25 GENNAIO 2025

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ROMAGNA: Teatri di Bagnacavallo e Sant'Agata Feltria per lista Unesco 2026 | VIDEO

Il teatro Mariani di Sant'Agata Feltria nel riminese e il teatro Goldoni di Bagnacavallo nel ravennate sono candidati all'iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale Unesco per il 2026.

In tutto sono 18 i teatri di Emilia-Romagna Marche e Umbria scelti come testimonianza di un patrimonio culturale che riunisce i teatri condominiali più rappresentativi sviluppati tra il Settecento e l'Ottocento per volontà delle piccole comunità locali. Inizia così il percorso ufficiale per il riconoscimento come Patrimonio mondiale dell'Umanità Unesco per il 2026.

E quanto alla Romagna sono candidati all'iscrizione nella lista il teatro Mariani di Sant'Agata Feltria e il teatro Goldoni di Bagnacavallo.


Una buona notizia che sottolinea il valore della rete di teatri storici diffusi su tutto il territorio regionale. E questo anche a parere del presidente regionale de Pascale e dalla neo assessora alla cultura Jessica Allegni.

I due teatri, Mariani e Goldoni, sono parte di quel patrimonio culturale che si vuole conservare e valorizzare per mantenerne viva la funzione, oltre a garantirne la trasmissione alle generazioni future.

 

È poi una candidatura corale che accomuna Emilia-Romagna, Marche e Umbria, a riconoscimento dell'unicità di questi luoghi.




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RAVENNA: De Pascale, "piena vicinanza ai medici del Reparto di Malattie Infettive dell'ospedale"

"Tutta la comunità medica dell'Emilia-Romagna è profondamente scossa dall'indagine aperta dalla Procura di Ravenna, nei confronti di sei medici del reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Ravenna. Per quasi nove anni sono stato sindaco della città, compresi gli anni del Covid, conosco uno per uno i reparti e i volti di quell'ospedale e so bene quali sentimenti stanno attraversando i professionisti e le professioniste del Santa Maria delle Croci. A ciascuno di loro va il mio abbraccio e la vicinanza piena della Regione Emilia-Romagna". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, sulla vicenda che vede coinvolti alcuni dirigenti medici del reparto di Malattie infettive di Ravenna, dopo una perquisizione.  "In tutta la mia esperienza politica ho sempre avuto assoluto rispetto per l'autonomia delle Procure e preteso altrettanto rispetto per la presunzione di innocenza degli indagati e degli imputati - prosegue il presidente - In questo momento, l'unica cosa certa è che ci sono sei medici, innocenti fino a prova contraria, accusati di aver falsificato delle diagnosi e, senza nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, già attaccati pubblicamente da una delle massime autorità del Paese". Il riferimento è alle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. "I professionisti e le professioniste che lavorano nel Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna devono sapere che, anche davanti a legittime attività di indagine, la loro Regione e la loro comunità hanno fiducia in loro fino a che non venga provato il contrario", aggiunge de Pascale. "Detto questo, uscendo dal loro caso specifico, dalla loro presunzione di innocenza, e dal carattere personale di qualsiasi eventuale responsabilità penale - sottolinea de Pascale - il problema per paradosso è ancora più complesso, perché in linea generale, oggi la normativa italiana e le direttive ministeriali, peraltro in larga parte non modificate da questo Governo, scaricano sui medici delle Ausl italiane una responsabilità enorme, quella di stabilire o meno l'idoneità all'invio al Cpr per malattie infettive o psichiatriche, peraltro in assenza di linee guida sanitarie chiare e condivise a livello nazionale".