4 GENNAIO 2025

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4 GENNAIO 2025 - 09:43


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EMILIA-ROMAGNA: Sanità, oltre 1,5 milioni di prestazioni aggiuntive nel 2024 | VIDEO

Sono state oltre un milione e mezzo le prestazioni sanitarie aggiuntive erogate in Emilia-Romagna nel 2024, grazie a un investimento di oltre 50 milioni di risorse regionali. E' quanto emerge dal primo bilancio del piano straordinario di abbattimento delle liste d'attesa predisposto dallo scorso aprile dalla Regione secondo cui le risorse messe sul piatto appaiono superiori allo stanziamento dello 0,4% sul Fondo Sanitario Nazionale previsto dal Governo, che ammonterebbe a circa 38 milioni. A giudizio del presidente Regionale Michele de Pascale e dell'assessore alla Sanità, Massimo Fabi, "di fronte all'impegno messo in campo dalla Regione in questi mesi, stupiscono ancora di più le parole del ministro Schillaci che richiama le Regioni a un utilizzo più accurato delle risorse in termini di sanità. Ricordiamo al ministro e al Governo – sottolineano i due rappresentanti Regionali - che aspettiamo da sei mesi che l'annuncio di un provvedimento sulle liste d'attesa si tramuti in qualcosa di concreto. A oggi, invece, mancano ancora i decreti attuativi e non risulta alcun incremento di trasferimento di fondi alle Regioni da utilizzare contro le liste d'attesa - concludono.” In Emilia-Romagna i dati attuali confermano che il programma di incremento di 1,6 milioni di prestazioni è stato rispettato.

 




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RAVENNA: Armi in transito dal porto, la Dogana dovrà fornire i dati

Il Consiglio di Stato ha confermato che l’Agenzia delle Dogane di Ravenna dovrà rendere disponibili i dati sulla quantità di materiale bellico transitato dal porto nel 2025. I giudici hanno respinto il ricorso dell’amministrazione, confermando la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna, che aveva accolto in parte la richiesta di accesso agli atti presentata dalla giornalista Linda Maggiori e dall’avvocato ravennate Andrea Maestri. All’inizio del 2026 Maggiori aveva chiesto di conoscere i quantitativi di armi, componenti e materiale bellico partiti dal porto, con una suddivisione per quadrimestre e per tipologia di operazione, tra esportazioni e transiti. La richiesta comprendeva anche, se disponibili, informazioni sulla provenienza e sulla destinazione dei carichi. Le Dogane avevano negato l’accesso, sostenendo che la diffusione delle informazioni avrebbe potuto danneggiare la sicurezza pubblica, la politica estera e gli interessi commerciali delle aziende coinvolte. Il Tar aveva però giudicato insufficienti queste motivazioni, osservando che i soli dati numerici relativi a un periodo già concluso non rappresentavano un rischio concreto per gli interessi indicati. Il Consiglio di Stato ha condiviso questa valutazione, sottolineando che la pubblicazione di informazioni quantitative riferite al passato permette di garantire la trasparenza senza compromettere gli altri interessi in gioco. I giudici hanno inoltre ricordato che altre autorità, tra cui le Dogane di Livorno, avevano già fornito dati analoghi. La decisione è stata accolta con soddisfazione da Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista e dal gruppo dei Verdi/Ale al Parlamento europeo. «Oggi facciamo la storia della trasparenza», ha commentato Maestri.