22 GIUGNO 2024

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22 GIUGNO 2024 - 09:35


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FAENZA: Gli "Alluvionati arrabbiati" protesteranno al Tour

Sfruttare la vetrina mondiale del Tour de France per protestare contro i mancati rimborsi. I comitati degli alluvionati stanno organizzando, per domenica, una protesta per denunciare la mancanza dei rimborsi alle persone danneggiate dall'alluvione. I comitati hanno preparato un centinaio di magliette gialle con scritto 'Alluvionati arrabbiati' e stanno decidendo come organizzare la protesta. "Il nostro obiettivo - hanno detto al Resto del Carlino di Ravenna i portavoce dei comitati - non è interferire con il passaggio del Tour, ma ottenere visibilità per gli alluvionati di Faenza e della Romagna in un momento in cui la loro situazione è più che mai critica. Noi non siamo contro il Tour de France: come i ciclisti anche noi stiamo scalando montagne consumati dalla fatica". Una delle ipotesi è che gli alluvionati occupino piazzale Sercognani che il Tour costeggerà. Sono in corso trattative con la Questura, alla quale i comitati hanno dato assicurazione che non intendono fare proteste plateali che possano interferire con lo svolgimento della corsa. 

 




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RAVENNA: De Pascale, "piena vicinanza ai medici del Reparto di Malattie Infettive dell'ospedale"

"Tutta la comunità medica dell'Emilia-Romagna è profondamente scossa dall'indagine aperta dalla Procura di Ravenna, nei confronti di sei medici del reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Ravenna. Per quasi nove anni sono stato sindaco della città, compresi gli anni del Covid, conosco uno per uno i reparti e i volti di quell'ospedale e so bene quali sentimenti stanno attraversando i professionisti e le professioniste del Santa Maria delle Croci. A ciascuno di loro va il mio abbraccio e la vicinanza piena della Regione Emilia-Romagna". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, sulla vicenda che vede coinvolti alcuni dirigenti medici del reparto di Malattie infettive di Ravenna, dopo una perquisizione.  "In tutta la mia esperienza politica ho sempre avuto assoluto rispetto per l'autonomia delle Procure e preteso altrettanto rispetto per la presunzione di innocenza degli indagati e degli imputati - prosegue il presidente - In questo momento, l'unica cosa certa è che ci sono sei medici, innocenti fino a prova contraria, accusati di aver falsificato delle diagnosi e, senza nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, già attaccati pubblicamente da una delle massime autorità del Paese". Il riferimento è alle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. "I professionisti e le professioniste che lavorano nel Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna devono sapere che, anche davanti a legittime attività di indagine, la loro Regione e la loro comunità hanno fiducia in loro fino a che non venga provato il contrario", aggiunge de Pascale. "Detto questo, uscendo dal loro caso specifico, dalla loro presunzione di innocenza, e dal carattere personale di qualsiasi eventuale responsabilità penale - sottolinea de Pascale - il problema per paradosso è ancora più complesso, perché in linea generale, oggi la normativa italiana e le direttive ministeriali, peraltro in larga parte non modificate da questo Governo, scaricano sui medici delle Ausl italiane una responsabilità enorme, quella di stabilire o meno l'idoneità all'invio al Cpr per malattie infettive o psichiatriche, peraltro in assenza di linee guida sanitarie chiare e condivise a livello nazionale".