13 DICEMBRE 2024

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13 DICEMBRE 2024 - 11:48


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FORLI’: Processo Livia Tellus, assolti Drei, Severi e Mazzocchi

Grazie alle nuove disposizioni di legge, l’accusa di abuso d’ufficio è stata ritenuta non più applicabile, mentre per le presunte falsificazioni è stata pronunciata assoluzione con le formule “il fatto non costituisce reato” e “il fatto non sussiste”. Davide Drei, ex sindaco di Forlì, Gianfranco Marzocchi, ex presidente di Livia Tellus, e Vittorio Severi, ex direttore generale del Comune, sono stati assolti dalla Corte d’Appello di Bologna nel processo relativo al caso Livia Tellus. In primo grado, i tre erano stati condannati rispettivamente a 2 anni, 1 anno e 8 mesi, e 2 anni di reclusione. La decisione della Corte d’Appello, ha annullato le condanne precedenti. Il processo era nato da due delibere adottate dalla Giunta comunale, che avevano portato a specifiche decisioni da parte dell’assemblea di Livia Tellus. “Una bellissima notizia quella dell’assoluzione in appello per Davide Drei, Gianfranco Marzocchi e Vittorio Severi nel processo Livia Tellus – afferma la segretaria territoriale del Pd forlivese Gessica Allegni -. Abbiamo avuto fiducia nella magistratura, che ha fatto il suo corso, portando alla sentenza che speravamo. Non abbiamo mai messo in dubbio la rettitudine ed onestà di Drei, Marzocchi e Severi, che hanno sempre agito nell’interesse delle cittadine e dei cittadini, anche se qualcuno ha cercato di gettare ombre su un operato la cui trasparenza oggi è definitivamente riconosciuta. Sono felice per loro, che hanno vissuto anni difficili, sul piano umano, politico, professionale, portando un peso che oggi può finalmente alleggerirsi. Avanti a testa alta!”, chiude Allegni.




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RAVENNA: De Pascale, "piena vicinanza ai medici del Reparto di Malattie Infettive dell'ospedale"

"Tutta la comunità medica dell'Emilia-Romagna è profondamente scossa dall'indagine aperta dalla Procura di Ravenna, nei confronti di sei medici del reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Ravenna. Per quasi nove anni sono stato sindaco della città, compresi gli anni del Covid, conosco uno per uno i reparti e i volti di quell'ospedale e so bene quali sentimenti stanno attraversando i professionisti e le professioniste del Santa Maria delle Croci. A ciascuno di loro va il mio abbraccio e la vicinanza piena della Regione Emilia-Romagna". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, sulla vicenda che vede coinvolti alcuni dirigenti medici del reparto di Malattie infettive di Ravenna, dopo una perquisizione.  "In tutta la mia esperienza politica ho sempre avuto assoluto rispetto per l'autonomia delle Procure e preteso altrettanto rispetto per la presunzione di innocenza degli indagati e degli imputati - prosegue il presidente - In questo momento, l'unica cosa certa è che ci sono sei medici, innocenti fino a prova contraria, accusati di aver falsificato delle diagnosi e, senza nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, già attaccati pubblicamente da una delle massime autorità del Paese". Il riferimento è alle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. "I professionisti e le professioniste che lavorano nel Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna devono sapere che, anche davanti a legittime attività di indagine, la loro Regione e la loro comunità hanno fiducia in loro fino a che non venga provato il contrario", aggiunge de Pascale. "Detto questo, uscendo dal loro caso specifico, dalla loro presunzione di innocenza, e dal carattere personale di qualsiasi eventuale responsabilità penale - sottolinea de Pascale - il problema per paradosso è ancora più complesso, perché in linea generale, oggi la normativa italiana e le direttive ministeriali, peraltro in larga parte non modificate da questo Governo, scaricano sui medici delle Ausl italiane una responsabilità enorme, quella di stabilire o meno l'idoneità all'invio al Cpr per malattie infettive o psichiatriche, peraltro in assenza di linee guida sanitarie chiare e condivise a livello nazionale".