14 GIUGNO 2024

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RAVENNA: “Origini”, edizione 2024 del Labirinto effimero di Alfonsine | VIDEO

“Origini” è il titolo dato quest’anno al labirinto effimero di Alfonsine, nel Ravennate. Una tradizione imperdibile che richiama nella cittadina romagnola ogni anno migliaia di visitatori e curiosi.

Calvino, all'interno de “Le città invisibili” introduce il concetto con ironia descrivendo uno spazio vuoto nel quale il protagonista deve trovare qualcosa che non può vedere, toccare o percepire. E’ la definizione di labirinto e ad Alfonsine, nel ravennate, è tornato visitabile il labirinto effimero, creato con percorsi nel mais. Perdersi tra le alte foglie verdi per lasciarsi trasportare lungo tracciati, giusti o sbagliati, come metafora della vita, dalla nascita alla morte, partendo da un punto e tornando da dove si è iniziato il percorso attraverso peripezie e difficoltà. Ogni anno si modifica il percorso e il nome della struttura artificiale che quest’anno è denominata Origini e prevede di entrare, trovare due centri e tornare all’uscita. Nella giornata di inaugurazione sono stati festeggiati i 100 anni dall’azienda Galassi che ha ideato il percorso effimero incastonato in un’oasi di verde, di fiori, di atmosfera cullata dalla tranquillità. All’inaugurazione erano presenti anche il neo rieletto sindaco della città Riccardo Graziani e la responsabile dell’area cultura e comunicazioni del Comune di Alfonsine, Antonietta di Carluccio. Carlo Galassi, ideatore del labirinto, ha accompagnato gli ospiti nella parte iniziale del viaggio, raccontando aneddoti curiosi e non ultimo quello di una famiglia con a seguito i nonni che non trovando  la via d’uscita hanno telefonato a Carlo, chiedendo di essere condotti fuori perché era ora di cena. E lo sappiamo, in Romagna più che in altri luoghi, i pasti sono un momento imperdibile e improrogabile!




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

RAVENNA: Armi in transito dal porto, la Dogana dovrà fornire i dati

Il Consiglio di Stato ha confermato che l’Agenzia delle Dogane di Ravenna dovrà rendere disponibili i dati sulla quantità di materiale bellico transitato dal porto nel 2025. I giudici hanno respinto il ricorso dell’amministrazione, confermando la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna, che aveva accolto in parte la richiesta di accesso agli atti presentata dalla giornalista Linda Maggiori e dall’avvocato ravennate Andrea Maestri. All’inizio del 2026 Maggiori aveva chiesto di conoscere i quantitativi di armi, componenti e materiale bellico partiti dal porto, con una suddivisione per quadrimestre e per tipologia di operazione, tra esportazioni e transiti. La richiesta comprendeva anche, se disponibili, informazioni sulla provenienza e sulla destinazione dei carichi. Le Dogane avevano negato l’accesso, sostenendo che la diffusione delle informazioni avrebbe potuto danneggiare la sicurezza pubblica, la politica estera e gli interessi commerciali delle aziende coinvolte. Il Tar aveva però giudicato insufficienti queste motivazioni, osservando che i soli dati numerici relativi a un periodo già concluso non rappresentavano un rischio concreto per gli interessi indicati. Il Consiglio di Stato ha condiviso questa valutazione, sottolineando che la pubblicazione di informazioni quantitative riferite al passato permette di garantire la trasparenza senza compromettere gli altri interessi in gioco. I giudici hanno inoltre ricordato che altre autorità, tra cui le Dogane di Livorno, avevano già fornito dati analoghi. La decisione è stata accolta con soddisfazione da Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista e dal gruppo dei Verdi/Ale al Parlamento europeo. «Oggi facciamo la storia della trasparenza», ha commentato Maestri.