24 FEBBRAIO 2024

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24 FEBBRAIO 2024 - 10:06


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BOLOGNA: Donne e lavoro, “certificazione di genere per favorire la parità” | VIDEO

Si è tenuto a Bologna il seminario organizzato dalla consigliera di parità della Regione, Sonia Alvisi, sul tema della parità di genere sul posto di lavoro. “Bene la certificazione di genere, anche se il divario tra uomo e donna è ancora ampio”, ha detto Alvisi.

 

Sono 300 in Emilia-Romagna le imprese pubbliche e private che hanno adottato politiche per la riduzione del divario fra donne e uomini in merito a salari, mansioni, opportunità di crescita e tutela della maternità. Ma il quadro generale “rimane connotato da un divario ancora ampio”. Questo il quadro tracciato dalla consigliera di parità della Regione Emilia-Romagna, Sonia Alvisi. Al seminario organizzato a Bologna, nella sede dell’Assemblea legislativa, sono intervenute imprenditrici, sindacaliste, docenti universitarie e professioniste.

“L’obiettivo del legislatore – spiega la consigliera di parità – è di incentivare le imprese ad adottare politiche aziendali che riducano il gap di genere attraverso la creazione di un sistema nazionale di certificazione. La legge individua i parametri minimi per il conseguimento della certificazione, con l’adozione di specifici indicatori chiave di prestazione. L’obiettivo è di coinvolgere un migliaio di aziende entro il 2026. L’ottenimento della certificazione, oltre a rafforzare l’immagine e la reputazione aziendale, si accompagna a una premialità che consiste in sgravi contributivi, punteggi più alti per la concessione di fondi statali o regionali, riduzione del 20 per cento della garanzia fideiussoria per la partecipazione a gare pubbliche e migliore posizionamento in graduatoria nei bandi di gara per l’acquisizione di servizi e forniture”.

Sonia Alvisi, poi, traccia un quadro della situazione lavorativa in Emilia-Romagna: “I dati sull’occupazione femminile evidenziano come nel 2023 ci siano state 17.200 assunzioni mentre quelle maschili si sono fermate a 5.600. Le donne, però, faticano a raggiungere posizioni apicali e permangono differenze nelle retribuzioni, circa un 20 per cento in meno rispetto agli uomini. Un divario che aumenta, fino a superare il 50 per centro, tra operaie e operai. La piena parità di genere è ancora all’orizzonte”.




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