassilva - Migliorini-Adriapress)

BOLOGNA: Vigilessa uccisa, Riesame, "lui voleva eliminare il problema"

Per il tribunale del Riesame di Bologna è "tutt'altro che remota" l'ipotesi che Giampiero Gualandi possa aver finito per non reggere più la pressione emotiva esercitata su di lui dagli atteggiamenti "assillanti o persecutori" di Sofia Stefani, "fino a perdere il controllo al punto da vedere nell'eliminazione fisica della persona che costituiva il proprio problema l'unica via d'uscita percorribile per riguadagnare la perduta stabilità psicologica". Lo scrivono i giudici, motivando la decisione di confermare la custodia cautelare in carcere per il 62enne ex comandante della polizia locale di Anzola Emilia, accusato dalla Procura dell'omicidio volontario aggravato dell'ex collega 33enne, con cui aveva avuto una relazione: Stefani è stata uccisa il 16 maggio negli uffici del comando della Polizia locale. Il collegio sottolinea le esigenze cautelari, confermando quanto deciso dal Gip: l'assenza di precedenti e l'aver vissuto onestamente, come sostenuto dalla difesa, per i giudici sono dati "relegati in assoluto secondo piano, scadendo ad elementi puramente formali, a fronte di un femminicidio efferato, realizzato sparando alla vittima con l'arma di ordinanza, e soprattutto, architettato pensando nel contempo anche alla giustificazione postuma per cercare di simulare la tragica fatalità". Il Riesame smonta infatti la versione difensiva di un incidente, un colpo partito per errore durante una colluttazione. Diversi elementi raccolti dall'indagine smentiscono l'ipotesi che avesse l'arma casualmente in ufficio per pulirla: si tratterebbe di un pretesto. Gualandi, viene ricostruito, si era premunito della pistola, prelevandola dall'armeria, per usarla contro di lei, ben sapendo o comunque ritenendo altamente prevedibile che Stefani sarebbe piombata nel suo ufficio (per un incontro chiarificatore sul loro rapporto). Inverosimile è anche l'aggressione da parte della 33enne.

RIMINI: Cadavere tra tavolini del bar e anziana morta in spiaggia, ipotesi morti naturali

Due persone morte trovate questa mattina a Rimini nel giro di poche ore. Il primo in piazza Cavour intorno alle 5 quando il corpo di un uomo di 58 anni è stato trovato tra i tavolini di un bar chiuso. L'uomo, originario di Canosa di Puglia, 58 anni, è stato identificato tramite la tessera della Caritas. Verso le 8.20 un bagnante ha ritrovato sulla battigia del bagno 21 di Rimini il cadavere di un'anziana di 90 anni, originaria di Genova, ma residente a Coriano. La donna è stata identificata dalla capitaneria di porto di Rimini. Entrambi i decessi sono considerati per cause naturali, ma per il 58enne la Procura ha disposto l'autopsia. (ANSA).

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