EMILIA-ROMAGNA: Alluvione, “Ripensare sistema idrico regionale” | VIDEO
Quali sono state le cause dei nuovi allagamenti in regione e cosa bisogna fare per ridurre il rischio che accada di nuovo? Abbiamo fatto il punto con il presidente dell’ordine dei geologi dell’Emilia-Romagna.
175mm d’acqua caduti in poche ore, che dall’appennino bolognese si sono riversati in città creando quello che Irene Priolo ha definito una “slavina d’acqua”. Questa la causa primaria degli allagamenti del fine settimana: 175 litri di acqua per metro quadrato caduti dal cielo. Il punto però non è la quantità, bensì l’intensità della pioggia.
“Se andiamo a vedere il campo di calcio del Dall'Ara vuol dire che li sono piovuti 1.750.000 litri d’acqua – spiega Paride Antolini, presidente dell’ordine dei geologi dell’Emilia-Romagna - Si capisce quanta acqua si riversa nei nostri fiumi che sono nati non per contenere tanta acqua come quella che viene riversata in questi mesi”
Un fenomeno, causato dal surriscaldamento globale, che ormai non si può più definite straordinario. La realtà degli ultimi 18 mesi ne è la prova diretta. Bisogna quindi lavorare per ridare spazio ai fiumi. Ci vogliono innanzitutto casse di espansione e di laminazione ma non solo: “Si parla di tracimazioni controllate per cui la piena inonda questa pianure e fa defluire la sua forza. In questi casi però bisogna risarcire gli agricoltori che avranno i campi allagati. Poi ci sono situazioni in cui i ponti vanno abbattuti e rifatti in modo diverso”
Si tratta, in sintesi, di ripensare l’intero sistema idrico della regione. Un lavoro che richiederà tempo e soldi.
Da dove bisognerebbe cominciare?
“Si partirà sicuramente dalle situazioni più critiche, sarebbe bello un progetto che dica di partire dalla sorgente e arrivare alla foce però dobbiamo essere realisti e dobbiamo capire che prima ci sono comunità che sono molto più a rischio di altre e che vanno protette”
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