16 OTTOBRE 2025

13:59

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

773 visualizzazioni


16 OTTOBRE 2025 - 13:59


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

773 visualizzazioni



EMILIA-ROMAGNA: INPS, cresce il Pil regionale e aumenta l’occupazione giovanile | VIDEO

A Bologna, nella sede del Tecnopolo DAMA, è stato presentato il rendiconto sociale 2024 dell’Inps regionale: al centro il quadro della situazione dei diversi settori, l’occupazione e il futuro dei giovani.

Un aumento del Pil regionale in linea con gli anni precedenti. E’ quanto emerge dal rendiconto sociale del 2024 dell’Inps dell’Emilia Romagna. La regione si colloca nel gruppo di testa tra quelle che trainano il Paese insieme a Lombardia, Veneto e Lazio producendo più del 50% del Pil. Un quadro che risente della situazione geopolitica internazionale: difficoltà nel settore dell’automobile ma bene i settori dell’agroalimentare, turistico e commerciale; resta il problema del gender gap nel lavoro. Aumenta di circa il 90% l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e cresce il tasso di occupazione giovanile che si attesta al 41,9%. Resta il tema del  futuro previdenziale dei giovani e quello dell’allargamento dei soggetti che devono versare i contributi, che, secondo il Vicepresidente della regione Colla, potrebbe generare un problema demografico.

Mauro Chiarini, Presidente del Comitato Regionale INPS: "Registriamo che l'economia emiliano-romagnola, il PIL, sono confortanti; tuttavia, ci devono indurre a riflettere e i dati del nostro Rendiconto Sociale ci suggeriscono la necessità di investire ulteriormente sul futuro in diversi settori, a partire da quelli per noi fondamentali, quelli ad alto valore aggiunto, per avere prodotti e servizi di qualità, oppure per recuperare dove abbiamo perso posizioni di mercato, in modo tale da accrescere anche l'occupazione di qualità. Anche il lavoro di bassa qualifica è utile, ma va contenuto a dimensioni fisiologiche. Più ricerca, più innovazione per cogliere nuove opportunità. Accanto alla qualità dei prodotti e dei servizi vi deve essere la qualità dei contratti di lavoro, con retribuzioni più "europee", ovvero più alte, iniziando a colmare il divario uomo-donna, con più donne occupate, e dare uno sbocco alla voglia dei giovani (femmine e maschi) di misurarsi nel mondo del lavoro, di realizzarsi nel proprio cammino di vita in un'ltalia che guarda al futuro con fiducia, che riconosce il valore di un patto sociale tra generazioni e aiuta, attraverso lo stato sociale, chi ha necessità reali. Questo sarebbe anche il modo migliore di avere un sistema pensionistico che si mantiene da se, senza invenzioni estemporanee".

 




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

ROMA: Valditara, "scrivere l'Italia agli italiani è condivisibile"

"L'affermazione 'l'Italia agli italiani' non solo non ha nulla di censurabile, ma è senz'altro condivisibile, poiché comprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono il Governo". Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione di Rossano Sasso (Futuro Nazionale). Il ministro ha aggiunto: "Dopo le decisioni assunte dal Consiglio di classe del Liceo Monti di Cesena sulla condotta dei due studenti che hanno esposto uno striscione con la scritta 'l'Italia agli italiani', ho avviato una verifica, in corso, con l'Ufficio Scolastico dell'Emilia-Romagna". Valditara ha premesso di non avere alcun potere sul processo valutativo del singolo Consiglio di classe, ma ha precisato che l'accertamento mira a chiarire se l'assegnazione di un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio "Gli africani siamo noi" sia stata in qualche modo condizionata dalla vicenda dello striscione, oppure motivata unicamente dalla violazione delle regole di condotta scolastica, come previsto dalle norme recentemente introdotte. Qualora dall'ispezione emergesse un collegamento tra il contenuto dell'elaborato critico e l'espressione dello striscione — anziché con la violazione disciplinare — si tratterebbe, secondo il ministro, di "un episodio grave, in contrasto con la deontologia professionale dei docenti". Valditara ha inoltre ricordato che la sua riforma del comportamento prevede provvedimenti disciplinari con finalità educativa, volti al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti nella comunità scolastica: "In nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui. Lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti stabilisce che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico". Il ministro ha citato anche una circolare che invita a stimolare spirito critico, pluralismo e dibattito, contrastando ogni forma di indottrinamento, "partendo dal presupposto che la grande missione della scuola sia educare a essere liberi da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie". La replica del Pd Dura la reazione di Irene Manzi, responsabile scuola del Pd e capogruppo in commissione Istruzione alla Camera: "Un ministro della Repubblica, che rappresenta le istituzioni di tutti e non di una parte politica, ha giustificato la frase 'L'Italia agli italiani' affermando, anche nelle settimane scorse, che essa è patrimonio della destra italiana moderna e che l'hanno usata, fra gli altri, la Lega e Fratelli d'Italia. Come se il fatto che una frase sia nel vocabolario dei partiti di governo la rendesse automaticamente accettabile. Non è così: quella frase appartiene al lessico del peggior suprematismo, e nessuna appartenenza partitica la rende meno grave. Anzi, che venga sdoganata da un ministro la rende ancora più pericolosa". Manzi ha aggiunto: "C'è qualcosa di ancora più preoccupante: mandare ispettori negli istituti a contestare l'elaborato critico assegnato agli studenti di Cesena, in virtù di una legge che lui stesso ha voluto e scritto, banalizza costantemente il compito della funzione educativa e didattica che quotidianamente si compie nelle classi. Anzi, lo mette sotto accusa. Questo governo ha trasformato le istituzioni scolastiche in un terreno di controllo e perenne scontro politico, contrastando sistematicamente l'autonomia degli insegnanti e condizionando ogni voce libera con la minaccia della sanzione disciplinare".