16 OTTOBRE 2024

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16 OTTOBRE 2024 - 10:43


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BOLOGNA: Malattia di Huntington, un libro tra destino e speranza | VIDEO

Raccontare una malattia neurodegenerativa ereditaria, complessa, attualmente incurabile e poco conosciuta, nonostante le stime parlino di dieci casi ogni centomila persone: è l'obiettivo del progetto lanciato tre anni fa dall'Associazione Italiana Huntington Emilia-Romagna, che ha portato ad un libro con le testimonianze di malati e familiari

Raccontare una malattia neurodegenerativa complessa, ereditaria, poco conosciuta e attualmente incurabile, attraverso la medicina narrativa. È nato con questo presupposto, non il solo, il progetto dell'Aiher che dopo tre anni ha portato alle stampe un libro, curato dallo psicologo e psicoterapeuta, Vincenzo Alastra, sulla malattia di Huntington. Chi la eredita, ne sviluppa progressivamente i sintomi, generalmente, dai 35 anni in poi, ma non per forza tutti allo stesso modo. “L'incidenza è di dieci individui su centomila persone, quindi è una malattia rara ma non rarissima -spiega la neurologa Cesa Scaglione, responsabile del Centro Malattia di Huntington, all'Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, in prima linea da quasi vent'anni-. È una malattia che comporta un disturbo del movimento, associato a dei disturbi del comportamento e nel tempo con la comparsa di disturbi cognitivi. Di per sé non è la causa di morte del paziente, ma compromette la funzione di organi e apparati, soprattutto quello deglutitorio e respiratorio, e queste sono le principali cause del decesso”. Il primo approccio con la malattia in famiglia, il senso di colpa di chi in casa non la eredita, la difficoltà nel fare il test diagnostico pur sapendo di non avere ad oggi vie di fuga, la complicata (ed ancora troppo sola) vita da caregiver, il pudore nel parlarne, la paura: questo ed altro c'è nel libro, con le testimonianze di malati e familiari anche attraverso foto e poesie. “In Emilia-Romagna i casi noti sono meno di quelli reali, perchè non tutti si rivolgono alle strutture pubbliche e quindi sono censiti -afferma il presidente dell'associazione, Marco Crespi-. Come associazione vogliamo proprio portarli allo scoperto per avere un numero e offrire il nostro supporto”. Chi ha l'Huntington necessita di tante risorse, assistenza continua e terapie mirate. Chi se ne prende cura, di una mano in più e maggior riconoscimento. Tra alti e bassi, la ricerca va avanti e anche a Bologna si stanno sperimentando farmaci sulla gestione dei sintomi. Antonio Fontana, ex presidente Aiher, caregiver prima della moglie e oggi di sua figlia, sa bene quanto sia complicato e quanto “si può fare di più” per quel sostegno imprescindibile di cui hanno bisogno alle famiglie che convivono con la malattia, concludendo: “La fiducia nella ricerca è tanta, ci sono quattro farmaci in sperimentazione che pare siano promettenti. Sono però nelle fasi iniziali e questo vuol dire che possono servire ancora quattro, cinque anni, prima di un farmaco effettivamente efficace. Quattro, cinque anni per una malattia neurodegenerativa, sono tanti”.




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RAVENNA: Svelato il mosaico che adornerà il terminal crociere di Porto Corsini | VIDEO

Storia e sviluppo si intrecciano a Porto Corsini. È stata presentata a Palazzo Rasponi l’estesa e affascinante opera che accompagnerà il transito dei futuri viaggiatori del nuovo terminal crociere a Ravenna.  Trasformerà uno spazio per definizione dedicato al transito per turisti in un nuovo spazio urbano per i cittadini. È questa l'essenza del mosaico che adornerà una parete di 25 metri quadrati di superficie del nuovo terminal crociere di Porto Corsini a Ravenna. Sviluppato con l'intento di raccontare il  profondo legame che intercorre tra la città, il viaggio e il mar Mediterraneo, l'installazione artistica selezionata verrà realizzata dal collettivo artistico CaCO3, che ha sbaragliato la concorrenza presentando un progetto convincente capace di unire lo studio approfondito dei materiali e un'innovativa tecnica compositiva, che è stata in grado di evocare, attraverso giochi di luce e colori che richiamano il mare, “un paesaggio inedito e frastagliato della costa mediterranea. Che guarda al futuro” – ha detto l’architetto che ha seguito il progetto Alfonso Femia. "La volontà era dare a chi viene dal mare - ha spiegato l'architetto - uno spazio di attraversamento funzionale, ma che lo incuriosisse. Con una grande parete che fosse già il primo segnale utile a capire che si sta entrando in un territorio millenario fatto di arte, materia, storia, geografia e personaggi. E che quindi creasse l'impressione di una connessione tra l'opera e l'immaginario che può dare la città di Ravenna. E CaCO3 è riuscito a rispettare il complesso equilibrio tra dimensione dell'opera, spazio pubblico, tempo e viaggio" - ha precisato Femia. La realizzazione dell’opera sarà il frutto di un lavoro corale tra artisti, artigiani e studenti dell’Accademia di Belle Arti. E la sua presentazione ufficiale rappresenta per Ravenna una nuova partenza che culminerà con l’inaugurazione di un’infrastruttura strategica per il turismo capace, secondo le previsioni, di accogliere quasi 400 mila passeggeri all’anno. "Il terminal crociere si presenta come una delle principali porte di accesso alla nostra città; ogni anno accoglierà centinaia di migliaia di viaggiatori - ha annunciato l'assessore alla cultura del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia -. E così abbiamo condiviso con Rccp (Ravenna Civitas Cruise Port) l'ambizione di mescolare tecniche tradizionali e contemporanee per creare questo splendido mosaico".