18 OTTOBRE 2024

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18 OTTOBRE 2024 - 15:16


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EMILIA-ROMAGNA: Corte Conti, sanità promossa, ma critica sull’alluvione

Il giudizio di parifica sul Rendiconto 2023 della Regione Emilia-Romagna, riconosciuto dalla Corte dei Conti, presenta luci e ombre. La Regione ha chiuso il bilancio 2023 con un saldo positivo di 137 milioni di euro, risultato ottenuto senza aumentare la pressione fiscale e con un indebitamento in costante diminuzione: -29,6 milioni di euro rispetto al 2022 e -289 milioni rispetto al 2015 (-43,18%). Il presidente della sezione di controllo della Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna, Marcovalerio Pozzato, ha sottolineato che il giudizio di parificazione evidenzia sia aspetti positivi che negativi. "Dal punto di vista sanitario, l'equilibrio finanziario è garantito, ma solo grazie alla cosiddetta gestione straordinaria e alla coincidenza di circostanze finanziarie favorevoli," ha affermato. "Riusciamo a coprire le spese del settore sanitario grazie ai risparmi e alle risorse disponibili all'interno del bilancio." Tuttavia, secondo Pozzato, "la principale preoccupazione è che è improbabile che queste condizioni favorevoli si ripetano." La Corte dei Conti ha inoltre esaminato l'utilizzo dei fondi destinati alla ricostruzione post-alluvione, criticando la lentezza nella gestione delle risorse. È emerso che meno del 10% dei fondi stanziati nel 2024 è stato effettivamente speso e i controlli sull'avanzamento dei lavori sono risultati inadeguati. La Corte ha richiesto un monitoraggio più rigoroso, suggerendo che i ritardi burocratici stiano rallentando gli interventi necessari. L'assessore al Bilancio, Paolo Calvano, ha replicato affermando che tutte le risorse sono state assegnate, ma i pagamenti vengono effettuati solo dopo il completamento dei collaudi.




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ITALIA: Legge di Bilancio, taglio alle TV e radio locali, a rischio pluralismo e occupazione

Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima  preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella  notte, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza  radiofonica e televisiva locale. La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio  esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un  momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali  e piattaforme globali. Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del  Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto. “In qualità di membro del consiglio nazionale di Aeranti e di direttore della emittente, devo lanciare un grido di allarme perché  siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori. È un atto in totale contraddizione con quanto affermato dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, quando aveva garantito la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio”, dichiara il direttore di Teleromagna, Gianluca Padovani Le Associazioni chiedono l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto  del ruolo del MIMIT, evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per oggi alle ore  18, le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili