11 APRILE 2024

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11 APRILE 2024 - 10:39


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FAENZA: Buchi negli argini del Senio, cittadini preoccupati, “Non si può vivere così” | VIDEO

Si è tenuto ieri pomeriggio l’incontro tra Comune, Protezione Civile e gli abitanti della riva destra del fiume Senio, a Faenza, dove gli argini non sono ancora stati ricostruiti dopo 11 mesi dall’alluvione. Presto però dovrebbe arrivare il piano di messa in sicurezza.

Sono preoccupati gli abitanti di via Casale, sulla riva destra del Senio a Faenza, che nel maggio scorso hanno subito gli allagamenti causati dall’alluvione e che 11 mesi dopo, vivono ancora nella costante minaccia che il fiume torni nuovamente ad invadere le loro case. Lungo gli argini sono ancora evidenti i danni causati dalla piena, con vere e proprie voragini che, a quasi un anno di distanza, non sono ancora state riparate. E’ il motivo per cui mercoledì si sono recati in visita il sindaco Isola assieme al dirigente della protezione civile Marco Bacchini, che ha spiegato il piano a cui sta lavorando assieme al commissario Figliuolo.

Si attende il 20 aprile, quando dalla struttura commissariale dovrebbe arrivare la prima versione del piano speciale per la messa in sicurezza.

“Un piano strategico che darà le linee guida all’interno delle quali si potranno inserire dei piani di riorganizzazione e restauro di situazioni di difficoltà assieme a una vera e piena messa in sicurezza” ha spiegato il sindaco Massimo Isola

Non si sa però ancora quali saranno le indicazioni precise per il ripristino dell’argine del fiume, ne tantomeno quando potranno iniziare i lavori. Insomma continua la situazione di grande incertezza per le 11 famiglie che da ormai un anno, vivono in una zona di pericolo: “Perché adesso siamo molto più esposti di prima – spiega Paola Casale - l’argine è aperto in più punti e dove non è aperto è eroso. Non si può vivere così, senza qualcuno che si assuma la responsabilità di quello che succede”




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BOLOGNA: Aeroporto, crescono i passeggeri, oltre 2,2 milioni in tre mesi

L'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna ha superato i 2,2 milioni di passeggeri nel primo trimestre 2026, il 5% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. I ricavi sono cresciuti del 16% a 42 milioni rispetto ai 36,2 milioni dell'anno precedente, mentre l'utile netto si è attestato a 2,6 milioni, contro i 3,1 del 2025 per effetto, spiegano dallo scalo emiliano, dei maggiori costi legati agli investimenti infrastrutturali e al rinnovo del contratto collettivo del personale. Il margine operativo lordo è salito del 6,6% a 10,1 milioni rispetto ai 9,5 milioni dell'esercizio precedente mentre gli investimenti sono ammontati a 12,7 milioni di cui 9,3 milioni di natura infrastrutturale. Ad aprile i passeggeri hanno toccato quota 1.050.047 (+2,5% su aprile 2025), portando il totale dei primi quattro mesi a 3,29 milioni (+4,2%). Le merci trasportate via aerea nel periodo gennaio-aprile sono calate invece del 5,1%.       "Il 2026 si apre con risultati solidi per il nostro aeroporto, in un contesto internazionale che continua a essere caratterizzato da elevata instabilità geopolitica ed economica - osserva Nazareno Ventola, amministratore delegato e direttore generale dell'aeroporto felsineo -: nel primo trimestre abbiamo continuato a registrare una crescita del traffico passeggeri, accompagnata da un incremento dei ricavi e della marginalità operativa e dal proseguimento del piano di investimenti infrastrutturali. Questi risultati confermano la bontà del nostro modello di business e la capacità dello scalo di mantenere elevati livelli di connettività e qualità operativa anche in una fase di forte complessità per il settore".     Quanto al futuro, con un occhio ai possibili rischi, l' escalation militare in Medio Oriente, viene evidenziato, ha "un'esposizione diretta limitata, pari a circa il 2% del traffico, con impatti concentrati principalmente sui collegamenti da e per Dubai e con alcuni riflessi sull'attività cargo. Gli effetti indiretti sulla domanda, legati a possibili aumenti delle tariffe aeree e a pressioni inflazionistiche, dipenderanno dalla durata e dall'evoluzione delle tensioni geopolitiche". A livello locale, invece, "la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto l'esenzione dall'addizionale comunale sui diritti d'imbarco per gli aeroporti di Rimini, Forlì e Parma, misura che non si applica allo scalo di Bologna e che potrebbe influenzare le dinamiche del traffico regionale con un possibile trasferimento di domanda verso gli scali minori".