22 OTTOBRE 2024

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22 OTTOBRE 2024 - 14:17


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ROMAGNA: Addio test ingresso Medicina, “Molte le criticità” | VIDEO

È arrivata una svolta per l’accesso alla facoltà di Medicina, la Commissione del Senato ha dato il via libera al disegno di legge delega che abolisce il numero chiuso al primo semestre. Un’abolizione che sta facendo discutere l’ambito accademico del nostro territorio.

Iscrizione aperta alla facoltà di Medicina, senza sostenere il così tanto temuto test d’ingresso, questo prevede il disegno di legge delega votato in commissione istruzione del Senato, che per i primi 6 mesi non pone nessun sbarramento numerico per gli aspriranti camici bianchi.

Si tratta comunque di un “semestre-filtro”, come ha dichiarato il Ministro dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini, con esami caratterizzanti e una graduatoria per il secondo semestre.

La prossima tappa sarà l’approvazione del testo da parte del Senato, prevista entro la fine di novembre, per poi passare alla Camera. L’intenzione, da parte del Ministero, è quella di cambiare l’accesso a Medicina già per l’anno accademico 2025-2026.

 




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ITALIA: Legge di Bilancio, taglio alle TV e radio locali, a rischio pluralismo e occupazione

Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI esprimono fortissima  preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella  notte, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza  radiofonica e televisiva locale. La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio  esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un  momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali  e piattaforme globali. Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del  Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto. “In qualità di membro del consiglio nazionale di Aeranti e di direttore della emittente, devo lanciare un grido di allarme perché  siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori. È un atto in totale contraddizione con quanto affermato dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, quando aveva garantito la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio”, dichiara il direttore di Teleromagna, Gianluca Padovani Le Associazioni chiedono l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto  del ruolo del MIMIT, evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per oggi alle ore  18, le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili