30 NOVEMBRE 2015

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30 NOVEMBRE 2015 - 12:46


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RIMINI: Sicurezza, il comune prova a reagire col "grande fratello" - VIDEO

200mila euro con la speranza di ulteriori fondi regionali. A tanto ammonta il nuovo investimento messo a bilancio dal comune di Rimini per l'installazione, in varie zone “calde” della città, di nuove telecamere di sorveglianza. Dopo i recenti fatti di cronaca, avvenuti sia in pieno giorno che durante la notte, nel capoluogo romagnolo si punta a rafforzare l'attività del cosiddetto “grande fratello” della sicurezza. Attualmente a dire il vero sono già 50 le telecamere attive gestite dalla Polizia Municipale, senza contare le centinaia di apparecchiature private installate dai cittadini e dai commercianti. Nella zona di Miramare, molto calda anche per il problema prostituzione, le telecamere sono operative già dal 2007. Nella recente commissione consiliare a Rimini, è stato fatto il punto della situazione e sono emerse alcune problematiche. In primis la difficoltà nel monitoraggio degli apparati attuali senza operatori dedicati e infine il problema che in pochi hanno aderito al recente protocollo della prefettura, denominato “mille occhi” che permette il collegamento a polizia e carabinieri. Anche per questo le nuove videocamere saranno installate anche in periferia. Intanto in città i residenti si organizzano come possono contro la piaga dei furti nelle abitazioni. Anche nel riminese, come già avviene in altre zone della Romagna, sono nati numerosi gruppi di whatsapp per segnalare alcuni movimenti sospetti, non senza il rischio che arrivino falsi allarmi.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

EMILIA-ROMAGNA: Virus sinciziale, riparte l'immunizzazione dei neonati

Riparte in Emilia-Romagna la campagna per immunizzare i neonati contro il Vrs-Virus respiratorio sinciziale. Nella stagione scorsa, spiegano dalla Regione in una nota, la copertura ha raggiunto l'88% (83% nel 2024/2025) e i ricoveri per Vrs nel primo anno di vita sono diminuiti del 76% rispetto al periodo precedente all'immunizzazione, introdotta nel novembre 2024. La profilassi è volontaria e consiste in una singola dose di anticorpo monoclonale, che protegge per cinque-sei mesi, quindi per tutta la stagione autunnale e invernale. Non è un vaccino: l'anticorpo neutralizza direttamente il virus e gli impedisce di entrare nelle cellule delle vie respiratorie. La Regione mette a disposizione i due anticorpi oggi utilizzabili, nirsevimab e clesrovimab. In attesa delle raccomandazioni del ministero della Salute, la priorità va ai nati tra agosto 2026 (chiamati a partire da ottobre) e marzo 2027, e ai prematuri o ai bambini con patologie che aumentano il rischio. Per chi nasce da ottobre a marzo la dose sarà somministrata nei punti nascita prima della dimissione; per i bambini a rischio saranno coinvolte anche Neonatologie, Pediatrie e Cardiologie pediatriche. I nati da aprile a luglio 2026 potranno riceverla con le Pediatrie di comunità. "A fronte di un aumento della copertura - osserva nella nota l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi - si riducono in modo molto significativo i ricoveri. Ci auguriamo che la campagna trovi ampia adesione". Per informazioni i genitori possono rivolgersi a pediatri di libera scelta, Pediatrie di comunità e Consultori familiari.