7 NOVEMBRE 2015

13:10

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7 NOVEMBRE 2015 - 13:10


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EMILIA ROMAGNA: Un sabato di sciopero dei supermarket - VIDEO

Sarà un sabato diverso dal solito per i consumatori e per i gruppi della grande distribuzione: gli addetti dei centri commerciali e degli ipermercati, infatti, incroceranno le braccia. Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per domani un giorno di sciopero nelle aziende aderenti a Federdistribuzione, Distribuzione cooperativa (supermercati Coop), e Confesercenti. L'astensione dal lavoro interesserà catene come Conad, Coop, Zara, Ikea, Metro, Oviesse e altre ancora. Il contratto nazionale, spiegano i sindacati, è scaduto da due anni, esattamente dal dicembre 2013 e gli stipendi sono bloccati da allora. E finora abbiamo visto solo sacrifici. Infatti, è la posizione dei sindacati, per abbassare il costo del lavoro, le aziende continuano a licenziare e a usare gli ammortizzatori sociali mentre, di conseguenza i carichi di lavoro aumentano. Vogliamo un contratto, un lavoro sostenibile, un salario dignitoso. Sull'altro versante, però,  Federdistribuzione lamenta un atteggiamento di chiusura da parte dei sindacati e ribadisce la volontà di proseguire la negoziazione per arrivare a concludere il contratto, sottolineando che gli aumenti sono possibili purché erogati in un arco di tempo adeguato, il triennio 2016- 2018, e accompagnati da misure di sostenibilità, flessibilità e produttività. La Coop, dal canto suo, si dichiara pronta a garantire alcuni maggiori costi sociali a proprio carico senza modificare i livelli retributivi già acquisiti dal personale oggi presente. La cooperazione, conclude Coop, vuole il rinnovo del contratto nazionale e opererà in tal senso, ma a condizioni che consentano l'equilibrio complessivo necessario per continuare a svolgere la propria funzione sociale. Dopo lo sciopero di domani se le parti nel frattempo non si accorderanno, è già stata fissata un'altra giornata di astensione dal lavoro per sabato 19 dicembre.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

ITALIA: Legge di Bilancio, taglio alle TV e radio locali, a rischio pluralismo e occupazione

Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima  preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella  notte, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza  radiofonica e televisiva locale. La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio  esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un  momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali  e piattaforme globali. Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del  Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto. “In qualità di membro del consiglio nazionale di Aeranti e di direttore della emittente, devo lanciare un grido di allarme perché  siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori. È un atto in totale contraddizione con quanto affermato dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, quando aveva garantito la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio”, dichiara il direttore di Teleromagna, Gianluca Padovani Le Associazioni chiedono l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto  del ruolo del MIMIT, evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per oggi alle ore  18, le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili