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METEO: Cieli grigi e leggere piogge per martedì 10 Febbraio

METEO24 EMILIA ROMAGNA - Nel 10 febbraio 2026, l'Emilia-Romagna si presenta con condizioni meteorologiche variabili, caratterizzate principalmente da piogge leggere e nebbia. La giornata è dominata da una generale umidità nell'aria causata da precipitazioni moderate e assenza di vento nella maggior parte della regione. A Bologna, Ferrara, Modena, Parma e Reggio Emilia, si registrano piogge leggere, creando un'atmosfera umida e grigia. Le temperature sono tiepide per la stagione, con una media intorno agli 8°C a Bologna, toccando i 10°C a Ferrara e mantenendosi su 7°C a Modena e Reggio Emilia. L'assenza di vento contribuisce a un'ulteriore sensazione di staticità nell'aria. Le città di Cesena e Piacenza sperimentano rovesci di pioggia leggeri, con temperature di circa 9°C a Cesena e 6°C a Piacenza. Quest'ultima registra la temperatura più bassa della giornata, pur restando su valori tipici invernali. Anche qui, il vento è assente, mantenendo l'ambiente umido. Forlì, Ravenna e Rimini sono invece avvolte dalla nebbia, che limita la visibilità e crea un'atmosfera ovattata. Le temperature si aggirano intorno ai 10°C a Forlì e Ravenna, e 9°C a Rimini. Tuttavia, a Ravenna e Rimini, una leggera brezza rompe la monotonia, rendendo l'aria leggermente più fresca. L'assenza generale di vento su quasi tutta la regione contribuisce a non disperdere l'umidità, accentuando la percezione di un clima freddo-umido. I residenti sono invitati a prestare attenzione alla visibilità ridotta, soprattutto in aree nebbiose, e a considerare l'uso di abbigliamento impermeabile per affrontare le lievi precipitazioni.

Thumbnail RAVENNA: 16 mesi dopo l'alluvione riapre la Caserma di Traversara | VIDEO

RAVENNA: 16 mesi dopo l'alluvione riapre la Caserma di Traversara | VIDEO

La caserma dei carabinieri ha riaperto le sue porte al pubblico a 16 mesi dalla devastante alluvione che nel settembre del 2024 mise in ginocchio la frazione di Traversara di Bagnacavallo, nel Ravennate. Il 19 settembre la piccola frazione romagnola, a causa della rottura improvvisa dell'argine del fiume Lamone, venne invasa da un'enorme quantità di acqua, fango e detriti: ciò causò ingenti danni alle abitazioni e alle attività commerciali così come allo stabile della caserma dell'Arma.  In poco tempo l'acqua allagò completamente gli uffici della struttura militare rendendoli inagibili. Solo qualche giorno dopo fu possibile quantificare i danni: da subito ci si rese conto che erano superiori rispetto alle prime stime e che un'importante opera di ripristino doveva essere messa in campo. Per mantenere la caserma quale punto di riferimento per la comunità, era stata impiegata una Stazione mobile che riuscì a garantire un servizio di controllo del territorio e di prossimità.  Il reparto fu ripiegato nella vicina Stazione di Villanova di Bagnacavallo. Ma ogni giorno, soprattutto nelle prime settimane, i carabinieri di Traversara effettuarono continui servizi esterni, soprattutto in ore serali, per evitare lo sciacallaggio delle abitazioni rimaste isolate. Il Provveditorato, sensibilizzato dall'Arma, ha finanziato e iniziato i lavori nel gennaio 2025 affidandoli a una società edile del territorio che in meno di un anno ha concluso gli interventi su piano terra, archivi, sistemi di comunicazione, consolidamento delle fondamenta, rifacimento degli impianti elettrici e idraulici e sanificazione degli ambienti.

Thumbnail EMILIA-ROMAGNA: Foibe ed esodo, dialogo in Regione con studenti | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Foibe ed esodo, dialogo in Regione con studenti | VIDEO

Una mattinata di studio e confronto per trasformare una pagina complessa della storia italiana in memoria condivisa. In Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, a Bologna, il Giorno del Ricordo è stato dedicato alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori, chiamati a riflettere sulle vicende delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e del confine orientale nel secondo dopoguerra. Dopo i saluti istituzionali del presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri e l’introduzione di Gino Passarini, spazio all’approfondimento storico con la lectio magistralis di Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume. Micich ha definito l’incontro “molto stimolante”, sottolineando come i giovani abbiano posto domande dirette, interrogandosi sul perché questa storia sia stata a lungo dimenticata. “Abbiamo spiegato loro – ha evidenziato – che le ragioni sono state in gran parte ideologiche e politiche”. Un dialogo aperto che ha permesso di chiarire come le vicende del confine orientale siano state a lungo schiacciate da contrapposizioni e silenzi. “Questa storia – ha aggiunto Micich – insegna che totalitarismi e dittature, di destra o di sinistra, producono sempre violenza, persecuzioni e perdita dei diritti fondamentali”. A completare la giornata, le testimonianze degli esuli e la mostra fotografica dell’ANVGD dedicata a Fiume, Istria e Dalmazia, per restituire profondità storica e umana a una memoria ancora fragile ma necessaria.


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